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I GIOVANI E IL MAL DI SCHIENA

 

di Annamaria Riccio

 

La vita si allunga. Si allunga anche la giovinezza: cinquantenni del secolo scorso appaiono oggi  come trentenni, malattie infettive che un tempo mietevano vittime, sono completamente debellate o, comunque, curabilissime. Malattie sociali che non spaventano più…l’individuo sembra migliorarsi. Non sempre. In giovanissima età ecco presentarsi

disturbi che un tempo interessavano solo anziani o particolari categorie di lavoratori a rischio. Mi riferisco al mal di schiena che, strano a dirsi, affligge non pochi ragazzi e addirittura bambini. La causa? Il primato spetta allo zaino scolastico stracolmo di libri che non sempre gli studenti riescono a “dividere”. La ragione di ciò consiste nel fatto che molti testi comprendono esercizi da stilare in situ: diventa quasi un obbligo a quel punto avere il libro personale che attesta il proprio lavoro scolastico. E ancora, le ore di lezione giornaliere aumentate per compensare l’accorciamento della settimana col sabato festivo: più tempo in posizione seduta con una cattiva postura che spesso si assume in seguito all’insofferenza che sopraggiunge.  Altra causa scatenante è l’uso dello scooter sempre più utilizzato da genitori frettolosi che accompagnano i propri figli a scuola prima di recarsi al lavoro: i tratti stradali non proprio al meglio asfaltati, sono un vero e proprio percorso di guerra con sbalzi male attutiti e grosso carico a livello della colonna vertebrale.  Insomma, ci avviciniamo sempre più al modello di altri paesi che prevedono il  tempo pieno a scuola, ma con strutture e organizzazioni che ben si adattano alle esigenze dei giovanissimi. La voglia è  di creare un modello perfetto di studente, futuro uomo di un domani che, si spera, possa essere artefice di una generazione non sempre di provenienza idonea all’età, le esigenze, i tempi che percorriamo. E allora vien da pensare che, in fondo in fondo, ritorna un po’ di nostalgia agli anni che furono dove i vecchi erano naturalmente vecchi, e si vedeva.  I bambini vivevano da bambini, con la spensieratezza della loro età, ben lontani da un progresso che li vede precoci in tutto, nei problemi, nella tecnologia che li soffoca, nella corsa ad un progresso che fa rimpiangere la vita semplice, ma serena.

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