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ICEBERG (Ottobre 2016)
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I CONSIGLI  DELLO  CHEF

 

di Mariacarla  Rubinacci

 

Suona la sveglia (le 6 del mattino), ho un’ora per prepararmi e buttarmi nel traffico che mi porterà a scuola per le 8. Accendo la radio, mi fa compagnia mentre sorseggio il caffè appena uscito dalla Moka.

“Lo chef per la tua colazione”, una voce mi istruisce per preparare il saluto al mattino: mani in pasta, frullatore gorgogliante, latte scremato a gocce, noci di burro per ammorbidire. Ma cosa vuole? Cosa pretende che faccia con ancora gli occhi impastati di sonno? Viva il cornetto di Mimmo, al bar sotto casa, fumante e profumato e soprattutto preparato da…lui!

Mi fermo all’edicola, oggi è in uscita il nuovo numero della mia rivista preferita, mi guardo intorno: “La guida pratica della buona cucina”, “Speciale secondi piatti”, “I dolci della nonna”, “La cucina di mamma Clara”, (chissà chi è!), “Cucina bene”. Ma non si pensa ad altro? Sono invasa dai profumi (virtuali) che si diffondono dalle coloratissime copertine, dall’acre (a prima mattina!) odore di soffritti, dalle tentazioni delle immagini di torte, pronte ad attentare al mio giro vita.

Quando sono andata a vivere sola, sono passata dal saper mangiare, perché preparato dalla mamma, al non saper fare nulla ai fornelli. Ho imparato a mala pena qualche condimento standard per la pasta, il risotto nella pentola  pressione, il filetto d’orata al microonde. Il risultato?

Accorgermi di non essere sola! Al principio è stata una consolazione. Ormai tanti sono gli appassionati di chef. A scuola durante l’ora di spacco tra una lezione e l’altra, si finisce col parlare della Clerici che in televisione dispensa arte culinaria e consigli di destrezze per fare bella figura quando aspetti ospiti oppure ti siedi a tavola dopo una faticosa giornata di lavoro. Persino la mamma mi regala l’agenda “Le mie ricette” e la collega mi mostra la sua collezione di ricette ritagliate dai giornali, mentre l’ultima pagina della mia stessa rivista mi insegna come fare la spesa. Saper cucinare l’arrosto è alla stregua del saper recitare a memoria 30 versi di una cantica del sommo Dante, regalare il grembiule da chef e…indossarlo è come vestirsi con un capo firmato quando ricevi gli amici per “una pizza in compagnia”. Il credo di oggigiorno è imparare a cucinare (!), divertirsi (?), invitare (mi sta anche bene), stupire (!!), migliorare (sempre).

E’ ormai un’ossessione. Finalmente anch’io ho appeso col magnete al frigorifero il menu da seguire per tutta la settimana. Lo farò? Anch’io ormai appartengo al folto esercito che segue i consigli dello chef, anch’io ho in mano l’ultimo inserto per i “Dolci di natale”, anch’io ((finalmente) spero di fare la mia buona figura senza aver aperto il barattolo del sugo pronto o aver acceso il microonde che sta riscaldando la lasagna della marca più affidabile dei piatti pronti e surgelati.

Accendo la radio e mi sorprendo a provar invidia per colei (chissà dove!) sta seguendo i consigli dello chef. 

 

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