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Caro  Ingegnere

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Sono in vacanza. Beh, se vacanza si può chiamare una settimana ospite della mia cara amica con la seconda casa al mar,e dove porta sempre i bambini con secchielli e palette. Ma quest’anno è ciò che passa …il convento! Poi vedrò come concludere l’altra settimana di ferie che mi rimane. La sorella, che solitamente sta con lei, per quest’agosto, invece, è riuscita a programmare la crociera sul Mediterraneo

assieme ad altre 4000 persone! Perciò, con la stanza libera, Lidia mi ha proposto il soggiorno da lei, sapendomi stanca, single e arruffata nelle mie decisioni.

“Sai, quest’anno hanno affittato la villetta a fianco alla mia, pare che ci sarà un solo ospite, così ho saputo, un giovane! Dai, vieni, faremo gruppo con Michele che preparerà il barbecue e…chissà!”, ha ammiccato, perché mi vuole bene e le dispiace che io non sia ancora riuscita a concludere.

La serata è stellare, la brezza che corre verso il mare in dormiveglia muove leggermente i capelli che profumano di salsedine, un cero al profumo di citronella diffonde il suo aroma e…tiene lontane le zanzare! I bambini già dormono, stremati dai tanti castelli di sabbia e dagli sguazzi tra le onde sulla battigia. Lidia ha preparato una ricca insalata con i gamberetti, mentre Michele ha portato un vassoio di frittura all’italiana, presa alla rosticceria all’angolo. Manna caduta da cielo per chi in vacanza ha poca voglia di accendere  fornelli, ( solo per i bambini si fa strada il sacrificio!)

Chiaccieriamo, cullati dalle note di un CD di canzoni melodiche che fanno atmosfera, seduti al tavolo apparecchiato nel giardino che confina con il fazzoletto di erba della villetta accanto. Io sono arrivata da due giorni e ancora non ho intravisto il nuovo inquilino, invece lidia mi assicura che non è male! Lei ha già dato una sbirciatina!

“Buonasera, permettete?”, una voce si fa largo tra le fronde di oleandro, “ho una bottiglia di vino bianco in freddo e una torta gelato, posso far parte del gruppo?”

Il dado è tratto, penso, il Rubicone è stato attraversato.

Sorpresa delle sorprese. LUCA. Il giovane, il trentenne! si fa strada e i nostri occhi si incrociano. “TU?”. “GIA’!, Quanto tempo…”

Al liceo eri quello un po’ chiuso, timidone, scarsino nei temi, ma insuperabile in matematica. Durante i compiti in classe “passavi” poco, ma non per cattiveria, diciamo per goffaggine. Poi, dopo la maturità, hai scelto la facoltà giusta, la scientifica, tutto proiettato verso il futuro, hai preso coraggio e confidenza, sei diventato anche uno che…piace. Hai un lavoro che ti gratifica alla grande, sei un mago a intrecciare vie telematiche con Google, un analista sempre davanti al computer.

Il racconto di sé si mescola con i miei e nostri ricordi e le sue domande sul mio percorso mi bombardano con la stessa velocità con cui lancia i suoi programmi in rete. Io invece, caro Luca, non corro, io passeggio nella vita, cammino, medito, rendo l’idea? Consulto Internet per comprare quelle scarpe che fanno moda, oppure per avere qualche consiglio dalla dietologa di turno. Cose da poco, dopo tutto con il mio lavoro di biologa passo più tempo incollata al microscopio che sulle icone del PC.

Tu crei algoritmi nella rete per inseguire i desideri, per prevenirli, magari per suscitarli per poi indirizzarli, certe volte per capire gli interlocutori virtuali e insinuarsi nella loro mente. Ne fai un inseguimento. Io invece mi affanno a cercare un bel vaccino contro quelle tre o quattro malattie sognando persino un Nobel! Non voglio, però, che tu pensi che sia una snob. Anzi, ho sempre avuto un debole per i cervelloni matematici. Perciò, sincerità per sincerità, non sprecare la tua intelligenza, “caro ingegnere”, non smarrirla in meandri globalizzanti. Rilassati. L’estate arriva per farci anche un po’ sbadigliare. Frena quel racconto di te per sapere tutto di me. Non mi inseguire. Io sono lepre veloce se solo mi sento braccata.

Comunque, grazie cara Lidia. Anche questa volta, malgrado i tuoi sforzi, è andata buca, il “caro ingegnere” non sta al mio passo, o farse sono io che non sto al suo.

Gustiamoci la fetta di torta gelato che sta per sciogliersi, alziamo i bicchieri e brindiamo, con il fresco vinello bianco all’estate che pur sempre ha nei suoi programmi anche lo zampino di un caro ingegnere.

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