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STORIE DI CERAMICA     (Giugno 2018)
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Miti napoletani di oggi.46   Pompei   di Sergio Zazzera   Fra i tanti esempi di urbanistica del mondo romano, pervenuti fino ai giorni nostri,...
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Salute e Benessere           IL PEPERONCINO ROSSO PUO’ AIUTARE A FERMARE UN INFARTO   di Luigi Rezzuti   Un noto erborista americano afferma di...
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Estate a Vietri sul Mare   Lunedì 16 luglio: Guglielmo Gugliemi Academic Ensemble Contemporary Jazz Project Martedì 17 luglio: Cleopatra di...
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SPIGOLATURE di Luciano Scateni   SI o NO ma informati Non solo gli analfabeti residuali, né la massa di italiani che non leggono il giornale e...
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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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25 aprile: festa della Liberazione

25 APRILE

FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

di Luigi Rezzuti

 

Il  25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione dell’esercito tedesco e dal governo fascista.

Un’occasione per ricordare le origini della nostra libertà in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando in questi mesi.

Dopo la liberazione dai nazifascisti nacque il nuovo Stato italiano, basato sulla democrazia e sul rispetto della libertà.

L’insurrezione popolare delle Quattro giornate di Napoli nacque come reazione ai rastrellamenti indiscriminati di uomini senza limiti di età che venivano caricati con forza, come bestie, sui camion per essere avviati in Germania, ai lavori forzati.

Per i Napoletani, dopo le tante sofferenze che la guerra aveva prodotto, e per la città, ormai ridotta alla disperazione per le condizioni selvagge in cui era ridotta, non c’erano più alternative per sfuggire alla deportazione che ricorrere alla guerriglia.

Un gruppo di persone decise di opporsi ai Tedeschi ed impedire i loro piani.

 Il 27 settembre del 1943 scoppiò l’insurrezione di Napoli che  terminò il 30. Ad essa parteciparono uomini, donne, anziani, giovani, scugnizzi, tutti armati alla meglio con fucili, pistole, bombe a mano, bottiglie incendiarie e qualche mitragliatrice, strappata ai soldati tedeschi.

Le azioni di scontro partirono dal Vomero e dall’Arenella, per poi estendersi a Capodimonte ed in altre zone di Napoli.

La notizia della resistenza fece, in pochissimo tempo, il giro della città e la guerriglia  divenne lotta aperta.

Il popolo napoletano eresse barricate, lanciò bombe, sparò, tese agguati costringendo le truppe tedesche alla resa, fino alla fuga dalla città.

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