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“SPUTAZZE” E “LIR’ÂRGIENTO”   di Sergio Zazzera   Per la seconda volta, la cittadina di Ercolano ha perso l’occasione di essere proclamata “Capitale...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Il successo dello scrittore   Il nuovo anno si apre sempre ricco di speranze, ma spesso anche sul filo...
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VACCINARE I MAGISTRATI   di Sergio Zazzera   Potrebbe sembrare l’ottava opera di misericordia, e forse lo è. I magistrati – e, in maniera...
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Attilio Pratella, l'artista   di Antonio La Gala     Come già ho detto in un precedente articolo, mi sono proposto di dedicare a questo pittore due...
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“L’ULTIMO SCUGNIZZO”   di Luigi Rezzuti   “L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al...
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Per grazia non ricevuta   di Antonio La Gala   Non desta meraviglia (non perché non la dovrebbe destare, ma solo perché vi ci siamo abituati) la...
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SARRI ALLA JUVE   di Luigi Rezzuti   Quest’estate, oltre alle consuete incognite del  calciomercato, ci sono state anche dell novità per alcune...
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La chiesa della Cesarea   di Antonio La Gala   “La Cesarea” è il primo tratto di via Salvator Rosa che sale verso il Vomero dopo piazza Mazzini (il...
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NAPOLI CAMPIONE D’INVERNO   di Luigi Rezzuti   Solo per la squadra del Napoli  il 2017 non ha portato sfortuna, anzi ha dimostrato che la forza dei...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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25 aprile: festa della Liberazione

25 APRILE

FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

di Luigi Rezzuti

 

Il  25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione dell’esercito tedesco e dal governo fascista.

Un’occasione per ricordare le origini della nostra libertà in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando in questi mesi.

Dopo la liberazione dai nazifascisti nacque il nuovo Stato italiano, basato sulla democrazia e sul rispetto della libertà.

L’insurrezione popolare delle Quattro giornate di Napoli nacque come reazione ai rastrellamenti indiscriminati di uomini senza limiti di età che venivano caricati con forza, come bestie, sui camion per essere avviati in Germania, ai lavori forzati.

Per i Napoletani, dopo le tante sofferenze che la guerra aveva prodotto, e per la città, ormai ridotta alla disperazione per le condizioni selvagge in cui era ridotta, non c’erano più alternative per sfuggire alla deportazione che ricorrere alla guerriglia.

Un gruppo di persone decise di opporsi ai Tedeschi ed impedire i loro piani.

 Il 27 settembre del 1943 scoppiò l’insurrezione di Napoli che  terminò il 30. Ad essa parteciparono uomini, donne, anziani, giovani, scugnizzi, tutti armati alla meglio con fucili, pistole, bombe a mano, bottiglie incendiarie e qualche mitragliatrice, strappata ai soldati tedeschi.

Le azioni di scontro partirono dal Vomero e dall’Arenella, per poi estendersi a Capodimonte ed in altre zone di Napoli.

La notizia della resistenza fece, in pochissimo tempo, il giro della città e la guerriglia  divenne lotta aperta.

Il popolo napoletano eresse barricate, lanciò bombe, sparò, tese agguati costringendo le truppe tedesche alla resa, fino alla fuga dalla città.

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