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LA SCOPERTA DELLA GROTTA AZZURA di August Kopisch   di Luigi Alviggi   Nell’estate del 1826, August Kopisch e l’amico Ernst Fries sbarcano per la...
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L’IMBUSTATO   di Luigi Rezzuti   Fin da ragazzo Ernesto aveva sempre sofferto con dolori alla schiena e tutti gli dicevano che ciò era dovuto ad un...
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Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
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DOPO LA TEMPESTA IL SERENO IN CASA NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Nei giorni della rivolta e dell’ammutinamento tutti i malumori e le amarezze sono...
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Parlanno ’e poesia 4 - Giovanni Boccacciari   di Romano Rizzo   Una fìgura di primo piano, nel panorama della poesia napoletana è stata, senza dubbio,...
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NATALE A NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e,  come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale, con i suoi lampioncini, i nastri,...
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PRIMA DELL'OBLIO         (Marzo 2019)
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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Il giorno 20 maggio alle ore 19.30 Francesco Pinto, Direttore del Centro di produzione della Rai,...
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ATTUALITA' DEL PENSIERO CRITICO DI ROCCO MONTANO (Dicembre 2017)
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Uno scugnizzo napoletano trasferito a Milano   di  Luigi Rezzuti   Mai nessuno mi chiamava Antonio. Sono nato a Napoli in un quartiere popolare e...
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25 aprile: festa della Liberazione

25 APRILE

FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

di Luigi Rezzuti

 

Il  25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione dell’esercito tedesco e dal governo fascista.

Un’occasione per ricordare le origini della nostra libertà in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando in questi mesi.

Dopo la liberazione dai nazifascisti nacque il nuovo Stato italiano, basato sulla democrazia e sul rispetto della libertà.

L’insurrezione popolare delle Quattro giornate di Napoli nacque come reazione ai rastrellamenti indiscriminati di uomini senza limiti di età che venivano caricati con forza, come bestie, sui camion per essere avviati in Germania, ai lavori forzati.

Per i Napoletani, dopo le tante sofferenze che la guerra aveva prodotto, e per la città, ormai ridotta alla disperazione per le condizioni selvagge in cui era ridotta, non c’erano più alternative per sfuggire alla deportazione che ricorrere alla guerriglia.

Un gruppo di persone decise di opporsi ai Tedeschi ed impedire i loro piani.

 Il 27 settembre del 1943 scoppiò l’insurrezione di Napoli che  terminò il 30. Ad essa parteciparono uomini, donne, anziani, giovani, scugnizzi, tutti armati alla meglio con fucili, pistole, bombe a mano, bottiglie incendiarie e qualche mitragliatrice, strappata ai soldati tedeschi.

Le azioni di scontro partirono dal Vomero e dall’Arenella, per poi estendersi a Capodimonte ed in altre zone di Napoli.

La notizia della resistenza fece, in pochissimo tempo, il giro della città e la guerriglia  divenne lotta aperta.

Il popolo napoletano eresse barricate, lanciò bombe, sparò, tese agguati costringendo le truppe tedesche alla resa, fino alla fuga dalla città.

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