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Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
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DON ANTONIO CAFIERO   di Luigi Rezzuti     Don Antonio Cafiero era nato e vissuto nei Vergini, un quartiere di Napoli. Amava Napoli e il Napoli. Era...
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Natale alla Nicolardi tra bravura e solidarietà   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno alla scuola media “D’Ovidio...
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GIUSTIZIA E POLITICA   di Sergio Zazzera   Il sistema statunitense di amministrazione della giustizia – che non saprei dire se possa essere definito...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
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 YOU NO SPEAK AMERICANO ORIGINAL   ARMY CALL TO ARTISTS. ALL ARTISTS ARE INVITED.  CHIAMATA ALLE ARMI PER GLI ARTISTI. TUTTI GLI ARTISTI SONO...
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FUGA DEI PENSIONATI ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   Il numero dei pensionati che si trasferiscono all’estero è in costante aumento. Tra le ragioni...
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Napoli e il Cinema, una simbiosi in evoluzione   di Marisa Pumpo Pica   Alcuni eventi, verificatisi di recente, hanno fatto battere più forte, in...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Ma Vespa non è poi così insostituibile Parla a vanvera chi della Rai ha percezione, dal divano di casa,...
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Il cervello anarchico – Enzo Soresi

 

di Luciana Alboreto

 


SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016, organizza, in occasione della “Settimana  Mondiale del Cervello”, svariati meeting culturali, coordinati da luminari che si confrontano sulle patologie di derivazione celebrale. Un campo di studio e di indagine infinitamente poliedrico e complesso, quello della Neurologia che, nella sua progressiva evoluzione, affascina e coinvolge sia gli addetti che i profani della materia. Con sguardo retrospettivo annoveriamo, a tal proposito, la locuzione latina di Giovenale “mens sana in corpore sano” che fu già una grande intuizione sul legame interdipendente tra benessere fisico e mentale. A lungo ne hanno dibattuto i Maestri del Pensiero occidentale focalizzando, sui concetti di “anima” e “psiche”, l’incidenza sull’armonica formazione della persona umana. “Il Cervello Anarchico”, saggio medico-scientifico-psicologico, scritto dal Professore Enzo Soresi, si configura come l’attualizzazione e la conferma di queste sagge ed arcaiche asserzioni. In merito la presentazione dell’opera, elaborata dal Prefatore Umberto Galimberti, ne evidenzia le più svariate teorie, di antropologi, filosofi e psicologi. Il titolo del testo “Il Cervello Anarchico” raccoglie in sé un gioco intrinseco di significati che attrae ed incuriosisce il lettore. Difatti sembra paradossale definire anarchico, ovvero avulso dal “principio di realtà”, un organo che, viceversa, è delegato a veicolare gli input neurosensoriali, responsabili di stimolazioni vitali al sistema endocrino ed immunitario. Anche nel linguaggio comune, non supportato da un adeguato background culturale, si sostiene che “dalla volontà positiva” dipende, sovente, il benessere della persona. Ed è su questo cardine che il Professor Soresi, affermato Anatomo-Patologo ed Oncologo, fornisce al lettore una disamina graduale e forbita. L’esperienza pragmatica di un vissuto, trascorso tra esami istologici e relazioni umane e professionali con i malati oncologici, viene narrata con estrema fluidità. La storia personale del Clinico si interseca abilmente con quella del medico, capace di instaurare una relazione empatica anche con i pazienti al borderline tra la vita e l’exitus. In tali circostanze il “cuore” diviene guida primaria dell’intelletto, sia dove la prospettiva è nefasta, sia dove la speranza stessa della guarigione funge da stimolo endogeno vitale. La volontà personale o le  condizioni ambientali favoriranno e garantiranno gli input per una vita migliore? Sarà l’atteggiamento fideistico a rendere luminoso un cammino, irto di dolore e sofferenza? Di certo qualcosa di misterioso ed imperscrutabile si cela nei meandri di un organo come il cervello, capace di donare forza leonina a chi, con fragilità cristallina, deve lottare contro “mali oscuri” e a chi, depauperato e svilito da terapie tossiche, deve saper interagire dignitosamente con il mondo esterno per non soccombere nella società. Tutte le risposte riconducono a quello che è il valore determinante dell’amore e della sensibilità che, soli, possono ricomporre i mosaici distrutti dalla sofferenza. La linea guida del libro traccia così, in maniera esaustiva, il trionfo della vita su ogni minaccia esogena ed endogena. Lo psicoanalista Jung avrebbe commentato che, grazie alle motivazioni forti ed agli stimoli positivi, “L’uomo può realizzare delle cose stupefacenti se queste hanno un senso per lui”… facendo suoi i colori, i profumi ed i sapori più belli della vita…

(Marzo 2016)

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