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PER_FORMARE UNA COLLEZIONE   Venerdì 22 giugno alle ore 19.00 il Museo Madre inaugurerà il nuovo capitolo del progetto in progress  “Per_formare  una...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Io ti salverò   Ricordate quel celebre film del 1945, Io ti salverò, diretto dal regista Alfred...
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SFUGLIATELLA     (Marzo 2019)
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Gli incontri della Fondazione Premio Napoli   Iniziano gli incontri della Fondazione Premio Napoli aperti alla città. Si parte l’11 marzo, alle ore...
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PREMIO SALVATORE CERINO  
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Chiude il complesso Damiani   di Luigi Rezzuti   A Pozzuoli, il mitico Club dei Damiani ha chiuso i battenti. Un triste segno un po' per tutti, sia...
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Da Nicola Garofano   No, lockdown. Io non voglio restare di nuovo a casa   Patrizia è tornata. Grande successo per il nuovo, divertentissimo video...
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Illustri illustratori: i Matania   di Antonio La Gala   Càpita spesso di incontrare, fra gli artisti figurativi napoletani, vere dinastie. Fra i...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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…QUEL CH’E’ DI CESARE   di Sergio Zazzera   La Costituzione della Repubblica italiana afferma, all’articolo 7, comma 1°, il principio secondo cui...
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SPIGOLATURE

 

di Luciano Scateni

 

Olimpiadi: vengo anch’io? No, tu no

Il tormentone “olimpiadi sì, olimpiadi no” incrocia uno snodo eclatante.. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, sotto tutela del binomio Grillo- Casaleggio, è costretta a uno sgarbo istituzionale da sottocultura dei rapporti. Indotta al no perentorio alla candidatura della capitale per i  giochi del 2024, sfugge con vigliaccheria o, quanto meno, per incapacità dialettica, al confronto con il Coni, nella persona di Malagò. Lo fa con la spocchia dei protervi: all’ora dell’incontro finisce con calma “olimpica” il pranzo al ristorante e diserta il rendez-vous, lasciando i rappresentanti del Coni, fuori della sua stanza per trentacinque minuti. Infuriato per l’affronto, Malagò convoca d’urgenza una conferenza stampa e sputtana (sorry, non trovo un termine più lieve) la Raggi chiamandola bugiarda, confutando, con dati di fatto, le obiezioni grilline alla candidatura, elencando i danni materiali e di immagine conseguenti alla rinuncia. La controprova degli argomenti a favore di Roma olimpica, arrivano come fulmini  a ciel sereno dai Paesi che ambiscono a contendere la candidatura dell’Italia e che riceveranno, i cinque miliardi previsti dal Comitato Olimpico, oltre a godere del ritorno di immagine goduto dal Brasile, ultima sede dei giochi. Le voci di dissenso avverso la decisione dei 5 Stelle  sono molte e sostenute da argomenti convincenti. Tra tante  l’intero mondo del calcio, gli atleti che hanno appena partecipato ai Giochi di Rio, il mitico Livio Berruti, i vincitori di medaglie delle para olimpiadi, il romano de Roma Totti e perfino Paolo Berdini, assessore all’urbanistica della giunta Raggi a favore dei Giochi, ma anche gli industriali, i partiti. Malagò non risparmia sarcasmo al vetriolo. Accusa la sindaca d i averutilizzato il testo della mozione sul ritiro di Roma con il più classico copia­-incolla da Wikipedia. Un rivale in meno commenta Los Angeles e Parigi non è meno entusiasta. Loro puntano sulle Olimpiadi per dar lustro e fama alle rispettive città, oltre quella di cui sono già accreditate. Dalle nostre parti, per dirla con linguaggio colorito, la frittata è fatta.

 

America violenta

Charlotte, North Carolina, Stati Uniti d’America. Solo lì una tragica sequenza di sei omicidi commessi dalla polizia, vittime afroamericani. Ma episodi analoghi a New York, Ferguson, in Florida. L’ultimo episodio racconta dell’uccisione di un nero di 43 anni, Keith Lamont Scott: a Charlotte gli  ha sparato un poliziotto, anche lui nero,  in un edificio dove gli agenti cercavano un latitante. Scott era disarmato, dichiarano alcuni testimoni, la polizia dice il contrario ma dopo un lasso di tempo eccessivo, sospetto. Immediate e volente le proteste. Il sindaco di Charlotte  ha promesso che ci sarà un’inchiesta che i contestatori giudicano una promessa, un contentino di  facciata che non avrà nessun esito concreto, come molte altre. Scontata la strumentalizzazione del razzista Trump che non lascia andare nulla gli faccia gioco nella corsa alla Casa Bianca.

 

Viva la Rai

L’ho pensato e detto subito: quale stima riconosce la Rai ai millesettecento giornalisti delle diverse testate? Con quale convincente motivazione ha assunto Semprini, giornalista Sky, pur bravo, in sostituzione del destituito Massimo Giannini (scomodo conduttore di Ballarò)? Non sono mancate le contestazioni al vertice dell’azienda (Dall’Orto, Maggioni) condannata dal  tribunale del lavoro per comportamento antisindacale. Sullo sfondo il dato degli indici d’ascolto di “Politics”, il programma del Martedì, affidato a Semprini nella fascia di prima serata, su Rai3: 2,92 lo share, in pratica un gigantesco flop.

(Ottobre 2016)

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