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Rivoluzione nella giunta De Magistris

C’è chi la pensa così…

 

di Luciano Scateni

 

Dice Epifani, neo segretario nazionale del partito democratico: “Invece di lavorare per il bene della città, si continua a fare e disfare la giunta, senza continuità e programmazione”.

La stroncatura ha come bersaglio Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. La vicenda è nota. Messa in moto la macchina del rimpasto di giunta comunale, non sono mancate le uscite di scena, con tanto di porta sbattuta con dispetto.

Prendono male l’esclusione Antonella Di Nocera, assessore alla cultura, e la Donati, responsabile della mobilità. Non meno polemiche sono le dimissioni di Tuccillo, assessore al personale, che emula il dissenso di Realfonso e annuncia la stesura di un libro di denuncia sulla gestione De Magistris.

La rivoluzione del sindaco è pressoché totale e completa l’epurazione, avvenuta nel tempo, di assessori e manager. C’è chi esce e chi entra: il nuovo assessore alla cultura è Nino Daniele, ex sindaco di Ercolano ed ex vicepresidente della Regione. Al professor Mario Calabrese è affidato il settore della mobilità. Entrano anche Anna Ferraro, presidente di un’associazione antiracket e Roberta Gaeta, responsabile di associazioni della Geco; Sandro Fucito, capogruppo della Federazione della sinistra, è il neo titolare del patrimonio e dell’edilizia pubblica e privata; Franco Moxedano, dell’Italia dei Valori, è il nuovo responsabile del personale e dell’anagrafe.

Domanda: ma su quale progetto nasce il nuovo esecutivo? Dalle cronache di questi giorni sul sommovimento interno a Palazzo San Giacomo nemmeno un rigo. E la partecipazione che fine ha fatto?

Nel frattempo sono irrisolti mille problemi: l’emergenza rifiuti è diventata una patologia cronica mentre la tassa di settore è altissima, qualche buca stradale è stata riparata sulla scia di denunce reiterate, ma le vie di tre quarti di Napoli sono ancora pericolosi percorsi di guerra, molti servizi sociali, decisivi per la qualità della vita, sono privi di risorse. L’interesse per il futuro del calcio e dello stadio che lo ospita è, invece, ben vivo e oggetto di impegni solenni.

E il forum delle culture? Chi ne ha la responsabilità lamenta, un giorno sì e l’altro pure, che tutto è in alto mare, con il rischio di un flop che marcherebbe ancora una volta le inadempienze di questa bellissima e sfortunatissima città.

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