NEWS

4 e 7 Luglio due appuntamenti da non perdere da IOCISTO, la libreria di tutti, con Silvio Perrella e Marco Cuomo.   Due appuntamenti da non perdere da...
continua...
LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
continua...
MONDIALI DI CALCIO 2018   di Luigi Rezzuti   Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente,...
continua...
NAPOLI CAMPIONE D’INVERNO   di Luigi Rezzuti   Solo per la squadra del Napoli  il 2017 non ha portato sfortuna, anzi ha dimostrato che la forza dei...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Succede che razzoli male chi predica bene Ma da che dissacrante pulpito il re Mida dei comici arringa il popolo...
continua...
Premio Albatros 2016: “La Famiglia ”   Sabato 16 aprile, alle ore 10.30, in Napoli, via Mezzocannone, nella Basilica di San Giovanni Maggiore, si...
continua...
Vincenzo Irolli: arte o commercio?    di Antonio La Gala   Vincenzo Irolli (Napoli, 1860 - 1949) scoprì la sua passione per l'arte a diciassette...
continua...
Il gatto armonico, libri e idee per crescere   I laboratori di aprile con la scrittrice Maria Strianese (dillo a un amico). Il prato delle favole -...
continua...
Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
continua...
IL CALL CENTER   di Luigi Rezzuti   Domenica pomeriggio sono a casa, mia moglie riposa ed io sono davanti alla televisione: una tazza di caffè,...
continua...

L’antica chiesa di S. Gennariello

 

di Antonio La Gala

 

La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota come “Piccola Pompei”, dal quadro che sta all’interno, dipinto nel 1945 da un frate. Alla Vergine di Pompei è dedicata anche l’edicola esterna del 1946.

Per inciso, esprimiamo il modestissimo parere che la precedente intitolazione della strada in cui essa sorge, via S. Gennariello, era più storicizzata e più aderente, rispetto a quella attuale, che non presenta alcun legame tra lo scultore e la strada.

Le prime notizie certe che abbiamo di questa Chiesa risalgono ad un atto privato, databile attorno al 1.100 in cui, per indicare i confini di un terreno limitrofo, si legge che esso confinava “cum Ecclesia Sancti Januarii”.

La chiesa subì trasformazioni radicali nel 1513 e, di minore entità, alla fine del Seicento. Nel 1771, chiesa e dintorni passarono ai monaci cistercensi, che vi costruirono una loro casa di campagna, considerata l’allora gran quiete circostante e la salubrità dell’aria. A fine Settecento, i Cistercensi dettero al tempio l’aspetto attuale. La chiesa, a pianta centrale sotto una cupola bassa, sebbene sia di piccole dimensioni, presenta all’interno un certo senso di movimento. I monaci furono estromessi,  una prima volta, da Murat, nel 1807. Dopo la restituzione, la Chiesa e il convento, nel 1821, passarono ai frati minimi conventuali e la Chiesa divenne parrocchia succursale della chiesa di S. Maria del Soccorso all’Arenella, all’epoca unica parrocchia per il Vomero e l’Arenella. Nel 1866 essa fu sottratta nuovamente ai frati che, dopo varie peripezie, fra cui il riacquisto della chiesa nel 1920, sono tornati ad esserne padroni, con i minori Antoniani.

Nel 1884 divenne parrocchia del Vomero ed in tale veste vi si trasferirono nel 1897 i reperti provenienti dalla demolizione dell’antica cappella Vacchiano di Antignano, dedicata a S. Gennaro, fra cui una Testina di marmo, forse del Quattrocento, che fu collocata all’esterno, sulla porta centrale, fino a quando, nel 1941, fu trasferita nel monumentino di piperno che sta vicino alla Basilica di Via S. Gennaro al Vomero.

Nel 1974 il tempio subì rilevanti trasformazioni e, nel 1976, il sotterraneo, usato per tanti secoli come cimitero, fu adibito a sala per riunioni.

La Chiesa conserva tele, arredi, sculture ed oggetti vari, databili dal Settecento a metà del Novecento, una lapide marmorea, datata 1707, proveniente  dalla demolizione della Cappella Vacchiano, e una lapide, datata 1513, forse di epoca successiva, che attesta che una pietra posta lì vicino è la pietra su cui furono deposte le spoglie di S. Gennaro durante la sosta del corteo ad Antignano, nel corso della traslazione da Pozzuoli a Capodimonte.

Sulla facciata, a sinistra, in basso, una pietra recuperata di epoca romana, esposta al pubblico vandalismo, testimonia l’antichità della chiesa.

(Marzo 2018)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen