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Miti napoletani di oggi.83 IL “BASSO”   di Sergio Zazzera   Fino anche ai primi decenni del secolo scorso, nei palazzi signorili di Napoli era...
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GENITORI IN BLUE JEANS   di Annamaria Riccio    “Genitori in Blue Jeans” fa tappa a Napoli: il progetto itinerante di Fondazione Carolina e TikTok per...
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Un agosto di tanti anni fa   di Luigi Rezzuti   Era l’agosto del 1960, in discoteca si ballava e ovunque imperversavan Peppino di Capri e Fred...
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Ricordi di Napoli di Giustino Fortunato   di Antonio La Gala   Giustino Fortunato, poco più che ventenne, volle scoprire personalmente alcuni dei...
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MONICA VITTI COMPIE 90 ANNI   dI Luigi Rezzuti   Maria Luisa Cecinella, in arte Monica Vitti, l’attrice, che è un mito del cinema nazionale ed...
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UNA NOTTE AL CASINO’   di Luigi Rezzuti   Ettore era un vecchio pensionato che percepiva una pensione di 620 euro al mese. Nel tempo, con grossi...
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Parlanno ’e nu poeta - Alfredo Granata   di Romano Rizzo   A voi che amate la Poesia, quella che sa toccare le corde del cuore, voglio raccontare la...
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Quell’avventura di una notte di 50 anni fa   di Luigi Rezzuti   Il mondo si divide fra quelli capaci di avere l’avventura di una notte e quelli che,...
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Per la dipartita di Marta Rezzuti   di Marisa Pumpo Pica   È venuta a mancare all'affetto dei suoi cari Marta Rezzuti, sorella di Luigi, direttore...
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Vezzi di artisti   di Antonio La Gala     Qui non intendiamo demitizzare figure di artisti; vogliamo soltanto presentare piccole curiosità che ci...
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NAPOLI SOTTO ASSEDIO

 

di Luigi Rezzuti

 

E’ arrivata a Napoli la carica dei tifosi dell’Eintracht Francoforte per la sfida di ritorno degli ottavi di Champions League.


Il coro “Eintracht, Eintracht” urlato dagli ultrà mentre sfilavano davanti alla polizia in assetto antisommossa è stato impressionante.

Erano almeno 600 i supporter tedeschi rafforzati dai tifosi bergamaschi arrivati alla stazione di Salerno da dove hanno preso un treno per raggiungere Napoli.

Il prefetto di Napoli ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella città di Francoforte, ma i tifosi tedeschi ancora più inferociti hanno inscenato una vera e propria guerriglia in tutta la città.


Via Trinità Maggiore, nel cuore della città, è stata teatro di lanci di oggetti, bidoni della spazzatura rovesciati, auto della polizia incendiate insieme ad altre vetture private.

Terrore tra i passanti e i commercianti della strada che dovranno fare i conti dei danni subiti.

Gli scontri sono iniziati quando i tifosi tedeschi, in corteo, avevano raggiunto piazza del Gesù e via Toledo.

Quest’ultima arteria principale è stata presidiata perché dà accesso ai Quartieri Spagnoli, zona popolare e ad alta densità di tifo napoletano, dove tra l’altro si trova l’altare di Maradona che i tifosi dell’Eintracht avevano minacciato di distruggere.

E mentre il capitano del club azzurro Di Lorenzo lanciava un appello alla calma ai propri sostenitori i tifosi dell’Eintracht saccheggiavano bar, negozi e quant’altro.

Sono stati oltre 800 gli uomini delle forze dell’ordine che hanno presidiato la città per prevenire scontri fra le fazioni, dopo i precedenti di Francoforte dove in febbraio furono diversi i focolai violenti che fecero registrare   numerosi scontri contro i tifosi napoletani con oltre 40 arresti.

Purtroppo tutto quanto accaduto era prevedibile, ma le istituzioni hanno commesso diversi errori, innanzitutto non far arrivare 600 facinorosi, vietare la vendita dei biglietti per assistere allo scontro sportivo tra il Napoli e l’Eintracht Francoforte, rispedire i tifosi tedeschi a Salerno e a Roma dopo la partita e non nell’intervallo della stessa vinta dal Napoli con tre gol (Victor Osimhen al 45° e al 53° e Piotr Zielinsk su rigore al 64°del secondo tempo) e con la qualificazione ai quarti di Champions League per la prima volta nella storia del Calcio Napoli.

Comunque dopo questa guerriglia, vogliamo cancellare tutte le immagini trasmesse sia dalle televisioni locali che da quelle nazionali e gioire alla grande per continuare in Champions League.

(Marzo 2023 - Gli articoli vengono riprodotti quali ci sono pervenuti)

NON C’E’ PIU’ TEMPO

 

di Mariacarla Rubinacci

 

 Da perdere.

Irriverente, sfidante dei leader del mondo, inermi a non frenare il cambio climatico, con i suoi sedici anni, Greta Thunberg, è l’attivista svedese che, in prima linea, ha iniziato un’eroica crociata presentandosi al mondo con un cartello di legno.

Skoltrej for klimate” lo slogan, il grido di battaglia a raccolta dei giovani che hanno aderito con tutto il loro entusiasmo, a far sciopero ogni venerdì.

Con il suo sguardo pungente, cominciò a mostrare un ferreo impegno attraverso la sua voce, puntando il dito verso l’incompetenza degli adulti, preferendo rivolgersi ai giovani, al domani del mondo di cui anche lei fa parte, affinché si generasse un movimento di resistenza e rivoluzione culturale.

Con quel cartello iniziò a dire al mondo che il cambio comportamentale era ormai necessario, che la salvaguardia dei beni naturali dipendeva dall’umanità, che invece continuava essere la predatrice egoista, senza curarsi dove portasse lo sfrenato sfruttamento.

Oggi, nel 2023, non c’è più tempo da perdere.

L’acqua scarseggia, non piove, non nevica, l’inverno si veste di primavera, l’estate arroventa il Pianeta, la terra soffre di aridità, le culture muoiono sul nascere, i virus dilagano. I fiumi hanno una portata d’acqua ai limiti, affiorano i loro greti di sabbia e di ciottoli, mostrano pesci agonizzanti, mentre, senza irrigazione, i campi pronti per la semina giacciono come giganti stremati, senza avere forza sufficiente per la crescita di nuovi germogli. I ghiacciai si sciolgono senza poter accumulare le giuste riserve di neve. Il futuro sta già scrivendo i suoi tristi messaggi.

E’ tempo dunque che anche noi alziamo un cartello di legno per uscire dal torpore della nostra quotidianità, fatta di indifferenza e di sguardi voltati da un’altra parte. Certo che non siamo leader del potere, ma siamo leader delle nostre case, della nostra vita fatta di abitudini che non hanno più risposte.

E allora tentiamo invece di rispondere al drammatico appello che la Natura ci sta lanciando attraverso segnali sconvolgenti. Impariamo, come piccolissimo esempio, a non sprecare l’acqua, l’oro bianco della vita, ascoltiamo e mettiamo in pratica i consigli che già corrono nell’etere per imparare a guardare con rispetto i doni che la Natura ancora ha da darci, malgrado. Siamo una goccia, scusate l’analogia, nel mare dell’indifferenza, ma tante gocce fanno una pozzanghera, tante pozzanghere fanno un invaso, tanti invasi fanno riserva e sicurezza. Diventiamo nel nostro piccolo, altrettante Greta, assumiamo nel nostro quotidiano l’atteggiamento consapevole che non c’è più tempo da perdere.

(Marzo 2023 - Gli articoli vengono riprodotti quali ci sono pervenuti)

IN ARRIVO LA PREPAGATA PER MINORI

 

di Annamaria Riccio


Educazione Finanziaria: arriva in Italia Pixpay, la carta prepagata per bambini e ragazzi cogestita con i genitori 

Uno strumento di grande successo in Europa, che permetterà alle famiglie italiane di insegnare ai figli come amministrare il denaro responsabilmente

In un Paese che conta più di 5 milioni di adolescenti, nativi digitali, e dove il mercato delle carte di pagamento è sempre più in espansione, l’86% dei genitori ritiene importante educare finanziariamente i propri figli, ma solo il 15% di questi reputa di avere le competenze necessarie per farlo. La paghetta, ad esempio, è utilizzata come strumento educativo dal 20% dei genitori italiani, ma ancora l’80% di questi ultimi la consegna in contanti, a scapito del minore valore educativo e dell’inferiore praticità e sicurezza rispetto alla versione digitale. Questo è quanto emerge dalla ricerca “L’educazione finanziaria” di Doxa co-condotta con NEXI e FEDUF - Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio. Viviamo in una società colpita da un’inflazione galoppante, dove il rapporto con il denaro ha assunto un ruolo sempre più fondamentale. Pertanto, l’arrivo in Italia di Pixpay non è soltanto una notizia di natura economico-finanziaria, ma anche sociale, in quanto risponde al bisogno delle famiglie di disporre di soluzioni di pagamento digitali, pratiche e sicure, con funzioni educative che permettono ai ragazzi di acquisire competenze finanziarie e maggiore autonomia.

Pixpay è una startup francese fondata nel 2019, con lo scopo di fornire ai ragazzi dai 10 anni uno strumento di pagamento all’avanguardia e di educarli finanziariamente. In un mercato europeo dei pagamenti sempre più cashless, l’app di teen banking che in soli due anni ha raggiunto 250.000 utilizzatori in Francia e Spagna, prosegue la sua strategia di sviluppo internazionale con il lancio del servizio in Italia, supportata da NEXI.

 L’obiettivo è quello di rendere bambini e giovani più consapevoli nella gestione del denaro. Con una carta conto prepagata, utilizzabile ovunque e cogestita in tempo reale con 2 app (una per i figli e una per i genitori), Pixpay permette ai ragazzi, dai 10 anni, di pagare ovunque in autonomia, risparmiare e imparare a gestire un budget definito, acquisendo gradualmente sempre più indipendenza nel monitoraggio delle proprie spese. Al contempo, i genitori sono più tranquilli, perché grazie all’app sul loro cellulare hanno il controllo su tutto e possono personalizzare i limiti dell’uso della carta in base all’età e al grado di autonomia raggiunto dal proprio figlio. 

“Sono molto felice di avere l’opportunità di coordinare le attività di ingresso di Pixpay nel nostro Paese perché credo che il benessere economico delle persone non dipenda soltanto, come talvolta erroneamente si crede, dalla quantità di denaro a disposizione, ma anche dalle modalità con cui ci si rapporta ad esso - afferma Matilde Bille, Country Manager Italia di Pixpay. - Pixpay non è solo un sistema di pagamento sicuro, è uno strumento molto efficace di educazione finanziaria. La nostra missione è insegnare ai ragazzi come gestire il loro budget in autonomia e in modo consapevole, coinvolgendo i genitori. Potremmo credere che gestire i soldi sia una cosa naturale per un adolescente ma, al contrario, quando si fanno i primi passi verso l’autonomia finanziaria, l’accompagnamento dei genitori è fondamentale per un corretto sviluppo del suo rapporto con il denaro e con i concetti di ricchezza e povertà.”

La carta e l'app Pixpay hanno tutte le funzionalità di una neobanca all'avanguardia e si fondano su quattro pilastri, in linea con la mission dell’azienda: sicurezza, praticità, educazione e autonomia. 

  • Sicurezza: per rispondere al bisogno di sicurezza delle famiglie, tutto è in real time, come le notifiche sulle spese, il saldo disponibile, l’impostazione sui limiti di pagamento o di prelievo e bloccaggio della carta. 
  • Praticità: la carta è cogestita a distanza da figli e genitori attraverso un’app sul cellulare. Questo permette all’adulto di tenere sotto controllo la carta (o le carte in caso di più figli), inviare soldi in un clic e ricevere le notifiche delle spese effettuate dal ragazzo in tempo reale.
  • Educazione: le funzionalità pedagogiche sono molteplici, dalla possibilità di programmare la distribuzione della paghetta automatica, settimanale o mensile, alle missioni con premi in denaro, raccolte fondo per progetti e tassi di interesse pedagogico sui risparmi in cassaforte. 
  • Autonomia: la carta permette ai ragazzi di pagare ovunque, anche online, in Italia e all’estero, prelevare, farsi pagare i lavoretti svolti grazie all’IBAN collegato alla carta e apprendere a gestire il loro budget in modo indipendente.

(Febbraio 2023)

IL CARNEVALE IN ITALIA

 

di Luigi Rezzuti

 


Il Carnevale è una festa molto antica, risale al periodo Paleolitico, quando durante i riti magici gli stregoni si adornavano con piume e sonagli e si coprivano il volto con maschere dall’aspetto terrificante per scacciare gli spirti maligni. Oggi il Carnevale è una festa all’insegna del divertimento, dello scherzo, del gioco, della spensieratezza, e dell’allegria. Varie sono le attribuzioni sulla etimologia della parola “Carnevale”, la più comune lo farebbe derivare dal latino “carnem levare” popolarmente tradotto “carne.vale” a indicare l’ultimo banchetto a base di carni che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Il Carnevale non ha una data fissa: ogni anno dipende da quando cade Pasqua. Il periodo di Carnevale, infatti, inizia la prima domenica delle nove che precedono quello di Pasqua.


Raggiunge il culmine il giovedì grasso e termina il martedì successivo, ovvero il martedì grasso, che precede il mercoledì delle Ceneri, inizio Quaresima. Durante questa festa è d’obbligo mascherarsi per rendersi irriconoscibili. Il proverbio dice: “una volta l’anno è lecito impazzire. Il mese di febbraio colora l’Italia con mille sfilate in costume e carri allegorici. Ogni regione festeggia il Carnevale a suo modo, ma colori e voglia di divertirsi accomunano le feste di tutto lo Stivale. E’ quasi impossibile elencare tutte le manifestazioni che si svolgono nelle migliaia di cittadine e borghi d’Italia. Qui di seguito ne  riportiamo solamente alcuni: a Venezia, ad esempio, si festeggia uno dei “Carnevali£” più famosi del mondo, dove regnano sfarzo e costumi bellissimi, a Viareggio, invece,  sono i carri allegorici a rendere tutto magico, così come  a Cento gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro, caratterizzato da carri allegorici che si issano oltre i 20 metri di altezza. Ma la vera caratteristica è la  tradizione del gettito, che poco o nulla ha a che vedere con quello fiscale, e che invece consiste nel lancio da parte dei figuranti che stanno sopra i carri in movimento, di oggetti e gadget coem palloni, peluche ecc. fra i carnevali più belli, quello di Ronciglione nel Lazio, ricco di eventi, sfilate e tradizioni. Si inizia con la Cavalcata degli Ussari, che rievocano la difesa da parte di questi cavalieri dello Stato Pontificio, si prosegue con le “Corse dei Barberi” dette anche “Corse a vuoto” in quanto si tratta di corse di cavalli senza fantini. Infine, tra i vari festeggiamenti, spicca la “Pilatata dei Nasi Rossi”. I Nasi Rossi sono maschere che rappresentano i devoti a Bacco dio del Vino, figure dissacranti che, nella pilatata inneggiano canti a favore del vino, della tavola e della vita dissennata. A Putignano si lavra nella “Fabbrica dei Giganti di Carta” con i maestri “cartapestai” che si danno battaglia nell’affermare la scuola di Putignano. Anche il carnevale di Putignano è considerato uno dei più antichi d’Europa. Secondo la tradizione a partire da gennaio in occasione della festa di Sant’Antonio Abbate, ogni giovedì viene dedicato ad una categoria di strato sociale, tra satira e divertimenti. Si parte con il Giovedì dei Monsignori e di seguito quelli dei preti, delle Monache, delle Vedove, dei Pazzi, delle Mogli e, infine, il Giovedì dei Cornuti. In questa ultima occasione, particolarmente simpatico è il rito del taglio delle corna. Il Carnevale di Milano detto anche il carnevale di Sant’Ambrogio ha uno svolgimento un po' originale, nel senso che allorquando tutti i carnevali finiscono, qui inizia! Il Martedì grasso, infatti, non sancisce la fine del carnevale, che si posticipa di una settimana. Questo perché in occasione, proprio al tempo di Sant’Ambrogio, prima di iniziare i riti quaresimali si volle attendere il vescovo di Milano che ritornava da un pellegrinaggio.

(Febbraio 2023)

E’MORTA GINA LOLLOBRIGIDA

 

di Luigi Rezzuti

 


Era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, ci ha lasciato il 16 gennaio 2023, aveva 95 anni compiuti.

Generazioni di spettatori l’hanno conosciuta come la “Bersagliera”: Gina Lollobrigida è stata una diva che ha avuto sempre il coraggio di dire le cose senza veli e di vivere almeno quattro vite collezionando sette David di Donatello, due nastri d’Argento nonché titoli di grand’ufficiale della Repubblica Italiana r cavaliere della Legion d’onore francese.

La sua fama è legata al nuovo cinema italiano del neorealismo, ha lavorato con registi come: Pietro Germi, Carlo Lizzani, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Mario Soldati e Luigi Comencini nel trionfale “Pane amore e fantasia” in coppia con Vittorio De Sica e poi con attori come: Gerard Philipe, Rene Clair e tati altri ancora.

La presidente del Consiglio l’ha ricordata così: “Ricordiamo Gina Lollobrigida, attrice di grande talento, appassionata, intensa, trascinante. Ci lascia una protagonista, una icona del cinema italiano, una delle interpreti più importanti della sua generazione, che ha contribuito alla diffusione dell’immagine italiana nel mondo”

 La camera ardente è stata allestita in Campidoglio, i funerali si svolgeranno giovedì 19 gennaio nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo.

(Gennaio 2023)

E’ tornata (il seguito)

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Chi? Lei, tanto bramata, sparata, con il suo palcoscenico su quale recitare le nostre vite. Chi? Due anni difficili da recitare secondo un copione scritto da un certo signor Covid, un nuovo sceneggiatore che ha distribuito a tutti noi parti uguali, alcune anche molto forti e tristi, ma tutte con le stesse battute: “vaccinatevi, mettete la mascherine, lavatevi bene le mani…” Per due anni…ma lo sapete, è inutile rivangare ciò che ormai è passato. Abbiamo tutti voltato pagina, stiamo tutti mandando a memoria, da bravi attori, le battute nuove del nuovo copione che ci sta distribuendo la realtà.

Beh!, è tornata la Normalità. Ha bussato finalmente alle nostre porte, è tornata per renderci liberi di recitare come prima. Prima …

E allora eccola lì, sugli schermi del televisore, sulle colonne dei quotidiani, sui servizi giornalistici preparati in fretta per rincorrere la velocità con cui corrono gli eventi. Proviamo a farne un elenco?

I bombardamenti devastanti che stanno annientando l’Ucraina, le morti di campioni dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, la fine della mente più eccelsa del Cattolicesimo, il ripetersi di palinsesti triti e ritriti della RAI, la triste testimonianza della mancanza d’amore verso la propria donna di chi invece non sa amare, ma che sa brancare un coltello e spargere sulla tela della vita il colore rosso del sangue. Lo stesso che sta imbrattando le strade quando frastornanti scontri automobilistici falciano la vita di giovani mentre rientrano dalle feste, gioiosi, troppo ridanciani, forse vestiti da troppa mancanza di responsabilità. Tutto fa male, ma specialmente se ci fermiamo un attimo e ci accorgiamo che siamo solo all’inizio dell’Anno Nuovo… (quanti Buon Anno 2023 abbiamo detto…). Sono passati soli pochi giorni dal fragore dei botti che dovevano portare via il brutto che già siamo lì nuovamente ad affrontare quel brutto che non se n’è andato. Dire Nuovo all’anno che si è appena affacciato è un anacronismo. Chiamiamolo con il solito aggettivo, “Vecchio”. Vecchio di parole, vecchio di scenari, vecchio come vecchia poi è la stessa normalità.

Ho la strana sensazione che il vestito sia sempre lo stesso, ormai liso, ricucito qua e là per rattoppare alla meglio gli strappi procurati dagli urti violenti della realtà.

Allora esco, approfitto dei Saldi. Troverò qualcosa che mi permetta di cambiar… Boh! Cosa?

(Gennaio 2023)

MERCATINI DI NATALE

 

di Luigi Rezzuti

 


Natale è ormai alle porte, è ora di lanciarci alla scoperta dei mercatini natalizi più belli e pittoreschi del 2022.

In tutta Italia, di piazza in piazza, dalla grande città al piccolo borgo, ogni centro storico accoglie bancarelle ricche di prodotti di artigianato e si prepara a intrattenere grandi e bambini con un fitto programma di attività ed eventi, tutti all’insegna della magia delle feste!

Le giornate si accorciano, le temperature calano e l’atmosfera natalizia inizia a farsi sentire.

Insomma, è giunto puntuale come ogni anno, il momento di programmare una visita agli immancabili e tradizionali mercatini di Natale, che da novembre e talvolta fino a gennaio, conquistano il centro storico delle città italiane e, grazie alle luci cui sono illuminati e casette di legno da cui sono composti, permettono a grandi e piccini di entrare nel vivo del Natale.

Il 2022, inoltre, è il primo anno veramente libero dalle restrizioni dettate dal Covid, dunque, sarà l’occasione giusta per tornare a viaggiare e lasciarsi sorprendere dalle meraviglie che ogni singolo mercatino saprà regalarci.

I mercatini di Natale da visitare questo inverno, partono dal Trentino-Alto Adige e per tutta la nostra penisola.

Questa regione al confine con Austria e Svizzera, è considerata la capitale italiana del Natale per la massiccia presenza di mercatini natalizi sparsi per le sue piccole e grandi città.

Una vasta offerta di bancarelle ed eventi che ogni anno attirano in questo luogo dal fascino nordico turisti da tutta Italia

Una città che, fra tutte, sa distinguersi per la grandiosità delle sue celebrazioni è sicuramente Napoli che, in previsione del Natale 2022, ha già messo in programma tutta una serie di appuntamenti in cui lasciarsi trasportare dalla frenesia dei festeggiamenti.

Addobbi e prodotti di artigianato, i mercatini di Natale ti invitano a immergerti in un clima festivo.

All’interno del centro storico è possibile ammirare l’affascinante maestria degli artigiani del presepe che espongono orgogliosamente le proprie originali creazioni nella storica via San Gregorio Armeno, tappa fissa per chiunque passi per Napoli.

Anche nei quartieri di Soccavo e Pianura i mercatini di Natale aprono i battenti per poi concludersi nei primi di gennaio.

I mercatini dell’artigianato e della creatività è ormai un appuntamento fisso per gli amanti degli oggetti unici, e si ripete ogni anno a Pianura.

Tantissime bancarelle aspettano i visitatori con una vasta scelta di articoli, tutti fatti rigorosamente a mano, particolari, originali, ma soprattutto unici per i pensierini di Natale.

(Dicembre 2022)

Siamo degli sconfitti

         

di Mariacarla Rubinacci

 

 I “favolosi anni Sessanta” coprono un arco storico abbastanza ampio che comprende l’esplosione del fenomeno rock  in cui si cantavano le ballate di De Gregori, De Andrè, Celentano, Gaber e Morandi, pensando ai Beatles e ai Rolling Stones. Si assaporava lo spirito di Libertà vivendo ( lo si credeva fortemente ) in un Paese pacifico e abbastanza civile.

E allora proviamo ad aprire i cassetti della memoria alla ricerca di sensazioni da condividere e offrire alle generazioni più giovani nella speranza che leggano queste righe scritte da chi giovane non lo è più.

Quegli anni, i ’60, furono fondamentali per i cambiamenti del nostro Paese, azzardo, e non troppo in fondo, del mondo intero. Nel cuore c’erano tante speranze e molte fantasie, tanta curiosità rimasta repressa per troppo tempo, la stessa che è la molla che spinge le persone a guardare al futuro.  I giovani di allora avevano fame di tutto e la voglia di scoprire nuovi orizzonti.

Tuttavia aleggia una domanda: gli anni Sessanta sono stati davvero una chiave di volta per esaudire la rivoluzione di un’epoca?

Oggi si respira un’aria di incertezza e di sofferenza, vestita di verità mentre potrebbe essere un’illusione. Oggi vige il Credo che fa credere di vivere in una società soffocata dall’odio, dalle paure, dall’inquietitudine e dalla violenza. Anche la parola Libertà, come un funambolo, cerca un equilibrio mentre passo passo attraversa il filo teso verso il futuro.

Peccato allora….che oggi a chiedere il rispetto alle regole siano rimasti soltanto coloro che hanno ormai qualche capello bianco sulle tempie. Non c’è più ascolto. Ci sono solo urla, bugie, mortificazioni e, ahimè, una falsa guerra fratricida.

Peccato davvero…… siamo degli sconfitti.

(Ottobre 2022)

“RESISTENZE”

 

di Sergio Zazzera

 

Ricorre oggi, 28 settembre, mentre scrivo queste righe, il 79° anniversario dell’inizio delle Quattro Giornate di Napoli. Cinque giorni fa, il 23, è stato ricordato il 37° anniversario dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. E, se in queste righe accomuno i due eventi, ciò vuol dire che essi sono scollegati soltanto all’apparenza; ma mi spiego.


L’episodio delle Quattro Giornate di Napoli, durante le quali la città insorse, prima in Europa liberandosi da sola dal giogo dell’occupazione nazista, è ascrivibile, senza alcun dubbio (a parte quelli manifestati, ma con motivazione inconsistente, da Giorgio Bocca) al più ampio movimento della Resistenza.

Tale sostantivo è derivato dal verbo “resistere”, al quale il Vocabolario Treccani attribuisce il significato primario di «Opporsi a un’azione, contrastandone l’attuazione e impedendone o limitandone gli effetti». A fronte di tale definizione, perciò, è più che ragionevole ammettere l’esistenza di più “Resistenze”, al pari della pluralità di “fascismi” riconosciuta da Umberto Eco.

Non ho, dunque, difficoltà a considerare un episodio di “resistenza” anche l’attività posta in essere da Giancarlo Siani in quella breve prima metà degli anni 80 del secolo scorso. Siani, infatti, con le sue inchieste giornalistiche, che riferivano i dati che egli stesso acquisiva sul campo impervio di Torre Annunziata, ha operato per opporsi all’attività della criminalità organizzata imperante in quel territorio, al punto che i risultati da lui conseguiti hanno contribuito non poco a consentire a organi di polizia e magistratura d’infliggere a quella criminalità il durissimo colpo che i media a suo tempo resero noto al pubblico. Hanno contribuito, cioè, a “resistere” all’azione della camorra torrese; e non è un caso se a essere celebrata, ancora oggi, è la sua morte, e non quella dei tanti caduti nelle guerre e nelle faide camorristiche.

(Settembre 2022)

Tema d’Estate

 

di Mariacarla Rubinacci

 

 21 giugno, solstizio d’estate, ma quest’anno la stagione si è anticipata di molto. Aveva fretta di vedere crogiolare al sole i nostri corpi cerei e macilenti per contagi e chiusure domiciliari.

Estate, rigoglio frenetico in cerca di libertà. Parola magica di questi tempi.

Libertà da orpelli deprimenti, pesanti da scrollare di dosso, cose che intralciano il desiderio di fare finalmente quello che si vuole.

E fra questi orpelli, come ogni anno del resto, ci sono i nostri… (è un eufemismo!!!!) amici a animali. Cani, gatti, criceti, pappagallini, altri… E’ un eufemismo dire “nostri”. Per molti Humani (è così che ci chiamano gli amici animali), il Fuffi regalato a Natale al figlio anche lui zampettante, oggi è un Fuffone di 4 Kg., Micetta mia, raccolta per strada in una notte fredda e buia, oggi è una miciona che lascia peli in angolo della casa. Altri esempi? Quanti ce ne sarebbero, trovateli voi che state leggendo. A proposito, chi sa smanettare con il Web, avrà certo visto il susseguirsi di SOS anti abbandono. Giusto! In estate si abbandona!

che se la cavino da soli…” è il mantra dell’estate, è il leitmotiv dell’estete, dopo tutto sono animali. “io devo andare in vacanza e tu sei un peso”. E allora, invece di riporre “l’orpello” in un cassetto come fosse un oggetto qualsiasi dato che propriamente un oggetto non è ahimè, lo si “getta”, magari anche nel cassonetto della spazzatura sotto casa, “vai, caro, vai a fare l’animale”. La cronaca registra scene di ritrovamenti orrendi in scatole di scarpe, di cani legati ai bordi delle autostrade, di pappagallini che a stento sanno volare per non aver conosciuto altro ambiente che una gabbia, (ne ho trovato uno sul mio balcone, spaventato, è stata un’odissea riuscire a prenderlo e tranquillizzarlo).

Vabbè raga… (come dicono i giovani oggi), scusate lo sfogo. E’ un pour parler tanto per fare due chiacchiere. Buone Vacanze amici (voi che leggete), so che siete bravi voi, so che siete persone che queste cose non le fanno. Comunque è bene sempre parlarne, chissà che serva a far riflettere quell’uno che in questo momento ha intenzione di…….

BUONE VACANZE.

(Luglio 2022)

E’ TORNATA LA NORMALITA’

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Ben tornata Normalità. Sono due anni che non ci vediamo. Cosa hai fatto? Dove sei stata?

Ah, io? Ho ben poco da raccontare. Casa…Chiesa… (come si dice), dove la chiesa erano i supermercati e la farmacia, tutti coperti da una mascherina FFp2 per non capire se nascondevamo un ghigno o un sorriso. In casa, avanti e indietro tra il tinello, la televisione, il divano, il letto. Un viavai di…assenze, soli sul balcone a fare un ciao striminzito alla famiglia affacciata sul balcone di fronte, soli senza poter abbracciare i nostri figli e nipoti. Soli aggrappati con frenesia allo smartphone che ci metteva in una comunicazione silenziosa, fatta di faccine ora ridanciane, ora rosse di rabbia, fatta di parole scritte. Chiusi in casa comunicavamo in modo virtuale, facevamo ginnastica in una palestra virtuale, cucinavamo scambiandoci ricette sempre virtuali. Ora possiamo stare vicini, vicini, fare una passeggiata tra la gente, andare a pranzo in un ristorante, andare al teatro, al cinema, allo stadio, finalmente ci assembliamo sugli autobus, in metropolitana e pensiamo; “E’ tornata la Normalità”.

(Giugno 2022)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen