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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
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AGGIORNAMENTI  DAL MONDO DELLA SCUOLA   di Annamaria Riccio   Ce ne sono davvero tante di novità ma, saranno proprio nuove notizie, oppure trattasi di...
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L’esilio della bellezza   di Gabriella Pagnotta   Qual è il valore del limite oggi? I limiti sono qualcosa da temere, da mantenere, da costruire o da...
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 SPIGOLATURE

 

di Luciano Scateni

 

I “no” degli omofobi

 

Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il parere di un politologo per capire su quale presupposto nasca e si espanda l’“imperativo categorico”, di mussoliniana memoria, di strizzare l’occhio destro  alla parte più retrograda, bigotta e fascistoide degli Italiani. Per fortuna le sue “sparate” sono compensate dall’Italia progressista, antifascista  e socialmente evoluta.

Unioni civili: il Paese volta pagina e prende atto della realtà che, venuta allo scoperto per il coraggio di uomini e donne omosessuali, ha messo la società di fronte all’ipocrisia di conoscere il fenomeno ma di seppellirlo di emarginazione. Salvini non perde l’occasione e, in pieno raptus disfattista, commette l’ennesima idiozia politica, supponendo che gli valga consenso e voti dei cattolici fondamentalisti, della Chiesa che ancora una volta si ingerisce nelle questioni politiche di chi l’ospita, di omofobi e fascisti di Forza Nuova, Casa Pound.  Il rozzo leghista azzarda un proclama a beneficio di eventuali sindaci della Padania e, con tono perentorio, impone loro di non celebrare matrimoni di coppie gay. Nel delirio del contrasto a qualunque atto di governo, a prescindere dal che e  dal come, Salvini finge di non sapere che  i sindaci, di sinistra, centro o destra, sono obbligati a rispettare ogni legge dello Stato e la balla di dichiararsi obiettori di coscienza può suggestionare solo la quota ignorante del suo elettorato. Gli ha fatto immediatamente eco tale Bitonci, sindaco di Padova: “Non celebrerò i matrimoni gay”. Prima di lui lo ha dichiarato un altro genio della politica, il signor Alfio Marchini, che corre per il governo di Roma per scelta di Forza Italia, La Destra e Ncd.  Parentesi: come si conciliano l’alleanza di governo con il Pd del Nuovo Centro Democratico e il consorzio per le amministrative di Alfano con  la destra? Il Fatto Quotidiano, a margine degli articoli, pubblica i commenti dei lettori ed ecco di seguito alcune opinioni: “Salvini e i sindaci che la pensano come lui, possono trasferirsi in Arabia o in Nigeria o in Congo ( anzi lì no, perché ci sono i diamanti e poi finisce che si cacciano in qualche guaio serio. Da quelle parti non scherzano...)”. Lì, leggi come quelle della Cirinnà sarebbero impossibili. Caricasse tutti su una zattera e se ne andassero tutti da quelle parti”. “Ma Salvini, paladino della sacralità del matrimoni tradizionale, non è divorziato?” “Se i sindaci della lega disobbediscono alle leggi italiane devono disobbedire anche allo stipendio”. “Qualcuno spieghi a Salvini e cavernicoli simili, che il medioevo è passato da tempo...E comunque fa specie vedere un divorziato e concubino come il felpato padano, ergersi a difensore della fantomatica famiglia tradizionale e fa specie pure sentire un leader di partito e parlamentare europeo, invitare dei sindaci a non rispettare una legge…”

 

Neapolitan creativity

 

Ma i Napoletani sono davvero affetti da esplosività creativa, velocità di mente, aneliti da primato multidisciplinare, perché pervasi di stimoli  che il magma ribollente della loro terra trasmette generosamente alla superficie? Indagando le cronache di fine Ottocento e primi del secolo successivo, si metterebbe un sì tondo tondo, nella casella delle risposte. Con ampio passo del gambero, la memoria consegna una lunga lista di record, a partire dalla metà del Cinquecento, allorché fu costruito l’ospedale degli Incurabili, primo esempio al mondo di struttura sanitaria moderna.  L’elenco dei primati, lungo un centinaio di titoli, esalta l’intraprendenza culturale, scientifica, artistica  della Napoli del tempo che fu e include tutto lo scibile umano. L’eredità di quell’epoca, nei secoli successivi al fertile Ottocento, è stata colpevolmente raccolta solo per sporadici, episodici eventi, specialmente nella seconda metà del Novecento, quasi che la quiete temporanea del sottosuolo abbia messo in stand by i suoi influssi energizzanti. Con eccezioni, s’intende. Una, dell’ultima ora, ha nome e cognome. Emanuela Rusciano, scuola media Marco Polo di Calvizzano, hinterland di Napoli, terza, dunque bronzo, nella prestigiosa competizione mondiale di matematica “American math”, che ha visto la partecipazione di piccoli geni di tutto il pianeta. La giovanissima campionessa affianca, in buona compagnia, la folta schiera di eccelsi Napoletani d’epoca e del nostro tempo che, solo per citare un campo della creatività, enumera il pool di registi geograficamente più numeroso nel panorama italiano.   Nomi? Francesco Rosi, Paolo Sorrentino, Gabriele Salvatores, Massimo Troisi, Mario Martone, Pappi Corsicato, Antonietta De Lillo, Antonio Capuano, Pasquale Squitieri, Vincenzo Salemme, Alessandro Siani. 

 (Giugno 2016)

FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA

 

di Luigi Rezzuti

 

Ormai tutti conoscono, almeno per sentito dire, il Triangolo delle Bermuda.

Dagli anni ’50 in poi si è scritto e parlato del mistero, dovuto alla sparizione di navi ed aerei che transitavano nel triangolo. Sono fioriti anche numerosi aneddoti, riguardanti piloti ed equipaggi di navi, che hanno assistito a fenomeni anomali di natura meteorologica e magnetica nonchè racconti di coloro che sono entrati e usciti indenni dal triangolo.

Sulle possibili cause di questi fenomeni si è detto di tutto e di più, ma una vera anomalia nel triangolo c’è, motivo per cui alcuni autori hanno soprannominato la zona “Triangolo maledetto” o “Triangolo del diavolo”.

Nel corso degli anni sono state pubblicate varie opere sul presunto mistero (John Wallace Spenger, Limbo of the lost, 1969; Charles Berlitz, Bermuda, il triangolo maledetto, 1974); Richard Winer, The devil’s   triangle, 1974) e molte altre, tutte per lo più facenti leva su presunti fenomeni soprannaturali.

Al di là di queste surreali teorie,  buone per saggistica da ombrellone, alcuni cercano di spiegare il mistero senza ricorrere al paranormale.

Forse si è trattato di anomalie magnetiche o forse è tutta colpa delle emissioni di metano dal fondo oceanico, ma prima di cercare una spiegazione bisognerebbe verificare se il mistero è veramente tale.

Tra affermazioni e smentite, esso ancora figura come un “mistero irrisolto”.

Non c’è bisogno di invocare varchi temporali, Atlantide, basi Ufo sommerse, anomalie geomagnetiche, onde anomale o qualunque altra cosa.

Oggi, finalmente, c’è una nuova ipotesi che potrebbe svelare definitivamente il mistero del Triangolo delle Bermuda.

3bmeteo.com rivela la scoperta effettuata dai ricercatori della Arctc University di Norvegia, che avrebbero ritrovato vasti crateri sul fondo del mare.

 I crateri sarebbero larghi 700 metri e profondi 50 e sarebbero stati generati da accumuli di metano fuoriuscito, che, facendo esplodere dal fondo del sedimento marino delle bolle di gas, avrebbero prodotto una cavità.

I dettagli della scoperta dovevano essere pubblicati nel mese di maggio 2016 in occasione dell’incontro annuale della “European Geosciences Union, che si occupa di studi relativi alla Terra..

Tutto molto bello se non fosse che la smentita arriva direttamente dai ricercatori dell’Università artica della Norvegia che frena gli entusiasmi, rilasciando un comunicato stampa dal titolo eloquente: “ I crateri del Mare di Barents non sono collegati al Triangolo delle Bermuda”

Anche il National Oceanic and Atmosphere Administration (NOAA) ha osservato che “Non vi è alcuna prova che sparizioni misteriose si siano verificate nel Triangolo delle Bermuda più che in qualsiasi altra grande area dell’oceano”.

Il mistero del Triangolo delle Bermuda, quindi, ancora non è stato risolto, sebbene nel corso della storia, siano state formulate diverse teorie, scientifiche e non.

(Maggio 2016)

LA COMUNITA’ EBRAICA DI NAPOLI E IL PREGIUDIZIO ANTISIONISTA

 

Riceviamo e pubblichiamo

La Comunità ebraica di Napoli esprime la propria indignazione per le affermazioni riportate dalla "Stampa" di ieri e di oggi da parte di candidate alle prossime elezioni al Consiglio Comunale di Napoli, affermazioni palesemente frutto di pregiudizi antisionisti.

Autorità morali di indiscutibile valore, come Papa Francesco, il Presidente Mattarella ed il Presidente Emerito Napolitano, hanno ribadito e dimostrato, in numerose occasioni, che l'ANTISIONISMO è equivalente al più becero ANTISEMITISMO.

Esprimiamo la nostra più grande indignazione per l'uso improprio del termine "Shoah",  in dispregio assoluto della legge Mancino,  da parte di candidati alle prossime elezioni, che dovrebbero mostrarsi garanti di informazione corretta e non fomentatori di odio.

La Comunità ebraica di Napoli, e non solo, si ritiene profondamente lesa da tali affermazioni che non fanno certamente onore e non rendono giustizia a Napoli.

 Lydia Schapirer

Presidente Comunità ebraica di Napoli

(Maggio 2016)

E’ ARRIVATA LA PRIMAVERA

 

di Luigi Rezzuti

 

La primavera ha inizio il 21 marzo per finire il 21 giugno. Dopo il maltempo arriva la nuova stagione. Finalmente l’inverno cede il posto alla primavera che entra, però, nel vivo con il mese di aprile con temperature in aumento e con valori anche di 10 gradi sopra la media in tutta Italia.

La bella stagione è tornata con fiori, profumi e raggi di sole, che finalmente ci riscaldano.

Apriamo le finestre ed i balconi di casa, tiriamo giù i finestrini delle auto. Il sole è tornato. Cantiamo felici per festeggiare il ritorno della primavera:

 

                               “ E’ primavera … svegliatevi bambine,

                               alle cascine messer aprile fa il rubacuor…”

 

Sono  molti i segnali dell’arrivo della primavera, le mimose sono fiorite, gli alberi di glicine iniziano a coprire i loro lunghi rami di un meraviglioso color viola.

In questo periodo sono sufficienti i primi raggi del sole per far rifiorire i prati di macchie sfumate di verde, viola, rosso e giallo come una tavolozza di colori.

Finalmente arrivano le rondini, che confermano l’arrivo della primavera e non è assolutamente vero che una rondine non fa primavera.

Approfittando della temperatura più mite le ragazzine sono le prime ad indossare capi di abbigliamento più leggeri, magliette senza maniche, ma anche gli adulti iniziano a liberarsi degli indumenti di lana.

Pasqua, poi, arrivata, questa volta con largo anticipo, nonostante qualche giorno di più intenso freddo, ha permesso a molti di fare la classica gita fuori porta senza preoccuparsi più di tanto di sgradevoli precipitazioni piovose o giornate particolarmente fredde.

(Aprile 2016)

SPIGOLATURE

 

di Luciano Scateni

 

 Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie

Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde, cantante dei “Pretenders”, che ha nel suo affollato percorso di vita lavorativa anche il lavoro di commessa in un negozio di abbigliamento sex, dove deve averne visto di “belle”. La cantante americana si intrufola in un argomento più  grande di lei e, in assenza di contemporaneo contraddittorio, afferma che sarebbero le donne a incoraggiare gli stupratori con abbigliamenti e atteggiamenti provocatori. In risposta si sono fatti sentire migliaia di contestatori sui social network, ma il caso merita una riflessione specifica: l’idiozia della Hynde, in contraddizione con la sua militanza in un’importante organizzazione che difende i diritti degli animali, ricorda il tracotante maschilismo di qualche poliziotto che, raccogliendo la denuncia di giovani donne violentate, chiedono alla vittima “Dì la verità, confessa, ti è piaciuto eh?”

 

Gas  a volontà

Di tanto in tanto, specialmente in prossimità del freddo invernale, si leva perentoria, da vero ras, la minaccia di Putin di tagliare il contingente di gas riservato al fabbisogno del nostro Paese. Il ricatto tende a stabilire un rapporto di forza che l’Italia è costretta a subire nel timore, fondato, di dover fermare la produzione industriale, di costringere al buio milioni di cittadini, di infliggere un colpo mortale all’economia. Si capisce,  allora,  l’euforia dei vertici Eni per la scoperta, nel Mediterraneo, di un giacimento di gas, ampio quanto i maggiori del mondo, con i suoi potenziali 850 miliardi di metri cubi  e cinque miliardi e mezzo di barili d’olio. Tutta roba dell’Eni, che dovrebbe liberare l’Italia dalla schiavitù energetica o quanto meno ridurre la subordinazione alla Russia. IL problema è il rischio di inquinamento, sollevato dagli ambientalisti anti-trivelle. In risposta si replica che consentire la ricerca di gas e petrolio vale grandi vantaggi per l’economia italiana e l’occupazione. Deciderà il referendum? Altre volte la volontà espressa con le consultazioni popolari è stata poi disattesa.  

 

Lega every day

Il portale “change.org” nasce  per ricevere (già cinquantamila le adesioni) consensi all’appello che si pone l’obiettivo di espellere il leghista Buonanno, sindaco di Borgosesia, dal parlamento europeo. Il primo cittadino, lo ricorderete, ha proposto di circondare la “sua” cittadina con filo spinato elettrificato (“come si fa con i cinghiali”) per impedire l’accesso ai migranti. Buonanno è stato preceduto da analogo appello per Mario Borghezio (centotrentamila le firme). Sul nuovo caso e l’appello di Change.org, si registra una replica di Buonanno, non meno spocchiosa del primo annuncio: “Sono libero di pensare quello che credo e di fare ciò che ritengo opportuno”. Lo stesso Buonanno ha “benedetto” l’acquisto e il possesso di armi personali, che rischiano di provocare stragi, come avviene negli Stati Uniti, dove pistole e fucili si comprano come al supermercato.

 

Uva e vini, grande annata

Consolano la previsione di un raccolto straordinariamente copioso di ottime uve e il parere degli enologi, che annunciano un’annata favolosa per i vini italiani. Il caldo e i cieli tersi di quest’estate hanno accompagnato la maturazione anticipata dell’uva e sono viatico di pronostici, improntati all’ottimismo, sulla qualità dell’intera produzione vinicola italiana, sempre più accreditata a livello mondiale. E meno male, perché quanto succede alle coltivazioni di ulivi e limoni (malattie mortali delle piante) è davvero scoraggiante. Conseguenze: poco olio (e molto caro) e limoni, quelli che si salvano dal disastro, insufficienti a soddisfare la domanda (al costo fino a cinque euro al chilo), ma soprattutto il rischio della concorrenza per la decisione del nostro governo di consentire l’importazione di grandi quantitativi di olio tunisino, a prezzi molto bassi, per aiutare l’economia in crisi del Paese africano.        

(Marzo 2016)

Storia del Bambin Gesù di Gallinaro

 

di Luigi Rezzuti

 

Le sette sataniche sembrano avere, oggi più di ieri, una  rilevante forza di attrazione in tutto il mondo.

Londra ha il primato mondiale di sette sataniche. Seguono le città di Torino e Roma.

Entrare in queste sette all’inizio è una libera scelta ma ben presto l’adepto arriva ad un totale condizionamento per cui cambiare idea diventa impossibile e chi vuole andarsene viene ricattato e minacciato.

Una situazione certamente diversa, ma con risvolti pericolosi, è rappresentata dalla storia dello “scisma” avvenuto a Gallinaro, di cui  si è occupata anche la trasmissione Rai “Uno mattina”, condotta dal giornalista Franco di Mare.

Giuseppina Norcia, nata nel 1940, nota veggente del basso Lazio, ha animato per decenni la “Culla del Bambin Gesù”, proprio a Gallinaro, raccontando di visioni mistiche,  fin dal 1974.

Nel suo raccontare, Giuseppina afferma che, dalla sua prima comunione, d’un tratto vide “apparire e scendere dal cielo una nuvoletta soffice e luminosa, sulla quale era adagiato, dormiente, un pargoletto di sovrannaturale bellezza. Era Gesù Bambino. La nuvoletta si fermò a circa un metro dalla piccola. Gesù aprì gli occhi, che erano di incomparabile dolcezza, la fissò e le sorrise”.

Successivamente, nel 1974, il secondo presunto avvenimento:  avvolti dalla luce, le appaiono Gesù (non più bambino), la Madonna e San Michele, che le annunciano la missione di salvezza che dovrà compiere.

Da quel momento in poi le visioni di Cristo e Maria si susseguiranno. La Vergine avrebbe detto alla veggente: “Dopo i Sacramenti della confessione e della comunione non c’è altro … pregate per la conversione dei poveri peccatori.

Giuseppina avrebbe ricevuto messaggi soprannaturali fino al 5 luglio del 2008, quando venne stroncata da un collasso cardiocircolatorio.

Accanto alla sua casa era stato edificato, nel lontano 1975, un piccolo Tempio, mai consacrato, con dentro esposto un bambino di ceramica, avvolto in un velo di tulle.

Da allora, ogni domenica, arrivano a Gallinaro migliaia di fedeli da tutta Italia.

In realtà, la diocesi di Sora, nel 2001, chiarì che sul culto di Giuseppina non c’era nessuna approvazione ecclesiastica.

“I fatti che tendono a presentarsi come straordinari o  soprannaturali non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto”

“Il fenomeno, scrissero i Vicari di Sora, è oggetto di vigilanza anche per il fatto di essere esposto ai rischi di un certo fanatismo religioso e di contaminazioni in contrasto con la dottrina cattolica”.

Alla morte di Giuseppina Norcia il marito della figlia della veggente, Mario Samuele, nato a Parma nel 1972, ex insegnante e profeta anti-Bergoglio, ha preso le redini della comunità, affermando di aver ricevuto i poteri dalla suocera.

Nel  giro di qualche anno Samuele “Il santone” ha cambiato completamente il volto del gruppo aprendo un vero e proprio  scisma tra i fedeli storici e i nuovi adepti.

Fino a quando era in vita, Giuseppina raccomandava l’importanza di tutti i sacramenti, la necessità di assistere alla Santa Messa, di confessarsi, di recitare il Santo Rosario.

Il “santone” Samuele non ha solo cambiato la denominazione del luogo da “Culla del bambin Gesù”  in  “Nuova Gerusalemme” , ma scoraggia i suoi adepti dal frequentare le chiese e i sacerdoti, le cui colpe avrebbero reso non più possibile, né reale la presenza di Cristo nell’Eucarestia.

Inoltre, lo stesso Samuele invita a non seguire l’attuale Pontefice Francesco perché sarebbe il profeta anticristo se non l’anticristo stesso, mentre il vero profeta sarebbe soltanto lui. Manipolando, così, le menti dei vecchi e  nuovi adepti e facendosi venerare come la “Reincarnazione di Gesù” avrebbe, dunque, l’intenzione di fondare una nuova chiesa, con un culto alla sua persona e con la costruzione di un “Tempio-Arca” , grazie alle offerte che riceve.

Intanto è già un bel po’ che la “Culla” di Gallinaro è stata chiusa ma i riti sono diventati personalistici, grazie a questo millantatore che, con uno stratagemma diabolico, allontana i fedeli dal vero Cristo, facendosi adorare.

 Quando “lui” appare c’è il delirio generale tra la folla, che mescola preghiere cattoliche a superstizioni settarie.

La massa lo ascolta a bocca aperta, avendo ricevuto il lavaggio del cervello. Egli riesce a far presa innanzitutto su casalinghe e operai ma anche su imprenditori e professionisti che lo difendono, lo invocano e ne praticano il culto.

(Marzo 2016)

QUALI “PRIMARIE”?

 

di Sergio Zazzera

 


Le “primarie” del 6 marzo scorso, finalizzate alla designazione del candidato alla carica di sindaco di Napoli nella lista del P.D., hanno costituito l’ennesima manifestazione di un coacervo di superficialità, di disorganizzazione, di clima di sospetto, di faide interne, e chi più ne ha più ne metta. E si badi che questo discorso, per quanto mi riguarda, vale per tutte le “primarie”, “comunarie” e quant’altro, da qualsiasi formazione politica e per qualsiasi località esse siano indette; ma mi spiego.

Il meccanismo elettorale del Presidente degli U.S.A. impiega da decenni il sistema delle “primarie”, finalizzate alla scelta dei delegati di ciascuno Stato, i quali, a loro volta, eleggeranno il Presidente. Tale meccanismo è istituzionalizzato, mediante una disciplina normativa, il che consente di ottenere tutta una serie di risultati, dei quali i più importanti sono: a) il controllo dello svolgimento di tutte le operazioni da parte dello Stato; b) la sicurezza che a votare siano soltanto i titolari del diritto di elettorato attivo.

In Italia, viceversa, l’assenza di una normativa che istituzionalizzi le “primarie” ha per conseguenza il fatto che ciascuno si regola come crede. C’è, infatti, chi ripudia un sistema di tal genere, il che costituisce una scelta, benché non da tutti ritenuta accettabile. C’è, poi, chi si affida al web, privandosi, per tal modo, della possibilità di controllare l’identità di chi esprime il proprio voto e, per di più, privando della possibilità di espressione del voto quanti siano digiuni del mezzo informatico ovvero “allergici” allo stesso. C’è, infine, chi mette in piedi un sistema, peraltro anche diverso da città a città, di raccolta del voto senza una preventiva compilazione di liste degli elettori (i quali, perciò, possono votare in più seggi, senza alcun controllo), senza la vigilanza della pubblica autorità – della quale, poi, l’eletto dovrà far parte – e, magari, anche con la pretesa che si corrisponda un “contributo”, foss’anche modesto, per esercitare quello che, in realtà, è un vero e proprio diritto.

Questa, dunque, è la ragione per la quale non ho mai votato, né mai voterò, in una competizione di elezioni “primarie”, almeno fino a quando non interverrà una legge a istituzionalizzarle e disciplinarle. Il che equivale a manifestare la mia rassegnazione; tanto, so perfettamente che una legge del genere, in Italia, non sarà mai emanata, perché sarebbe troppo scomoda.

(Marzo 2016)

OPERAZIONE SAN GENNARO

 

di Sergio Zazzera

 

 

Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del ministro degl’Interni, che, equiparando, di fatto, la Deputazione del Tesoro di San Gennaro alle fabbricerie, attribuisce all’Ordinario diocesano di Napoli (vale a dire, all’Arcivescovo metropolita) il potere di nomina di un terzo dei componenti della stessa. Chiarisco che l’equiparazione della Deputazione alle fabbricerie è soltanto di fatto, perché il provvedimento, pur mostrando di escluderlo, poi, in realtà, assoggetta questa istituzione alla medesima disciplina giuridica. E chiarisco pure che la fabbriceria è un ente preposto normalmente alla cura e alla manutenzione degli edifici di culto e costituito in forma di associazione o di fondazione, in ogni caso dotato di personalità giuridica. Dopo di che, invito anche il gentile lettore a riflettere sulla funzione della Deputazione, che va ben oltre la cura e la manutenzione della Cappella del Tesoro.

Devo ricordare, a questo punto, che il mio Maestro c’insegnava che il diritto non è una categoria logica, ma una categoria storica. Da tale affermazione ritengo che debba discendere necessariamente la conseguenza che, quando si decide di porre mano alla riforma di una istituzione giuridicamente rilevante, occorre sempre averne ben presente la storia. La quale, poi, nella specie è quella di un ente assolutamente laicale, nato dall’esigenza di assicurare alla città l’amministrazione di un patrimonio (non soltanto economico, ma anche antropologico) che le appartiene in maniera diretta: è questa la ragione per cui i suoi componenti sono i rappresentanti di quella che, un tempo, era la “nobiltà” cittadina, che esprimeva gli “eletti di sedile”, affiancati dal sindaco, che, a sua volta, è il discendente diretto dell’“eletto del popolo”. Non si dimentichi, infatti, che la Deputazione nasce in periodo vicereale, quando la Città partecipava alla vita pubblica attraverso i “sedili”, progenitori delle odierne Municipalità.

Peraltro, dal Ministero dell’Interno viene ora diffusa la notizia della natura «interlocutoria» del decreto, in attesa della emanazione del nuovo statuto dell’ente; e, al riguardo, mentre quella “natura interlocutoria” lascia pensare – e con preoccupazione – alla “definitività del provvisorio”, tutta italiana, d’altra parte, poi, la Deputazione fa sapere, a sua volta, che la bozza del nuovo statuto giace da tempo presso il Ministero, il che incrementa ulteriormente quella stessa preoccupazione.

Comprendo bene che un patrimonio, del quale il solo Tesoro ha un valore di gran lunga superiore a quello del Tesoro della Corona inglese, può far gola a molti. Ricordo anche che un illustre precedente di questa operazione è costituito da quello che, nel 1939, vide privare di autonomia il Pio Monte dei Marinari di Procida, nato anch’esso in periodo vicereale (1615-17), mediante l’emanazione del regio decreto 2 dicembre 1929, n. 2262. Quelli, però, erano altri tempi: soltanto dieci anni prima, il Concordato aveva riannodato i rapporti fra la Chiesa e uno Stato, in quel momento autoritario; oggi, invece… o no? 

(Marzo 2016)

 

"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo

 

di Claudia Bonasi

 


Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso la sala “M. Benincasa” l’evento “Donne e dintorni. Uno sguardo trasversale sul mondo femminile”. Il convegno-dibattito prevede una serata ricca e articolata: dopo i saluti del sindaco di Cetara Secondo Squizzato e dell’assessore alla cultura Angela Speranza, si terranno gli interventi di Angelica Saggese, senatrice della Repubblica; Maria Citro, consigliere delegato alle Politiche sociali del comune di Minori; Giovanna Ruocco, presidente del Centro italiano femminile, sezione comunale di Minori. Testimonianze e realtà a confronto con Annarita Fasano, dell’associazione “Pandora”; Rosa Maria Grillo, docente Unisa e membro dell’Ogepo – Osservatorio studi di genere e pari opportunità; Rossana Lamberti, già assessore del comune di Cava de’ Tirreni; Palma Abagnale, presidente dell’associazione “CamCampania” e direttrice del giornale omonimo; Alessia Benincasa, presidente dell’associazione culturale “Ambientarti”, consulente per eventi e comunicazione; Giusy Salerno, dell’azienda vinicola “Casa di Baal”; Milena Falcone e Ida Giordano di ChocolaMi; Miriam Bella, dell’associazione culturale “La stanza di Eva”. Modera l’incontro Marina Marinari, sociologa e project manager  - Ans (Associazione nazionale sociologi). Nel corso della serata verrà presentato il programma “Totally pink”, con tutti gli eventi di marzo dedicati alle donne. Al termine dell’incontro in piazzetta Vieski, adiacente alla sala “Benincasa”, esposizione di opere in ceramica e pittura a cura dell’associazione “Pandora” e delle artiste Concetta Carleo, Laura Bruno, Michela Marasco, Maria Pellegrino e Filomena Bisogno. A seguire degustazioni a cura dei ristoratori di Cetara, coadiuvati da Annamaria Parlato, giornalista enogastronomica e foodblogger di 2ingredienti.com. “Abbiamo organizzato una prima giornata di confronto tra donne che racconteranno le proprie esperienze in politica, nell’impresa, nel sociale, nell’associazionismo, nell’arte e nella cultura. Questo è solo un primo tassello del progetto Totally pink che vedrà le donne protagoniste a Cetara per un mese”, ha specificato l’assessore Speranza, “con l’augurio che siano sempre di più interpreti principali nella vita professionale, sociale e della famiglia”.

(Marzo 2016)

 

 

RESIDENZE BORBONICHE, Patrimonio dell’Umanità

 

APPELLO-PROPOSTA di candidatura per la lista UNESCO

 


Una grande campagna di sensibilizzazione per l'iscrizione del sistema dei Siti Reali e delle Residenze Borboniche di Napoli e del Sud Italia nella Lista del Patrimonio dell'Umanità, indirizzando un APPELLO-PROPOSTA alla Commissione Nazionale Italia per l'UNESCO.

L'iniziativa ha lo scopo di fa conoscere nel suo insieme questo straordinario unicum storico, culturale e paesaggistico italiano al mondo intero. SOSTIENI la CAMPAGNA UNESCO collegandoti all’indirizzo Internet:

https://www.change.org/p/commissione-italiana-per-l-unesco-residenze-borboniche-patrimonio-dell-umanit%C3%A0-appello-proposta-di-candidatura-per-la-lista-unesco.

(Febbraio 2016)

LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO

 

di Luigi   Alviggi

 

Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il 266° successore dell’apostolo Pietro come vicario di Cristo in terra e vescovo di Roma. È il primo papa americano e gesuita nella storia della Chiesa. Il primo viaggio fuori delle mura vaticane lo ha effettuato a Lampedusa, l’isola che per la sua posizione è il primo approdo di miseri emigranti in cerca di patria e di benessere, che rischiano seriamente la vita nella speranza di un domani migliore, e purtroppo centinaia di loro nel viaggio scompaiono in mare.

In Brasile, a Rio de Janeiro, alla XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, il primo bagno di un’immensa folla plaudente accolse il  massimo prelato della Cristianità, conquistata dalla figura aperta, dal nuovo corso inaugurato nella condotta di un così alto ministero, dai discorsi ispirati al più puro spirito cristiano. Tema delle giornate più recenti sono state le Beatitudini Evangeliche e, nel prossimo luglio, la XXXI Giornata si terrà a Cracovia, ove certamente Papa Francesco non farà mancare la sua presenza, in ossequio anche alla possente figura di Giovanni Paolo II.

Questo supremo Vescovo già nella scelta del nome – Francesco I - si è riferito ad una visione della Chiesa come luogo lontano da ogni orpello, sede ascetica nella forma e nella sostanza, con un evidente rimando ai precetti francescani delle totali povertà e rinuncia. Il tutto a beneficio dei tanti, troppi, fratelli che, in quest’epoca di diffuso benessere nel mondo occidentale, ancora soffrono la fame e la privazione di necessità primarie che consentano un’esistenza accettabile. La figura del poverello d’Assisi, sotto questo profilo, è certo una delle più icastiche dell’intera agiografia cattolica. Bergoglio ha dichiarato di aspirare ad “una Chiesa povera e per i poveri”. È un uomo dai forti ideali, dalla coscienza intemerata, dalla condotta ammirevole e, con piglio deciso, si va imponendo col suo austero stile di vita alla sterminata massa degli oltre un miliardo di cattolici nel mondo. Oggi è un’icona estremamente popolare e diffusa sui giornali ed i media varia di tutti i paesi del mondo, non solo cattolici.


Sono passati quasi venti secoli dal martirio di Cristo e poco meno dalle parole dell’evangelista Luca con riferimento a quanto Gesù disse ai Suoi Apostoli: “vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Qui la riflessione si impone perché il vero cancro delle nazioni odierne è la potenza delle corporazioni di ogni tipo che, gelose dei privilegi acquisiti nel tempo e sorde ad ogni rinuncia, fanno abortire sul nascere quei progetti e quelle idee che vengono promossi da uomini di buona volontà per migliorare la qualità generale della vita umana. E l’Italia ne è esempio primario, non solo nell’oggi ma già da fin troppo tempo. Papa Francesco, che ascende solitario, rischiando di cadere, sulle scalette degli aerei che lo portano in pellegrinaggio nel mondo, è una figura certo umile ma scollata dal contesto della tradizione e (consentitemi) con un che di derelitto.

Trasporta con sforzo una valigetta, nera per di più - ma non dovrebbe il nero essere bandito dal corredo papale? - e questo nero è pugno nell’occhio. Richiama alla mente quella maglia nera (lui, poi, tedesco!) che sbucava, come bracciali ai polsi, dalle maniche immacolate della veste papale quando Joseph Ratzinger si affacciò il 19 aprile 2005 dalla loggia di San Pietro per la prima benedizione Urbi et Orbi, dopo l’elezione a Sommo Pontefice come Benedetto XVI. E stupisce, dal video di Francesco al primo viaggio in Brasile, la scarsità di figure in abito talare presenti e poi partite con lui da Fiumicino – tre se ho ben visto, due con berretta rossa (una il cardinal Sodano, allora Segretario di Stato) ed una cremisi - nel nugolo di politici, il premier Letta in primis. Bergoglio si infilò nell’aereo senza voltarsi per un saluto.

Ma l’immagine emblematica di discontinuità è certo quella del concerto del 22 giugno del 2013, programmato in suo onore nell’Aula Paolo VI, in cui una bianca sedia vuota fa bella mostra di sé al centro del parterre gremito di alti prelati, politici e vip di stagione. Quella sedia vuota è l’ombra di una inopportuna Sede Vacante, in cui l’appartamento papale è chiuso, il Papa si reca di persona a pagare i propri conti, si fa la valigia da solo, ha l’anello piscatorio dorato, e così via. Ora, fatti meritori senz’altro, e che valgono a scuotere l’opinione pubblica diffondendo a profusione messaggi di un apostolo di Dio austero, aperto al prossimo, lontano da ogni fasto proprio della carica, pronto a sacrifici di ogni tipo per il maggior benessere collettivo. Un punto, però, si impone: può un Papa operare alla stregua di un parroco? Possono sovvertirsi venti secoli di papato, in tanti casi discutibile, ma pur sempre testimonianza di una Storia con la S maiuscola, ricca di pagine sante e gloriose? La residenza Domus Sanctae Marthae, nella quale Francesco risiede, dopo esservi stato ospitato come uno dei cardinali dell’ultimo Conclave, può rimanere sede perenne del Papa in carica?

Dopo le due encicliche (lettera del Papa ai vescovi cattolici del mondo): “Lumen Fidei” (2013) e “Laudato si’ ” (2015), è di questi giorni l’uscita del primo libro del Pontefice “Il nome di Dio è Misericordia” (Piemme), scritto insieme con il vaticanista Andrea Tornielli, e in quest’anno si compie il Giubileo straordinario della Misericordia, voluto appunto da Francesco. Egli nel libro afferma:

“La misericordia è il primo attributo di Dio. È il nome di Dio. Non ci sono situazioni dalle quali non possiamo uscire, non siamo condannati ad affondare nelle sabbie mobili.”

Il primo richiamo è alle stesse parole pronunciate sugli omosessuali da Francesco sull’aereo di ritorno dal viaggio in Brasile del 2013: “Chi sono io per giudicare?”. Il succo del pensiero papale è che nessun uomo, per quanto perverso e peccatore, debba ritenersi oggetto di una condanna senza fine. L’intera dottrina cattolica sul pensiero di Cristo crollerebbe senza rimedio con questa convinzione: “La Chiesa non è al mondo per condannare ma per accogliere” dice ancora Francesco. E la “misericordia divina illimitata” è divenuto il leitmotiv della recente dottrina bergogliana: “la vita è una guerra, la Chiesa il suo ospedale da campo”. Egli afferma che il peccatore, anche se recidivo a causa della debolezza insita nella natura umana, se pentito, può confidare nella immensa benignità di Dio: Dio è caratterizzato da infinita misericordia. Diverso il discorso per il corrotto, cioè per colui che pecca e non si pente del suo peccato. Non confida dunque nella bontà senza limiti della misericordia divina, sempre pronta ad accogliere paternamente il reietto. È una dottrina di assoluta ispirazione evangelica che apre ogni cuore umano alla speranza.

Dunque di Bergoglio non si può dire che bene, ma c’è un “ma” di fondo. Oggi il tessuto sociale è fondato, più che mai, sulle interdipendenze. L’individualismo è una dote essenziale – per non dire esclusiva - nel campo artistico, letterario, inventivo, ma non tale laddove esista una gerarchia consolidata e, nel caso, quanto mai strutturata. Le rivoluzioni richiedono una forza che non può venire espressa da un uomo solo, per quanto valido egli possa essere, specie quando intendono squassare un conglomerato stratificato nei secoli, ricco di privilegi e prebende e, nel caso, un po’ dimentico di taluni basilari precetti cristiani. Il vertice non può conoscere tutti quelli che affollano i piani inferiori. Deve rimettersi a suggerimenti e consigli di quanti gli sono intorno, sperando – su queste basi – di effettuare scelte oculate e meritorie. E qualcosa sembra già aver vacillato in scelte effettuate dal Papa con piena, anche se non ben fondata, convinzione. Il potere dei gruppi sovrasta i singoli. È il mezzo con il quale, bene o male, la civiltà è progredita, sancendo anche l’ascesa biologica della specie “homo sapiens sapiens”. Entrare nel gruppo e nei suoi favori, specie se esso è di antica formazione, significa integrarsi nel contesto, rispettarne le espressioni esterne, pur superflue quanto si vuole, ma che servono a rassicurare il gruppo stesso su continuità e validità proprie, inalterate nell’oggi e fondative per il domani. Occorre farne parte, malleabili all’ingresso, cauti nell’incedere, decisi nell’operare, ma pur sempre dall’interno. Il gruppo si chiude a riccio e reagisce di fronte ad un attacco esterno. Trovarsi soli a difendere la roccaforte è compito improbo, al di sopra delle umane capacità. La Curia vaticana ed il Papa in carica, purtroppo, non sempre appaiono procedere sotto braccio, e questo non può non creare qualche increspatura di troppo nella ardua navigazione apostolica.  

Il Signore ad oggi appare concedere a Papa Francesco la forza necessaria, schiudendogli le possibilità di realizzare, nel concreto, le grandi aspirazioni che sorreggono ed innalzano questo Pontefice sopra la moltitudine di prelati vaganti all’interno delle Mura Leonine che da oltre un millennio – le prime risalgono al IX secolo, per volontà di Papa Leone IV - circondano la Città del Vaticano, e ne custodiscono le mille facce, non sempre palesi, della sua storia.

Che continui a preservargliela nel futuro prossimo e remoto!

(Febbraio 2016)

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