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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
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CHAMPIONS  LEAGUE “Le vie del Signore sono infinite”   di Luigi Rezzuti   Il Napoli guidato da Sarri è giudicato la migliore squadra che esprime...
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Un gioiellino sconosciuto: S. Maria della Purità dei Notai   di Antonio La Gala   Via Salvator Rosa, dopo l'incrocio con Via Battistello...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo   di Claudia Bonasi   Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso...
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MARISA  PAPA  RUGGIERO, JOCHANAAN   Martedì, 11 aprile, alle ore 17, presentazione del poemetto "Jochanaan",  di Marisa  Papa  Ruggiero, edito da...
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The Starfish

 

di Nicola Garofano

 


 “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto della band, The Starfish, è nato il nuovo progetto discografico, Starfish, primo album in studio, uscito il 30 ottobre scorso, composto da nove brani inediti, scritti e arrangiati dalla stessa band campana..

L’11 novembre presso il Cafè Street 45 di Torre del Greco, Napoli (ore 21.30 - Via Alcide De Gasperi, 127), la band The Starfish ha presentato live il nuovo album rock'n'blues “Starfish”, che racconta storie di uomini, di buoni sigari, di whiskey e di cattive donne.


Nel 2016, dopo dieci anni di attività, si unisce al gruppo Luigi Panariello, in qualità di lead guitar, con la voglia di scrivere in fretta degli inediti e metterli insieme in un album.

Dopo qualche tempo, all'inizio del 2017, il quartetto di nuova formazione, Marco Sorrentino voce, Luigi Panariello chitarre, Marcello Aquino basso e Salvatore Di Casola batteria, inizia a lavorare proficuamente alla stesura dei nuovi brani. 

Le idee sono tante, così come la voglia di tradurle in musica e, dopo pochi mesi, la band va in studio per mettere tutto su traccia. 

Il risultato è Starfish pieno delle diverse influenze dei membri della band, un album che spazia dalle sonorità classiche del blues delle origini fino a quelle più moderne e dure dell'hard rock.

(Novembre 2017)

’O guappo ’e cartone

 

di Luigi Rezzuti

 

 

’O guappo ’e cartone è una commedia in tre atti, scritta da Raffaele Viviani.

La prima rappresentazione risale al 1932, al Teatro Garibaldi di Padova, e non solo. Infatti fu rappresentata al Teatro Fiorentini di Napoli. Poi, sempre nella stagione 1932-1933, a Milano e, nel dopoguerra, con la regia di Vittorio Viviani, venne rappresentata a Napoli, al Teatro Mercadante, con Nino Taranto nelle vesti del protagonista.

Quindi, nel 1989, fu  rappresentata dalla compagnia teatrale  “Gli ipocriti” al Teatro Massimo di Benevento, con la regia di Armando Pugliese. Facevano parte dello staff attori come Nello Mascia, Nando Pavone,  Nuccia Fumo e tanti altri.

Nel 1993 la stessa compagnia “Gli ipocriti” presentò al Teatro Cilea di Napoli “La Trilogia di Viviani”, composta da “L’ultimo scugnizzo”, “Fatto di cronaca” e “Guappo ’e cartone”.

La rappresentazione più recente risale alla stagione teatrale 2003-2004 con la regia di C. Cerciello e con Nino D’Angelo nel ruolo del guappo.

La figura del guappo è un personaggio fisso nella sceneggiata napoletana. Infatti è rimasta legata ad una certa teatralità, tutta guascona, di fare la faccia truce, che non corrisponde, però, alla realtà (di qui la definizione di “guappo ’e cartone”.

Il guappo di cartone alza la voce e mostra i muscoli, ma è un insicuro e, al primo accenno di reazione da parte dell’altro, è pronto ad abbassare i toni e a battere in ritirata.

Nel linguaggio napoletano  guappo ’e cartone è uno che crede di essere un guappo, ovvero si dà delle arie e fa le cose come se fosse un “boss” credendo di essere chissà chi, uno che “se la tira”, insomma,  ma che, in realtà, non è nessuno.

Oggi la figura del guappo è ormai scomparsa, dopo una lunga carriera. La parola guappo (dallo spagnolo “guapo” è sparita a Napoli.

Del guappo si è scritto e cantato molto, specialmente a Napoli, tra l’800 e il ‘900 con Viviani, Di Giacomo, Ferdinando Russo etc.

Oggi la compagnia amatoriale “Cangiani”, con la regia di Lucio Monaco, porta sulle scene la commedia “’ O Guappo ’e cartone” di Raffaele Viviani al Teatro Paradiso di Cappella Cangiani.

Cosa dire della commedia? Tutti, o quasi tutti, la conoscono. Cosa dire, invece,  di questo gruppo di attori amatoriali, che si superano di volta in volta, di rappresentazione in rappresentazione, guidati con maestria dal regista Lucio Monaco?

Attori amatoriali? Sono ormai dei veri professionisti che non hanno nulla da invidiare a nessuno e potrebbero, senz’altro, calcare i teatri nazionali, come il bravo Rino Buffardi, nella parte di Vincenzino Sanguetta, il guappo di cartone, che si supera di commedia in commedia. E che dire, poi, dei notevoli progressi di  Valeria Scotti nella parte di Donna Teresa, mamma del “Guappo”, di Pina Matrisciano, donna Rachele, innamorata del Guappo e del marito tradito, Giovanni, interpretato da Italo Iovene, e ancora, di Italo Palazzeschi, nella parte di Aniello Terremoto, il secondo guappo?

A parte un plauso per Simona D’Antonio che ha recitato per la prima volta interpretando egregiamente il ruolo di fidanzata e poi di moglie di Sanguetta, riscuotendo grande successo e plauso del pubblico.

Infine, Lucio Monaco oltre che regista, si è esibito anche come attore nella parte del suocero di Sanguetta.

Bravi, veramente bravi, tutti anche quelli che non abbiamo menzionato.

Alla prossima.

(Giugno 2017)

Rock Events presenta:

Emilio Rez Special Live Show 2017

NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA

 

di Nicola Garofano

 

Continua, con grande interesse del pubblico, la ricca programmazione di Rock Events al Nonsolocaffè Reload di Torre Annunziata (NA). Venerdì 17 marzo, alle ore 22, arriverà l’eclettico e multiforme Emilio Rez, cantautore di genere elettro-pop, scoperto da Maurizio Costanzo, qualche anno fa, noto per la sua canzone “Sei Tremenda”.

Straordinario performer nella mitica Berlino, ritorna sulle scene italiane per uno Special Live Show, dopo cinque anni di assenza, scegliendo per raccontarsi nelle sue esilaranti performance proprio la sua città natale perché, come afferma: “è una terra carica di calde emozioni”.

Rez non solo ripercorrerà brani del suo repertorio edito, come Dimmi, Senza Traccia, Il mio letto, Parlez-moi d’amor (scritta per lui da Ivan Cattaneo), ma presenterà dei nuovi brani, tratti dal suo album in uscita il prossimo giugno 2017. Un disco completamente made in Berlin, che vede la speciale collaborazione dell’artista H.E.R, violinista ufficiale di Teresa de Sio e vanta collaborazioni con i grandi della musica italiana, da Pino Daniele a Lucio Dalla, da Al Bano a Franco Battiato, da Rettore a tanti altri ancora.

Sono stato assente cinque anni, racconta Emilio Rez, perché ero alla ricerca di nuove emozioni ed esperienze. Oggi vi racconto i miei primi cinque anni a Berlino, le mie notti al magico e famosissimo “KitKatclub” e le mie performance che passano, direttamente, dalle mura di casa mia fino ad Alexanderplatz. Invito tutti i partecipanti all’evento di venerdì ad essere originali nell’outfit e carichi di umorismo e di spirito, poiché verranno effettuate anche le riprese del mio nuovo videoclip e, quindi, è importante la vostra partecipazione e collaborazione.”

Tengo a ringraziare, continua Rez, la Rock Events e il Nonsolocaffè Reload per avermi fortemente voluto e motivato ad organizzare una festa per e con gli amici vesuviani.”

 NONSOLOCAFFÈ RELOAD

Corso Vittorio Emanuele III, n° 321 - Torre Annunziata

Free Entrance

(Marzo 2017)

 SONETTI PER IMMAGINI di Nino Velotti

 

di Nicola Garofano 

 

Verrà presentato, domenica 5 marzo a Pompei (NA) presso il Pompeilab (Via Astolelle, 112) alle ore 19, il nuovo libro di poesie di Nino Velotti, Sonetti per immagini (editore La Vita Felice), con testi critici di Carlangelo Mauro, Enzo Rega ed Eugenio Viola. Ad introdurre il libro, insieme a Nino Velotti, ci sarà il poeta, scrittore e saggista Enzo Rega. Sarà una presentazione insolita, contornata di buona musica. Ospite  la cantante e musicista Emma Vicinanza che, con la sua chitarra, interpreterà qualche brano insieme allo scrittore e poeta Velotti, con l’incursione dell’attore e vocalista Enrico Vicinanza, che leggerà alcuni Sonetti, mentre saranno proiettate le immagini.

Il libro, del poeta e musicista napoletano Nino Velotti, metà del duo pop-sperimentale degli Hueco, esce a quattro anni di distanza dal suo disco personale “Incanti e disincanti”, dopo più di venticinque anni dalla sua prima pubblicazione in versi, “Giardino di Pésah”, con cui esordì giovanissimo in una collana di testi, scelti da Dario Bellezza.

Sonetti per immagini è una raccolta di cinquantadue poesie, tutte nella struttura classica del sonetto, ciascuna delle quali è preceduta da un’immagine, atta a rilanciare l’antico ideale oraziano dell’ut pictura poësis, del “come nella pittura così nella poesia”. Come scrive Eugenio Viola nella seconda di copertina “il carattere epigrammatico di questi componimenti preziosi cortocircuita presente e passato, riferimenti aulici e pop, ordinario e straordinario, naturale e artificiale, trash e sublime”. “Piccoli suoni” immaginifici in cui non siamo mai di fronte ad una piatta trascrizione dell’immagine”, precisa Enzo Rega nel testo critico iniziale, e che, lontano dalle fumosità e autoreferenzialità di molta poesia d’oggi, affrontano in chiave intimistica e personale temi cardini del mondo contemporaneo, quali l’ecologia e l’animalismo soprattutto come sottolinea Carlangelo Mauro nel suo saggio finale, argomenti tipici anche della prima raccolta di versi e delle canzoni di Nino Velotti. Conclude Eugenio Viola: “Nino Velotti si conferma, ancora una volta, un cantore raffinato e disilluso, un aedo post-moderno del profondo disagio esistenziale che attanaglia la nostra epoca incerta”.

L’AUTORE. Poeta e musicista, Nino Velotti, vive e lavora in provincia di Napoli. Laureatosi in filosofia con una tesi sull’infanzia di Leopardi, docente di lettere, ha esordito giovanissimo con la già citata raccolta di versi Giardino di Pésah (Edizione Del Giano, testi scelti da Dario Bellezza, 1991, Roma, Premio “Nuove Lettere” e Selezione Premio “Montale” 1992); sempre per la poesia ha pubblicato Quadernetto d'amore (Il Laboratorio/Le Edizioni, 1998, Napoli), mentre per la narrativa Pinocchio 2000 (Fabbri Editori, 1995, Milano) e La T-shirt bianca e altri racconti (Mondadori Education, 2003, Firenze). Cresciuto in una famiglia di musicisti e vincitore di vari premi con i testi delle sue canzoni, suona le tastiere e fa parte, come si è detto,  del duo pop-sperimentale Hueco, che ha all’attivo due album: Living in a bathroom/Pensando all’amore e Canzoni dall’armadio verde. Nel 2013 ha pubblicato il disco “Incanti e disincanti”.

Sonetti per immagini, Collana Agape, prezzo: € 15

(Marzo 2017)

ALL’ARENA “SIECI” DI SCAURI: “ I CASI SONO DUE”

 

di Luigi Rezzuti

 

L’associazione Teatrale Cangiani, dopo gli strepitosi successi di pubblico e critica ottenuti con  gli spettacoli “Uomo e galantuomo”, “La commedia della vita” e “Nu turco napoletano”, diretti con grande esperienza dal regista Lucio Monaco, è andata in tournee.

A Caserta al “Teatro della Pace” dal 24 aprile 2016, con “La commedia della vita”, accolta dal pubblico presente in sala con scroscianti applausi, a Scauri, all’arena Sieci con “I casi sono due” di Armando Curcio.

L’autore della commedia è nato a Napoli il 25 maggio del 1900, è stato editore di periodici, scrittore e umorista.

Ha scritto, tra l’altro, diverse commedie quali “La fortuna con l’effe maiuscola” in collaborazione con Eduardo De Filippo, “Basta il succo di limone” ancora con Eduardo, ma anche con Peppino de Filippo, “Casanova farebbe così?”.

Inoltre ha scritto “A che servono questi quattrini” e “I casi sono due” una delle più importanti commedie, scritta nel 1941 e rappresentata al “Teatro delle Arti” di Roma nel 1959 da Peppino de Filippo e suo figlio Luigi.

Nel 1982, 1992 e 2010 “I casi sono due” è stata interpretata dalla coppia Carlo Giuffrè e Angela Pagano, prima al “Carsano” di Milano e poi alla “Pergola” di Firenze, partendo da Napoli.

Quest’anno è stato il regista Lucio Monaco, con la sua compagnia, a rappresentarla a Scauri. Poi lo spettacolo doveva essere riproposto a Benevento all’Arena “Arco del Sacramento” il 6 agosto ma, a causa di un violento temporale, è stato rinviato al 19 novembre, sempre a Benevento, al Teatro parrocchiale “Giuseppe Moscato”. Intanto il 6 novembre la commedia sarà rappresentata al Teatro Paradiso di Cappella Cangiani, a Napoli.

A Scauri è stato un vero tripudio di folla, accorsa numerosissima, sia da Formia che da Baia Domizia e dalla stessa Scauri, Molti gli applausi a scena aperta per tutti i protagonisti che hanno calcato le tavole del palcoscenico.

Tutti veramente bravi, da Pina Matrisciano, nella parte della Baronessa Arpaia a Italo Iovene, nella parte del Barone Ottavio De Luca a Valeria Scotti, in una parte più impegnativa, come quella della governante “Donna Federica”.

Un plauso particolare, comunque, va senz’altro a Rino Buffardi, nella parte di Gaetano Espisito I, che si supera, di commedia in commedia, per le sue eccezionali interpretazioni.

La commedia si svolge in un’unica scena per tutti e tre gli atti in una aristocratica casa napoletana, finemente arredata in stile ottocentesco, a sottolineare risvolti agrodolci, tra malinconia e comicità.

Questa commedia piacque tantissimo a Federico Fellini che, si racconta, la vide per ben tre volte, apprezzando sia il contenuto che la superba interpretazione di Carlo Giuffrè e Angela Pagano.

Dopo la rappresentazione il “Corriere della Sera” ebbe a scrivere che “I casi sono due” era stato lo spettacolo più bello della stagione di quell’anno.

Il saluto finale al pubblico di Scauri, da parte del regista Lucio Monaco, è stato : “Alla prossima”.

I CASI SONO DUE

Commedia in tre atti di Armando Curcio

Personaggi e interpreti:

Gaetano Esposito I -  Rino Buffardi; Giuseppe Recchia  -  Giuseppe Minervino;                                                     Maria  -  M.Rosaria Caserio; Donna Federica     -  Valeria Scotti; Barone Ottavio Del Duca -  Italo Iovene; Baronessa Arpaia -  Pina Matrisciano; Augusto   -  Enzo Palladino; Gaetano Esposito -  Marco Panico; Teresina Monfrecola  -  Elena Giordano; Ciro Monfrecola  -   Lucio Monaco

Scene – Massimo Malavolta

REGIA: Lucio Monaco

(Ottobre 2016)

Un interessante spettacolo di ERIN K

 

L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della folk singer londinese Erin K, che ha rapito da subito il pubblico con la sua voce e la sua fedele chitarra. La scena anti-folk londinese ha impiegato poco tempo ad accorgersi di lei e della sua band con le sue canzoni autobiografiche, eccentriche, oneste e sincere, che toccano temi come "amici con benefici", animali ibridi, relazioni perse, cibo, ma anche tematiche decisamente più ‘politically incorrect’ (bambole del sesso), che colpiscono l’attenzione degli spettatori.

Erin K si è esibita alle Olimpiadi di Londra 2012 e alle Paraolimpiadi, e ha suonato, attraverso un’apparizione personale, al Festival di Edimburgo. Il suo singolo di debutto, "Coins" fa presa su Huw Stephens, che lo propone come suggerimento settimanale nel programma ‘BBC Introducing’. La BBC e poi la stampa specializzata (Kerrang e la colonna musicale del Guardian) accendono i riflettori su di lei che, intanto, si trasferisce a vivere negli States (Williamsburg, Brooklyn) per dedicarsi anima e corpo alla sua musica. Molti i possibili raffronti, come quelli con Kate Nash, Regina Spektor, Susanne Vega e LilyAllen.

Lineup: Erin K Voce - chitarra acustica – ukulele; Brian Radock  Voce e percussioni; Danielle Voce - Glockenspiell – Timpano.
La Stazione associazione - Via Giovanni della Rocca, 252 - Boscoreale  (Napoli).

(Marisa Pumpo Pica)

(Maggio 2016)

LINO BANFI

 

di Luigi Rezzuti

 

Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, nasce il 9 luglio del 1936 ad Andria, in provincia di Bari.

A quindici anni entra in seminario per diventare prete e qui si cimenta in diverse recite sacre.

Le sue esibizioni, però, suscitano l’ilarità degli spettatori ed è così che il Vescovo, riconoscendo in lui la vocazione alla comicità, gli consiglia di passare al palcoscenico dicendogli : “La tua vocazione non è quella di fare il prete, ma di far ridere la gente visto che ad ogni cosa che dici le persone ridono. È una missione pure questa!”.

Nel 1954 Banfi si trasferisce a Milano per tentare l’avventura del teatro di varietà: lavora con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Lando Buzzanga, Renato Pozzetto, solo per citarne alcuni.

Raggiunge la notorietà con pellicole come “L’allenatore nel pallone”, “Il commissario Lo Gatto” e tante altre.

Dal 1974 al 1983 diventa l’icona delle commedie sexy all’italiana, lavora con Gloria Guida, Nadia Cassini e con Edwinge Fenech, con la quale gira ben 11 film.

Lascia il filone sexy all’italiana e, nel 1998, la sua notorietà aumenta con la fortunata serie televisiva “Un medico in famiglia”, dove interpreta Nonno Libero.

Quest’anno ha ricevuto il suo 15°Premio alla Carriera “L’arancia d’oro” nell’ambito del Festival dell’umorismo, condotto da Enzo Iacchetti e Laura Freddi, un evento che ha consacrato, nei suoi 31 anni, personaggi, come Ficarra e Picone, Aldo, Giovanni e Giacomo e tanti altri ancora.

Laura Freddi gli ha chiesto : “Come hai fatto a lavorare con tante bellissime donne senza mai innamorarti”.

Banfi le ha risposto : “Come fanno tutti coloro che lavorano seriamente e basta”.

Quest’anno sono iniziate a Cinecittà le riprese televisive della decima edizione di “Un medico in famiglia”, che proseguiranno in Puglia, nella zona di Alberobello, dove verranno girate alcune scene.

Lino Banfi ha detto: “Nonostante l’età che ho (79 anni), continuo a lavorare perché mi sento ancora giovane e tengo occupato il cervello”.

(Aprile 2016)

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