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RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE

 

di Luigi Rezzuti

 

Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma comunque in linea con le aspettative e con i risultati degli anni scorsi, si prepara ad una nuova annata.

Si parte con il precampionato e dunque con le amichevoli, che vedranno gli azzurri impegnati contro squadre blasonate. Per il nono anno consecutivo la Val di Sole e in particolare Dimaro Folgaride, ai piedi delle maestose Dolomiti di Brenta, ospita la preparazione precampionato del Napoli.

Gli azzurri resteranno in Val di Sole dal 6 al 26 luglio e gli appassionati avranno a disposizione moltissime occasioni per vedere in azione da vicino i loro beniamini.

La squadra del Napoli, guidata da Carlo Ancelotti, alloggerà come sempre nel caratteristico borgo di Dimaro.

Gli allenamenti si terranno presso il vicino centro sportivo comunale di Carciato,  tutti i giorni, mattina e pomeriggio.

Il presidente Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato due sfide per il suo Napoli, quelle contro gli inglesi del Liverpool e contro i francesi del Marsiglia, due incontri contro squadre che i partenopei hanno già affrontato negli ultimi anni in Champions League.

Una terza amichevole si giocherà a New York il 7 agosto tra il Napoli e il Barcellona.

I giocatori azzurri, da diversi anni ai vertici della Serie A, svolgeranno gli allenamenti a porte aperte con ingresso gratuito.

Al termine di ogni sessione di lavoro, i tifosi potranno incontrare, sul campo, alcuni calciatori per un selfie ed un autografo.

Come di consueto, ci saranno anche partite amichevoli. L’esordio è per il 13 luglio, contro il Benevento, poi altri due incontri, il 19 e il 24 luglio, contro il Cittadella e contro una squadra di Serie A.

Durante il ritiro sono previsti diversi momenti di incontro con i tifosi, come gli attesissimi eventi serali con musica, cabaret, la presentazione ufficiale della squadra e l’incontro con mister Carlo Ancelotti.

Un’occasione da non perdere per i tantissimi tifosi napoletani ed appassionati del bel gioco, poter vedere dal vivo le esibizioni nello splendido scenario naturale di Val di Sole.

Un omaggio voluto per festeggiare un doppio record storico: nessun club di primo piano al mondo svolge un ritiro nella stessa località della durata di tre settimane.

I grandi club hanno, infatti, una permanenza più limitata sul territorio e, soprattutto, nessuna località può vantare un rapporto tanto intenso da durare nove anni, e destinato a proseguire per altri due.

Sul piano turistico, e quindi del ritorno sia economico che di immagine, un ritiro così articolato non ha confronti.

I 21 giorni di ritiro rappresentano un’occasione formidabile a disposizione dei tifosi azzurri per raggiungere il Trentino sia dalla Campania come anche da tutte le regioni italiane, contribuendo a dare al ritiro in Val di Sole una dimensione e una caratteristica unica nel panorama calcistico internazionale.  

(Giugno 2019)

SARRI ALLA JUVE

 

di Luigi Rezzuti

 

Quest’estate, oltre alle consuete incognite del  calciomercato, ci sono state anche dell novità per alcune squadre che hanno cambiato l’allenatore: Milan, al posto di Gattuso. arriva Marco Giampaolo; Sampdoria, al posto di Marco Giampaolo, arriva Antonio Conte, ma il cambio più eclatante è stato quello della Juventus: al posto di Allegri, arriva Maurizio Sarri.

L’annuncio ufficiale ha deluso i tifosi napoletani perché l’hanno ritenuto un tradimento.

Quando i soldi chiamano, Sarri, da gran professionista, risponde … Tra l’altro ha sempre detto di volersi arricchire, per cui sarà entusiasta per il triennale, appena firmato, da 7 milioni di euro netti a stagione. Poco importa se due anni prima, da solo, si era autoproclamato a capo di un intero popolo affermando che “Il Napoli è l’unica squadra italiana che rappresenta una sola grande città” o se da (finto) Masaniello sottolineava che “Il Napoli è arrivato secondo ma ha il pubblico campione d’Italia”.

Cosa importa se aveva sventolato il dito medio allo Juventus Stadium verso quelli che sarebbero diventati i sui nuovi supporter? Nel calcio contano i soldi, conta arricchirsi, per l’ormai ex Sarri, come se in questi ultimi anni avesse guadagnato pochi spiccioli e non roboanti milioni di euro. Cosa importa, dunque, essere nato a Napoli  ed essere un tifoso azzurro sin dalla nascita? Poco conta se pensi che per avere un rigore “Bisogna avere la maglia a strisce”.

E ancora : “Per vincere lo scudetto dovevi essere pronto a dare l’assalto al potere, puntando alla presa del Palazzo”, non fa nulla se ora Sarri vi entri dalla porta principale.

“I rigori li danno solo se hai la maglia a righe”.

È tutto “normale” per lui, che ora dovrà turarsi le orecchie quando voleranno inviti al Vesuvio per lavare i suoi ex tifosi con la lava, e dovrà voltarsi dall’altro lato se qualcuno definirà “Colerosi”, “Terremotati” quelli che un tempo chiamava concittadini, mostrandosi “entusiasta di rappresentarli”.

Dalla tuta allo smoking, in un battito di ciglia, quante chiacchiere, per incantare la piazza.

Ora i tifosi napoletani parlano di amore tradito, Masaniello è stato consegnato o si è consegnato, è stato tradito o ha tradito: non è chiaro, ma cosa fanno i soldi!!!.

(Giugno 2019)

CALCIO MERCATO ESTIVO

          

di Luigi Rezzuti

 

Basta guardare la classifica finale della Serie A per capire come il campionato di calcio, ritenuto il più bello del mondo, sia caduto nell’indifferenza generale dei tifosi.

C’è stata troppa differenza di punti a far perdere l’entusiasmo, dalla prima alla seconda e cosi via: Juve 90 – Napoli 79 – Atlanta 69 – Inter 69 – Milan 68 – Roma 66.

Una volta giù il sipario sul campionato, ora si progetta il futuro.

Il mercato calcistico è sempre più vicino e gli  occhi delle  big di serie A puntano ai grandi campioni perché quest’anno ci saranno tanti nomi altisonanti che possono animare il mercato.

Speriamo che, nella prossima stagione, non sia la solita Juve a distruggere gli entusiasmi.

Per quanto riguarda il Calcio Napoli ci auguriamo che possa raggiungere la tanto agognata meta finale: lo scudetto, anche se De Laurentiis non potrà acquistare giocatori come Ronaldo, Cancelo o Emre Can.

Anche l’allenatore Carlo Ancelotti è stato molto chiaro dichiarando: “I giocatori “top”, il Napoli non li può acquistare, dobbiamo mettercelo in testa una volta per tutte. Si potrà fare qualche passetto avanti, non ci sono acquisti che ci porteranno a 100 punti, non succederà. Io mi auguro che il Napoli trovi i nuovi Koulibalì, Mertens, Allan e la risposta arriverà sul campo, ma il mercato sarà sempre con i tifosi insoddisfatti. È la solita musica e spero abbiano di nuovo torto. L’obiettivo è finire il prossimo campionato al meglio, fare più punti, fare buone prestazioni. Abbiamo segnata la strada per il futuro, sono ottimista, la squadra deve migliorare e il miglioramento può passare attraverso qualche aggiustamento con acquisti mirati in quelle zone del campo in cui, nella passata stagione, abbiamo avuto qualche difficoltà, ma siamo soddisfatti della rosa”.

La strategia del Calcio Napoli dovrebbe prevedere l’arrivo di due esterni difensivi, un centrocampista centrale e una punta da affiancare a Milik. Per il momento il primo acquisto del calcio Napoli è Di Lorenzo, terzino dell’Empoli al costo di 8 milioni di euro. A seguire, le trattative per Ilicic, Tripper e James Rodriguez del Real Madrid, ma esse si presentano difficili per l’alto costo di 40 milioni di euro e così anche quelle per Lazzari della Spal, infine, dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta, si parla del ritorno di Fabio Quagliarella.

Sarebbe bello rivedere questo signor giocatore chiudere la sua carriera a Napoli.

Il contratto dell’attaccante scadrà nel 2020, ma bisognerebbe capire il presidente della Sampdoria quanto valuterà Quagliarella, anche se, al momento, non è stata aperta nessuna trattativa.

Per Giuntoli, direttore sportivo, sarà un mercato molto difficile e impegnativo perché, oltre alle eventuali cessioni: Chiriches, Diawara, Mario Rui e Verdi, ci saranno anche da sistemare i tanti ritorni di calciatori, che nelle precedenti stagioni, sono stati ceduti in prestito come: Roberto Insigne, Inglese, Rog, Tonelli, Grassi, Tutino, Ciciretti, solo per citare i più noti.

Ma non solo il mercato calcistico è in fibrillazione, si prevede anche una rivoluzione sulle maggiori panchine della serie A.

Il valzer delle panchine, per la stagione 2019- 2020, ha visto protagoniste:  Inter, Roma, Milan, Juve e, di riflesso, anche la Lazio.

INTER - L’ad dell’area sportiva dell’Inter, Beppe Marotta, ha già scelto Antonio Conte come prossimo allenatore al posto di Luciano Spalletti.

Secondo varie indiscrezioni Conte percepirebbe la cifra di 10 milioni di euro l’anno per  quattro anni.

ROMA – dopo aver detto addio al capitano Daniele De Rossi, la  Roma si prepara all’ennesimo cambio tecnico.

Una volta esonerato Eusebio Di Francesco e ingaggiato per tre mesi Claudio Ranieri, la società giallorossa è in cerca del nuovo allenatore.

Il nome in lizza è quello di Roberto De Zerbi, allenatore del Sassuolo.

MILAN – la società non riesce a dimenticare la famiglia Inzaghi e, dopo Pippo, si appresta ad accogliere Simone.

Secondo indiscrezioni, l’attuale allenatore della Lazio sarebbe pronto a sostituire Gennaro Gattuso, che non è riuscito a riportare il Milan in Champions League.

JUVENTUS – dopo aver esonerato Allegri, la Juve pensa a Sarri che, a sua volta, aspetta che l’agente Ramadani trovi l’accordo col Chelsea per liberarsi e approdare così alla Juve.

Il tecnico ha già l’intesa per un triennale da 7 milioni di euro con ulteriori bonus Champions e Scudetto, ma l’accordo diventerà ufficiale dopo la rescissione col Chelsea.

Intanto circolano le voci: Sarri alla Juve, Sarri via dalla Juve. È pazzesco che si chieda l’allontanamento di un allenatore, che non ha ancora firmato.

Comunque si prevede una vita difficile per Sarri alla Juve. I tifosi iuventini non hanno mai digerito l’allenatore Sarri ex Napoli.

(Giugno 2019)

Giro d’Italia e Universiadi - Buone prospettive per lo sport

 

di Luigi Rezzuti

 

Il Giro d’Italia 2019


Il Giro d’Italia 2019 ha 21 tappe, delle quali 3 a cronometro. Il percorso si svilupperà su oltre 3500 Km. Nessuna tappa al Sud. Forse gli organizzatori hanno dimenticato che, nel lontano 17 marzo del 1861, Vittorio Emanuele II di Savoia, Camillo Benso, conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini furono gli artefici dell’unità d’Italia.

Il Giro d’Italia, infatti, è partito da Bologna, l’11 maggio, e si concluderà in Veneto, il 2 giugno.

Le uniche tappe al Sud sono quelle di Terracina, Cassino e San Giovanni Rotondo. Questa edizione numero 102 prevede, come si è detto,  21 tappe, che devono coprire i “girini”, con 2 giorni di riposo e 3 tappe a cronometro.

E proprio con una tappa a cronometro si è cominciato il mezzo … giro d’Italia: da Bologna al Santuario di San Luca. che sovrasta il capoluogo emiliano. Seguono le classiche tappe di riscaldamento di medio-bassa difficoltà, che dovrebbero far gola ai velocisti.

Le prime salite veramente selettive si incontrano intorno alla 12a tappa, quando la carovana arriva in Piemonte.

Dopo la seconda sosta iniziano i tapponi dolomitici. Alla 17a tappa è previsto l’arrivo ad Anterselva, una frazione con 5000 metri di dislivello e, infine, la spettacolare chiusura, con la tappa a cronometro di Verona.

Nello specifico, sono 6  le tappe di bassa difficoltà, 7 quelle di media, 5 di alta difficoltà e 3 a cronometro.

Complessivamente il percorso misura circa 3.500 km. Le tappe più impegnative sono: Bologna-Fucecchio 200 km., Vinci-Orbetello 219 km, Orbetello-Frascati 228 km.,  Cassino-San Giovanni Rotondo 233 km. Tortoreto lido-Pesaro 235 km., Carpi-Novi Ligure 206 km., Ivrea-Como 237 km., Lovere-Ponte di Legno 226 km.,  Valdaora-Santa Maria di Sala 220 km.

Favoriti per la vittoria finale, oltre al nostro Vincenzo Nibali,  sembrano essere Tom Dumoulin e  Primoz Roglie, solo per citarne qualcuno.

 

XXX  Universiade 2019


Il 14 giugno 2012 il minstro dello sport del Brasile e il presidente della Confederacao Brasilera do Desporto Universitario annunciarono che, dopo l’esclusione di Brasilia, dalla XXIX Universiade avrebbero candidato nuovamente la capitale brasiliana per l’edizione 2019.

Per problemi finanziari il 23 novembre 2014 la capitale brasiliana ha rinunciato all’organizzazione dell’evento, costringendo la federazione universitaria alla scelta di una nuova sede.

Nel gennaio 20016 l’unica città che si è candidata ad ospitare la XXX Universiade è stata Napoli.

Nel mese di febbraio gli ispettori della FISU hanno visitato la città partenopea per tre giorni al fine di visionare la qualità degli impianti sportivi, l’efficienza delle infrastrutture e della rete di trasporto pubblico e i vari progetti proposti.

Il 5 marzo del 2016 la FISU, riunitasi a Bruxelles, ha assegnato ufficialmente a Napoli l’organizzazione dell’evento, che si disputerà dal 3 al 14 luglio.

La manifestazione prevede lo svolgimento di ben 18 sport, la partecipazione di circa 8.000 atleti, provenienti da 170 Paesi, l’assegnazione addirittura di 234 titoli .

Dall’atletica al nuoto, passando per la ginnastica e la scherma, ma anche con sport di squadra, come calcio, pallavolo, basket, pallanuoto, avremo certamente giornate avvincenti e appassionanti che porteranno grandi vantaggi a Napoli e alla Campania in generale, visto che saranno coinvolte anche altre città.

La designazione di Napoli, quale sede della Universiade 2019 rappresenta non solo un successo, ma anche una straordinaria opportunità per la città e per la Campania per promuovere in tutto il mondo i nostri valori e le nosre ricchezze e  per lanciare un’immagine di Napoli come terra della cultura e dello sport.

Napoli è la terza città italiana per dimensioni demografiche ed è conosciuta nel mondo per la sua storia e per le ricchezze culturali, storiche e naturalistiche del territorio che la circonda.

Napoli e la Campania vantano, inoltre, una grande tradizione sportiva, che ha dato vita, negli anni, a molte eccellenze in numerose discipline.

(Maggio 2019)

ULTIMISSIME NOTIZIE SUL CALCIO NAPOLI

 

di Luigi Rezzuti

 

Quando l’allenatore Sarri lasciò il Calcio Napoli, per andare ad allenare il Chelsea, il presidente Aurelio De Laurentiis corse subito a rimpiazzarlo con il “Top” degli allenatori, in quel momento libero da impegni.

Ingaggiò, Carlo Ancelotti, un allenatore di grande esperienza per aver vinto, in giro per il mondo, campionati, Champions League e Europa League.

Il tifoso pensò che, con la venuta di un allenatore come Ancelotti, il presidente avrebbe allestito una grande squadra ed invece gli accordi fra i due furono soltanto quelli di confermare il secondo posto in campionato e la partecipazione alla Champions League, nonché valorizzare tutti quei calciatori, che con Sarri avevano giocato poco, per poi, a fine stagione 2019, trarre le conclusioni e stilare un elenco per decidere quali lasciare in organico e quali mettere sul mercato.

Una volta fatto l’elenco dei calciatori da cedere, Ancelotti ne avrebbe fatto un altro di calciatori da acquistare.

Ma quali giocatori poteva chiedere un allenatore  che aveva avuto sempre “Top” di calciatori? E De Laurentiis l’avrebbe accontentato?.

Giocatori “Top”? Certo che servono per poter lottare per lo scudetto, ma la società non può acquistare un Ronaldo e nemmeno un Cancelo, un Emmre Can etc.

Giuntoli potrà comprare, nel prossimo mercato estivo, solo giovani calciatori che, poi, Ancelotti dovrà valorizzare e confermare ancora per il secondo posto e per la partecipazione alla Champions League, ma il mercato sarà sempre con i tifosi insoddisfatti.

Intanto sui giornali specializzati, sui giornali sportivi, già circolano nomi come Isco (centrocampista del Real Madrid, valutazione 60 mil. di euro), Casemiro (centrocampista del Real Madrid, valutazione 70 mil. di euro). Veretout ( centrocampista della Fiorentina, valutazione 25 mil. di euro), Lazzari (centrocampista della Spal, valutazione 15 mil. di euro), Lozano (ala del Psv, valutazione 18 mil.), Ake (difensore del Bournemouth, valutazione 30 mil. di euro.).

Ci chiediamo: De Laurentiis dove li troverà tutti questi milioni di euro? E anche se Giuntoli riuscisse a vendere: Verdi, valutato 25mil, Ounas, 20 mil., Chiriches, 5 mil, Mertens, 20 mil,  Mario Rui, 15 mil, Hysai, 20 mil e Younes, 5 mil, il gruzzoletto raggiungerebbe al massimo 120 milioni che, sommati ai 50 milioni della Champions League, non permetterebbero di acquistare dei “Top” giocatori.

Credo che, per molto tempo ancora, la Juventus sarà prima e il Napoli secondo in campionato.

Per vincere, il Napoli, deve augurarsi ogni volta che perda la Juventus, la quale, invece, in ogni sessione di mercato si rinforza sempre più, a suon di centinaia di milioni di euro.

Loro se li possono permettere.

(Aprile 2019)

Europa League 2019

 

di Luigi Rezzuti

 


Ogni speranza di vincere lo scudetto, stagione 2018 – 2019, è ormai perduta e questo non perché la vittoria non fosse possibile o la squadra del Napoli non ne fosse capace, ma per la solita “manfrina” nell’aiutare a tutti i costi la Juventus.

È da diverse stagioni che la squadra, prima con Mazzarri, poi con Sarri e infine con Ancelotti, conquista il secondo posto in campionato, distanziando tutte le altre e partecipando di diritto alla Champions League.

Quest’anno, ancora una volta, il sorteggio della Champions League è stato infausto per il Napoli.

Poi, subito dopo essere stati eliminati, c’è stata la sfortunata partita di Coppa Italia, perduta dal Napoli.        

Oggi l’unico obiettivo, per il Calcio Napoli, è la conquista dell’Europa League 2019, altrimenti sarebbe ancora una volta, salvo il secondo posto in campionato, un fallimento.

La 48° edizione dell’Europa League si concluderà il 29 maggio con la finale allo stadio Olimpico di Baku in Azerbaijan.

Alla competizione partecipano 32 squadre, ad eliminazione diretta.

Superato il primo turno di Europa League con gli incontri di andata e ritorno con lo Zurigo per 1 a 3 e per 2 a 0, il Napoli è passato agli ottavi di finale.

Certo dall’urna  poteva venire  fuori una squadra più abbordabile. Invece è venuto fuori il Salisburgo, squadra ostica e veloce, che il Napoli  ha incontrato, sempre in due incontri, prima in casa al San Paolo, con il risultato di 3 a 0, e poi in  trasferta, col risultato di 3 a 1.

Il Napoli ha ufficialmente staccato il pass per i quarti di finale di Europa League 2018-2019,  una volta eliminato il Salisburgo.

Poi, dal sorteggio, avvenuto il 15 marzo presso la sede Uefa di Nylon, gli azzurri hanno pescato l’Arsenal, altra squadra ostica, ma più si va avanti in Europa League e più le sfide diventano difficili.

La  gara di andata dei quarti di finale del Napoli si giocherà giovedì 11 aprile, mentre quella di ritorno, una settimana dopo, quindi giovedì 18 aprile. Successivamente, il 19 aprile, il sorteggio per la semifinale.

Il 2 maggio: andata semifinali; il 9 maggio: ritorno semifinali e il 29 maggio: la finalissima.

Delle avversarie del Napoli, in questa competizione, le più temibili sono il Celtic, il Galatasaray, l’Olimpiacos il Fenerbahce e il Chelsea degli ex Sarri, Jorginho e Higuain, mentre le altre dovrebbero essere, sulla carta, più abbordabili.

(Marzo 2019)

HAMSIK LASCIA NAPOLI PER LA CINA

 

di Luigi Rezzuti

 


Il mercato invernale italiano di calcio si era chiuso il 31 gennaio e l’unico movimento per il Calcio Napoli era stato il prestito  del giocatore Rog al Siviglia.

Per nuovi arrivi e partenze, il tifoso napoletano dovrà attendere il mese di luglio 2019, ma, a ciel sereno, è venuta fuori la trattativa del Dalian Yifang, squadra cinese, che, in un primo momento, aveva trovato l’accordo col Napoli per l’acquisto del calciatore Marek Hamsik.

Poi, per motivi economici, la trattativa si era arenata per concludersi successivamente.

Ora è fatta per Marek Hamsik al Dalian Yifang. La squadra cinese, infatti, ha trovato l’accordo con il Napoli per l’acquisto del centrocampista slovacco, che ha firmato un contratto triennale da nove milioni di euro, più uno di bonus, per un totale di dieci milioni a stagione.

La squadra azzurra chiedeva 20 milioni di euro per la cessione del suo capitano ma il club cinese è riuscito a trovare un accordo sulla base di 5 milioni di euro subito e altri 15 entro l’anno prossimo.

Mano sul cuore, Hamsik, lasciava il campo dopo l’ultima partita giocata con la maglia azzurra, con i compagni in panchina, in piedi, ad applaudirlo.

Mertens lo indicava, come avvenne con Reina, nel giro di campo consueto sotto la curva B.

In sala stampa le voci si rincorrevano, Ancelotti a Sky dichiarava: “Hamsik in Cina? C’è la volontà di accontentarlo. A fronte di questa offerta, ad Hamsik non possiamo dire di no, per quello che ha dato al club”.

Ricordo quando arrivò a Castel Volturno. Poche parole, Era accompagnato dai genitori e dalla sorella maggiore.

Qualche ora dopo, erano seduti al ristorante dell’albergo, come una famiglia normalissima.

Hamsik è rimasto così: l’amore per la famiglia, per la moglie e i figli, per gli amici del Villaggio Coppola, la sua seconda casa.

Mai una polemica, mai un sussulto. Un crescendo costante, con la sua cresta, a suon di gol e record, perfino oltre Maradona.

Ha fatto innamorare migliaia di tifosi. Aveva giurato eterno amore a Napoli e al Calcio Napoli, dicendo di voler chiudere la sua carriera con la maglia del Napoli, poi, come Lavezzi, Cavani ed Higuain, di fronte ad offerte faraoniche, la tentazione, prima,  e la decisione, poi, di lasciare Napoli ed il Napoli per la Cina sono state più forti e hanno avuto la meglio su di lui.

Ed ora chi glielo spiega ai bambini, che imitano la sua cresta, che il 17 oggi porta fortuna, stravolgendo perfino il senso numerologico della cabala partenopea?.

Anche il calcio è business, si sa, ed è ormai evidente che in questo mondo non c’è più spazio per i sentimenti.

La verità è che uno come Hamsik non vorresti mai vederlo andar via, Non riesci ad immaginarlo se non con la maglia azzurra, stampata sul petto, da calciatore prima e da dirigente poi.

Adesso dobbiamo augurarci che i futuri beniamini abbiano più sete di vittorie che di soldi, per essere più forti dei milioni, della Juventus, del VAR e degli arbitri.

Solo così si può ambire al successo. Soltanto così Napoli può ritornare campione.

(Febbraio 2019)

CORI RAZZISTI IN TUTTI GLI STADI

 

di Luigi Rezzuti 

 

E’ da quando Aurelio De Laurentiis, acquistò il titolo del fallimento del calcio Napoli, che in tutti gli stadi di Serie C, poi della B e infine della Serie A ci sono stati cori razzisti come: “Vesuvio lavali col fuoco”, e non solo,  prima contro Napoli, poi contro il popolo napoletano e contro qualche giocatore di colore, specialmente sui campi di Juve, Verona, Atlanta, Lazio, Roma e Inter.

Le frasi, inqualificabili, razziste, discriminatorie  e l’ululato contro il calciatore senegalese, Kolidou Kulibaly,  durante l’incontro di calcio Inter – Napoli hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, superando ogni logica ed ogni accettabile decenza.

La partita Inter – Napoli doveva essere momentaneamente sospesa.

Per una volta sarebbe stato un esempio, ma evidentemente alla classe arbitrale manca il coraggio, nonostante Paolo Silvio Mazzoleni sia all’ultimo anno di lavoro. Egli, che avrebbe dovuto interrompere la partita, invece, alla prima occasione, ammoniva il calciatore Kulibaly  e poi lo espelleva insieme ad Insigne, che protestava contro la mancata applicazione delle regole. E le regole ci sono, ma  sono state ignorate dall’arbitro Mazzoleni e l’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, ne aveva chiesto per ben tre volte l’applicazione.

A fine partita si è alzato un gran polverone. Infatti, Ancelotti intervistato in televisione, ha detto: “Se l’arbitro, durante i cori razzisti non sospende la partita, la prossima volta ci fermeremo noi”.

Subito dopo è toccato a Kulibaly che ha dichiarato: “Sono orgoglioso del colore della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”.

I massimi vertici federali, almeno a parole, sembrerebbero essere allineati sulla politica della famosa “tolleranza zero”.

A tal proposito il presidente della Fgc, Gabriele Gravina, aveva detto che ci sarebbe stata l’esatta applicazione di quanto prevedono le norme che sono chiare. “ In caso di cori razzisti c’è il primo annuncio, nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo, se si continua, si va nello spogliatoio e poi si annuncia la sospensione.”

Marcello Nicchi, numero uno dell’Aia ha dichiarato: “La norma c’è ed è chiara, bisogna applicarla”.

Nella serata, dopo la partita Inter – Napoli, durante la trasmissione televisiva su “Sky Sport 24” si è parlato della partita, dei cori razzisti e del comportamento dell’arbitro Mazzoleni.

“Fermatevi e sedetevi in mezzo al campo – è stato detto dall’allenatore Fabio Capello – è necessario che i calciatori diano un segnale forte e questa protesta non comporterebbe nessuna sanzione”.

Anche il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris,  ha commentato i cori razzisti: “Nei confronti di Napoli c’è odio, forse “Vanno in freva” che la scorsa stagione abbiamo vinto lo scudetto dell’onestà e del bel gioco”.

(Gennaio 2019)

SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO

 

di Luigi Rezzuti

 

Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la Juventus.

Il Napoli si è classificato al secondo posto e subito dopo l’Inter, poi tutte le altre.

Purtroppo si è concluso tra polemiche e cori razzisti, agguato ai tifosi azzurri con quattro  feriti gravi e un morto.

Dopo i diversi precedenti incontri, diretti dall’arbitro Mazzoleni, Aurelio De Laurentiis come ha saputo della designazione per la gara Inter – Napoli ha dichiarato: “Mazzoleni mi preoccupa, con noi è stato sempre cattivo e imparziale. Mi raccomando, comportatevi bene”.

Purtroppo De Laurentiis aveva ragione- Come era possibile designare per un incontro di vertice un arbitro molto discusso per le sue decisioni antinapoli?

Il più eclatante episodio fu quello relativo alla finale di Supercoppa del 2012, Juve – Napoli, una sfida persa dagli azzurri per 4 a 2 tra infinite polemiche: tanti furono gli episodi dubbi, dal rigore concesso alla Juve, alle espulsioni di due calciatori del Napoli fino all’allenatore Mazzarri, allontanato per le  proteste.

La squadra, infuriata per il pessimo arbitraggio sfavorevole, disertò la premiazione.

Ancora contestazioni, in occasione dell’incontro perso contro l’Empoli (fallo di rigore ed espulsione di un giocatore del Napoli, per un fallo commesso fuori area).

E ancora in un match contro il Cagliari e in un Napoli-Brescia del 2011, con una rete regolarissima, non convalidata a Cavani, e un rigore non concesso ad un giocatore del Napoli.

Ma l’elenco non finisce qui, altre gare contestate in un  Parma-Lazio nel 2011 e 2012 e soprattutto nella partita Fiorentina-Napoli, dove gli azzurri persero la possibilità di vincere lo scudetto, grazie all’arbitro Mazzoleni.

Dopo questo lungo elenco di dubbi sull’arbitraggio di Mazzoleni, questi viene designato per arbitrare Inter – Napoli, una partita ad alta tensione.

E Mazzoleni non si smentisce nell’essere un arbitro antinapoli.

Per tutta la durata del primo e del secondo tempo, Koulibaly viene bersagliato da insulti e non solo. Si levano cori razzisti come: “Lavatevi con il fuoco”,  “Colera”, “Vesuvio pensaci tu” e quant’altro.

Da parte del Napoli viene chiesto, per ben tre volte, sia per gli insulti a Koulibaly che per i cori razzisti, di sospendere la partita, ma Mazzoleni fa orecchie da mercante.

Ecco quanto dichiarato dall’ex arbitro Bergonzi: “L’arbitro deve sospendere la gara quando ci sono cori e striscioni razzisti, deve fermare il gioco. Poi, tramite il quarto uomo, fa le comunicazioni e, in caso di ulteriori cori, il gioco deve essere sospeso in maniera temporanea. Quando si ritorna a giocare ed i cori ricominciano, d’intesa con il questore o vice questore, si decide di sospendere la partita in via definitiva. L’arbitro ha la facoltà di sospendere la partita”.

Mazzoleni, invece, faceva proseguire la gara perché, forse, attendeva che il nervosismo dei partenopei sfociasse in qualche fallo di gioco e, ingenuamente sia Koulibaly che Insigne ci cascavano e venivano subito espulsi e penalizzati per due gare.

Il cartellino rosso è sempre stato per Mazzoleni molto facile quando arbitra in una partita in cui gioca il Napoli.

A fine partita, Koulibaly ha dichiarato: “Mi dispiace per la sconfitta e soprattutto di aver lasciato i miei fratelli! Però sono orgoglioso della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo” .

A schierarsi con il difensore azzurro anche Cristiano Ronaldo: “Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione” .

In diretta su Radio CRC è intervenuto l’avvocato Angelo Pisani: “Il mio esposto alla Procura di Milano? Koulibaly in quel momento rappresentava una città intera. Non è solo un razzismo nei confronti di una persona, ma contro una città e va punito con pene più severe. Io ritengo che chi ha omesso di intervenire debba essere perseguito per le proprie responsabilità. Adesso lasciamo alla magistratura di valutare quali sono non solo i responsabili di queste violazioni, ma anche quanti, con le loro omissioni le hanno permesse. Annullamento della gara? Se quella gara andava sospesa, così come previsto dal regolamento, e ciò non è avvenuto, questo vuol dire che la gara, proseguendo, è stata falsata in quanto svoltasi in un clima  pericoloso per i giocatori. Ritengo che quella gara vada annullata e ripetuta. Se fossi stato un responsabile FIGC l’avrei annullata a tavolino. Il problema è l’esempio che bisogna dare nel mondo del calcio, altrimenti non si risolve nulla. Se non si dà  una punizione esemplare, nulla cambierà mai”.

Anche il Premier Giuseppe Conti,intervenendo sui cori razzisti a San Siro, ha detto: “Sono molto costernato nel rilevare che non è la prima volta che una manifestazione sportiva è occasione di cori razzisti”.

Forse tutto questo era poca cosa, non bastava. Dopo l’agguato ai tifosi del Napoli del 3 maggio del 2014, prima della finale della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli,  disputata a Roma, dove ci furono diversi tifosi feriti e uno ucciso, Ciro Esposito, tifoso napoletano di 31 anni, oggi un altro vile agguato prima di Inter-Napoli.

L’inferno, secondo testimonianze, si è scatenato intorno alle ore 19, a circa due chilometri dallo stadio San Siro, proprio mentre transitavano alcuni pulmini di supporter azzurri.

Tifosi interisti, circa un centinaio, tutti incappucciati e con il volto coperto, armati di spranghe, catene e coltelli, hanno aggredito i tifosi azzurri.

Gli interisti sapevano perfettamente dove e quando intervenire. Forse erano stati addirittura avvisati, da complici, del passaggio della carovana azzurra.

Quando i pulmini sono stati accerchiati, i tifosi azzurri, terrorizzati, sono usciti per difendersi, ma sono stati violentemente massacrati di botte.

Purtroppo un tifoso interista è stato travolto da un SUV, che cercava di scappare dalla guerriglia ed è morto mentre quattro tifosi napoletani sono stati feriti gravemente.

Adesso non si può più far finta di niente. Non ci possono più essere tolleranze né contro il razzismo né contro le discriminazioni.

Dirlo però non basta, è ora di  agire. In questi casi bisogna fermarsi sul campo, finché quelli non smettono e, se poi riprendono, fermarsi ancora, senza paura.

Questo è quasi un appello ai calciatori: loro lo possono fare, soltanto loro, visto che le autorità calcistiche non sono in grado o non vogliono intervenire.

(Gennaio 2019)

SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO

 

di Luigi Rezzuti

 

Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la Juventus.

Il Napoli si è classificato al secondo posto e subito dopo l’Inter, poi tutte le altre.

Purtroppo si è concluso tra polemiche e cori razzisti, agguato ai tifosi azzurri con quattro  feriti gravi e un morto.

Dopo i diversi precedenti incontri, diretti dall’arbitro Mazzoleni, Aurelio De Laurentiis come ha saputo della designazione per la gara Inter – Napoli ha dichiarato: “Mazzoleni mi preoccupa, con noi è stato sempre cattivo e imparziale. Mi raccomando, comportatevi bene”.

Purtroppo De Laurentiis aveva ragione- Come era possibile designare per un incontro di vertice un arbitro molto discusso per le sue decisioni antinapoli?

Il più eclatante episodio fu quello relativo alla finale di Supercoppa del 2012, Juve – Napoli, una sfida persa dagli azzurri per 4 a 2 tra infinite polemiche: tanti furono gli episodi dubbi, dal rigore concesso alla Juve, alle espulsioni di due calciatori del Napoli fino all’allenatore Mazzarri, allontanato per le  proteste.

La squadra, infuriata per il pessimo arbitraggio sfavorevole, disertò la premiazione.

Ancora contestazioni, in occasione dell’incontro perso contro l’Empoli (fallo di rigore ed espulsione di un giocatore del Napoli, per un fallo commesso fuori area).

E ancora in un match contro il Cagliari e in un Napoli-Brescia del 2011, con una rete regolarissima, non convalidata a Cavani, e un rigore non concesso ad un giocatore del Napoli.

Ma l’elenco non finisce qui, altre gare contestate in un  Parma-Lazio nel 2011 e 2012 e soprattutto nella partita Fiorentina-Napoli, dove gli azzurri persero la possibilità di vincere lo scudetto, grazie all’arbitro Mazzoleni.

Dopo questo lungo elenco di dubbi sull’arbitraggio di Mazzoleni, questi viene designato per arbitrare Inter – Napoli, una partita ad alta tensione.

E Mazzoleni non si smentisce nell’essere un arbitro antinapoli.

Per tutta la durata del primo e del secondo tempo, Koulibaly viene bersagliato da insulti e non solo. Si levano cori razzisti come: “Lavatevi con il fuoco”,  “Colera”, “Vesuvio pensaci tu” e quant’altro.

Da parte del Napoli viene chiesto, per ben tre volte, sia per gli insulti a Koulibaly che per i cori razzisti, di sospendere la partita, ma Mazzoleni fa orecchie da mercante.

Ecco quanto dichiarato dall’ex arbitro Bergonzi: “L’arbitro deve sospendere la gara quando ci sono cori e striscioni razzisti, deve fermare il gioco. Poi, tramite il quarto uomo, fa le comunicazioni e, in caso di ulteriori cori, il gioco deve essere sospeso in maniera temporanea. Quando si ritorna a giocare ed i cori ricominciano, d’intesa con il questore o vice questore, si decide di sospendere la partita in via definitiva. L’arbitro ha la facoltà di sospendere la partita”.

Mazzoleni, invece, faceva proseguire la gara perché, forse, attendeva che il nervosismo dei partenopei sfociasse in qualche fallo di gioco e, ingenuamente sia Koulibaly che Insigne ci cascavano e venivano subito espulsi e penalizzati per due gare.

Il cartellino rosso è sempre stato per Mazzoleni molto facile quando arbitra in una partita in cui gioca il Napoli.

A fine partita, Koulibaly ha dichiarato: “Mi dispiace per la sconfitta e soprattutto di aver lasciato i miei fratelli! Però sono orgoglioso della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo” .

A schierarsi con il difensore azzurro anche Cristiano Ronaldo: “Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione” .

In diretta su Radio CRC è intervenuto l’avvocato Angelo Pisani: “Il mio esposto alla Procura di Milano? Koulibaly in quel momento rappresentava una città intera. Non è solo un razzismo nei confronti di una persona, ma contro una città e va punito con pene più severe. Io ritengo che chi ha omesso di intervenire debba essere perseguito per le proprie responsabilità. Adesso lasciamo alla magistratura di valutare quali sono non solo i responsabili di queste violazioni, ma anche quanti, con le loro omissioni le hanno permesse. Annullamento della gara? Se quella gara andava sospesa, così come previsto dal regolamento, e ciò non è avvenuto, questo vuol dire che la gara, proseguendo, è stata falsata in quanto svoltasi in un clima  pericoloso per i giocatori. Ritengo che quella gara vada annullata e ripetuta. Se fossi stato un responsabile FIGC l’avrei annullata a tavolino. Il problema è l’esempio che bisogna dare nel mondo del calcio, altrimenti non si risolve nulla. Se non si dà  una punizione esemplare, nulla cambierà mai”.

Anche il Premier Giuseppe Conti,intervenendo sui cori razzisti a San Siro, ha detto: “Sono molto costernato nel rilevare che non è la prima volta che una manifestazione sportiva è occasione di cori razzisti”.

Forse tutto questo era poca cosa, non bastava. Dopo l’agguato ai tifosi del Napoli del 3 maggio del 2014, prima della finale della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli,  disputata a Roma, dove ci furono diversi tifosi feriti e uno ucciso, Ciro Esposito, tifoso napoletano di 31 anni, oggi un altro vile agguato prima di Inter-Napoli.

L’inferno, secondo testimonianze, si è scatenato intorno alle ore 19, a circa due chilometri dallo stadio San Siro, proprio mentre transitavano alcuni pulmini di supporter azzurri.

Tifosi interisti, circa un centinaio, tutti incappucciati e con il volto coperto, armati di spranghe, catene e coltelli, hanno aggredito i tifosi azzurri.

Gli interisti sapevano perfettamente dove e quando intervenire. Forse erano stati addirittura avvisati, da complici, del passaggio della carovana azzurra.

Quando i pulmini sono stati accerchiati, i tifosi azzurri, terrorizzati, sono usciti per difendersi, ma sono stati violentemente massacrati di botte.

Purtroppo un tifoso interista è stato travolto da un SUV, che cercava di scappare dalla guerriglia ed è morto mentre quattro tifosi napoletani sono stati feriti gravemente.

Adesso non si può più far finta di niente. Non ci possono più essere tolleranze né contro il razzismo né contro le discriminazioni.

Dirlo però non basta, è ora di  agire. In questi casi bisogna fermarsi sul campo, finché quelli non smettono e, se poi riprendono, fermarsi ancora, senza paura.

Questo è quasi un appello ai calciatori: loro lo possono fare, soltanto loro, visto che le autorità calcistiche non sono in grado o non vogliono intervenire.

(Gennaio 2019)

Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine

 

di Gabriella Pagnotta

 

Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo investito perde la vita, risse e lesioni, tifosi accoltellati, pulmini assaliti, spranghe di ferro e bastoni, passamontagna, asce, fumogeni, attacchi organizzati, azioni squadriste…

Ma si può morire ancora per una partita di calcio? Si può creare un clima da guerra civile per spaventare e punire dei tifosi, che hanno l’unica colpa di essere avversari? Questo è quanto è accaduto ieri a Milano ancor prima del fischio d’inizio della partita.

All’ora prestabilita le squadre scendono in campo- Ad accogliere i partenopei insulti, offese, ingiurie. L’aria carica di voci becere è attraversata da ciò che in molti definiscono “goliardate che fanno parte del gioco”; Koulibaly, calciatore rispettoso, esempio di correttezza ed “orgoglioso del colore della sua pelle” è l’oggetto dei cori razzisti. Già, il razzismo sembra che in Italia faccia sempre meno scalpore, ci si sta abituando alle discriminazioni e al disprezzo verso la differenza; e le partite di calcio sono ciò che siamo diventati: l’esternazione di un’anima intollerante, che trova sfogo sugli spalti e che da lontano dirige i suoi insulti violenti. Le parole sprezzanti hanno il sopravvento, il calciatore ammonito applaude come a voler ironicamente complimentarsi con coloro che hanno condizionato il corso della gara con le parole ignobili e indegne. “Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze”.

Tanto tra poche ore quanto è accaduto sarà, come sempre, velocemente dimenticato e aspetteremo, inermi, l’imminente nuovo episodio, che terrà per qualche ora nuovamente impegnati i media.

Che amarezza e quanta tristezza!...

(Dicembre 2018)

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