NEWS

FIORI DEL MIO CAMPO  
continua...
Miti napoletani di oggi.60 ELENA FERRANTE   di Sergio Zazzera   Ora dico una banalità. La storia e il mito sono entrambi prodotti dell’uomo: la...
continua...
Il Leicester vince il campionato di calcio inglese   di Luigi Rezzuti   In un campionato di calcio pulito, come quello inglese, può vincere anche una...
continua...
5 maggio SPECIALE al "Tempo del vino e delle rose" di Napoli   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli, Info 081...
continua...
L’IMBUSTATO   di Luigi Rezzuti   Fin da ragazzo Ernesto aveva sempre sofferto con dolori alla schiena e tutti gli dicevano che ciò era dovuto ad un...
continua...
Andiamo aTeatro a cura di Marisa Pumpo Pica   AL TEATRO DIANA “STORIE DI CLAUDIA”   Da mercoledì 24 febbraio fino al 6 marzo, Claudia Gerini in:...
continua...
Festival di Sanremo 2019 Quattro passi fra le nuvole   di Marisa Pumpo Pica   E di nuvole se ne sono addensate parecchie sul cielo di Sanremo....
continua...
PASQUA 2017   di Luigi Rezzuti   La Santa Pasqua, che celebra la resurrezione di Gesù, nel terzo giorno dopo la crocifissione, è considerata la più...
continua...
LA JUVE VINCE LO SCUDETTO IL NAPOLI VINCE LO SCUDETTO DELL’ONESTA’   di Luigi Rezzuti   Pensavamo che calciopoli fosse davvero finita, invece sotto...
continua...
IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
continua...

ULTIMISSIME NOTIZIE SUL CALCIO NAPOLI

 

di Luigi Rezzuti

 

Quando l’allenatore Sarri lasciò il Calcio Napoli, per andare ad allenare il Chelsea, il presidente Aurelio De Laurentiis corse subito a rimpiazzarlo con il “Top” degli allenatori, in quel momento libero da impegni.

Ingaggiò, Carlo Ancelotti, un allenatore di grande esperienza per aver vinto, in giro per il mondo, campionati, Champions League e Europa League.

Il tifoso pensò che, con la venuta di un allenatore come Ancelotti, il presidente avrebbe allestito una grande squadra ed invece gli accordi fra i due furono soltanto quelli di confermare il secondo posto in campionato e la partecipazione alla Champions League, nonché valorizzare tutti quei calciatori, che con Sarri avevano giocato poco, per poi, a fine stagione 2019, trarre le conclusioni e stilare un elenco per decidere quali lasciare in organico e quali mettere sul mercato.

Una volta fatto l’elenco dei calciatori da cedere, Ancelotti ne avrebbe fatto un altro di calciatori da acquistare.

Ma quali giocatori poteva chiedere un allenatore  che aveva avuto sempre “Top” di calciatori? E De Laurentiis l’avrebbe accontentato?.

Giocatori “Top”? Certo che servono per poter lottare per lo scudetto, ma la società non può acquistare un Ronaldo e nemmeno un Cancelo, un Emmre Can etc.

Giuntoli potrà comprare, nel prossimo mercato estivo, solo giovani calciatori che, poi, Ancelotti dovrà valorizzare e confermare ancora per il secondo posto e per la partecipazione alla Champions League, ma il mercato sarà sempre con i tifosi insoddisfatti.

Intanto sui giornali specializzati, sui giornali sportivi, già circolano nomi come Isco (centrocampista del Real Madrid, valutazione 60 mil. di euro), Casemiro (centrocampista del Real Madrid, valutazione 70 mil. di euro). Veretout ( centrocampista della Fiorentina, valutazione 25 mil. di euro), Lazzari (centrocampista della Spal, valutazione 15 mil. di euro), Lozano (ala del Psv, valutazione 18 mil.), Ake (difensore del Bournemouth, valutazione 30 mil. di euro.).

Ci chiediamo: De Laurentiis dove li troverà tutti questi milioni di euro? E anche se Giuntoli riuscisse a vendere: Verdi, valutato 25mil, Ounas, 20 mil., Chiriches, 5 mil, Mertens, 20 mil,  Mario Rui, 15 mil, Hysai, 20 mil e Younes, 5 mil, il gruzzoletto raggiungerebbe al massimo 120 milioni che, sommati ai 50 milioni della Champions League, non permetterebbero di acquistare dei “Top” giocatori.

Credo che, per molto tempo ancora, la Juventus sarà prima e il Napoli secondo in campionato.

Per vincere, il Napoli, deve augurarsi ogni volta che perda la Juventus, la quale, invece, in ogni sessione di mercato si rinforza sempre più, a suon di centinaia di milioni di euro.

Loro se li possono permettere.

(Aprile 2019)

Europa League 2019

 

di Luigi Rezzuti

 


Ogni speranza di vincere lo scudetto, stagione 2018 – 2019, è ormai perduta e questo non perché la vittoria non fosse possibile o la squadra del Napoli non ne fosse capace, ma per la solita “manfrina” nell’aiutare a tutti i costi la Juventus.

È da diverse stagioni che la squadra, prima con Mazzarri, poi con Sarri e infine con Ancelotti, conquista il secondo posto in campionato, distanziando tutte le altre e partecipando di diritto alla Champions League.

Quest’anno, ancora una volta, il sorteggio della Champions League è stato infausto per il Napoli.

Poi, subito dopo essere stati eliminati, c’è stata la sfortunata partita di Coppa Italia, perduta dal Napoli.        

Oggi l’unico obiettivo, per il Calcio Napoli, è la conquista dell’Europa League 2019, altrimenti sarebbe ancora una volta, salvo il secondo posto in campionato, un fallimento.

La 48° edizione dell’Europa League si concluderà il 29 maggio con la finale allo stadio Olimpico di Baku in Azerbaijan.

Alla competizione partecipano 32 squadre, ad eliminazione diretta.

Superato il primo turno di Europa League con gli incontri di andata e ritorno con lo Zurigo per 1 a 3 e per 2 a 0, il Napoli è passato agli ottavi di finale.

Certo dall’urna  poteva venire  fuori una squadra più abbordabile. Invece è venuto fuori il Salisburgo, squadra ostica e veloce, che il Napoli  ha incontrato, sempre in due incontri, prima in casa al San Paolo, con il risultato di 3 a 0, e poi in  trasferta, col risultato di 3 a 1.

Il Napoli ha ufficialmente staccato il pass per i quarti di finale di Europa League 2018-2019,  una volta eliminato il Salisburgo.

Poi, dal sorteggio, avvenuto il 15 marzo presso la sede Uefa di Nylon, gli azzurri hanno pescato l’Arsenal, altra squadra ostica, ma più si va avanti in Europa League e più le sfide diventano difficili.

La  gara di andata dei quarti di finale del Napoli si giocherà giovedì 11 aprile, mentre quella di ritorno, una settimana dopo, quindi giovedì 18 aprile. Successivamente, il 19 aprile, il sorteggio per la semifinale.

Il 2 maggio: andata semifinali; il 9 maggio: ritorno semifinali e il 29 maggio: la finalissima.

Delle avversarie del Napoli, in questa competizione, le più temibili sono il Celtic, il Galatasaray, l’Olimpiacos il Fenerbahce e il Chelsea degli ex Sarri, Jorginho e Higuain, mentre le altre dovrebbero essere, sulla carta, più abbordabili.

(Marzo 2019)

HAMSIK LASCIA NAPOLI PER LA CINA

 

di Luigi Rezzuti

 


Il mercato invernale italiano di calcio si era chiuso il 31 gennaio e l’unico movimento per il Calcio Napoli era stato il prestito  del giocatore Rog al Siviglia.

Per nuovi arrivi e partenze, il tifoso napoletano dovrà attendere il mese di luglio 2019, ma, a ciel sereno, è venuta fuori la trattativa del Dalian Yifang, squadra cinese, che, in un primo momento, aveva trovato l’accordo col Napoli per l’acquisto del calciatore Marek Hamsik.

Poi, per motivi economici, la trattativa si era arenata per concludersi successivamente.

Ora è fatta per Marek Hamsik al Dalian Yifang. La squadra cinese, infatti, ha trovato l’accordo con il Napoli per l’acquisto del centrocampista slovacco, che ha firmato un contratto triennale da nove milioni di euro, più uno di bonus, per un totale di dieci milioni a stagione.

La squadra azzurra chiedeva 20 milioni di euro per la cessione del suo capitano ma il club cinese è riuscito a trovare un accordo sulla base di 5 milioni di euro subito e altri 15 entro l’anno prossimo.

Mano sul cuore, Hamsik, lasciava il campo dopo l’ultima partita giocata con la maglia azzurra, con i compagni in panchina, in piedi, ad applaudirlo.

Mertens lo indicava, come avvenne con Reina, nel giro di campo consueto sotto la curva B.

In sala stampa le voci si rincorrevano, Ancelotti a Sky dichiarava: “Hamsik in Cina? C’è la volontà di accontentarlo. A fronte di questa offerta, ad Hamsik non possiamo dire di no, per quello che ha dato al club”.

Ricordo quando arrivò a Castel Volturno. Poche parole, Era accompagnato dai genitori e dalla sorella maggiore.

Qualche ora dopo, erano seduti al ristorante dell’albergo, come una famiglia normalissima.

Hamsik è rimasto così: l’amore per la famiglia, per la moglie e i figli, per gli amici del Villaggio Coppola, la sua seconda casa.

Mai una polemica, mai un sussulto. Un crescendo costante, con la sua cresta, a suon di gol e record, perfino oltre Maradona.

Ha fatto innamorare migliaia di tifosi. Aveva giurato eterno amore a Napoli e al Calcio Napoli, dicendo di voler chiudere la sua carriera con la maglia del Napoli, poi, come Lavezzi, Cavani ed Higuain, di fronte ad offerte faraoniche, la tentazione, prima,  e la decisione, poi, di lasciare Napoli ed il Napoli per la Cina sono state più forti e hanno avuto la meglio su di lui.

Ed ora chi glielo spiega ai bambini, che imitano la sua cresta, che il 17 oggi porta fortuna, stravolgendo perfino il senso numerologico della cabala partenopea?.

Anche il calcio è business, si sa, ed è ormai evidente che in questo mondo non c’è più spazio per i sentimenti.

La verità è che uno come Hamsik non vorresti mai vederlo andar via, Non riesci ad immaginarlo se non con la maglia azzurra, stampata sul petto, da calciatore prima e da dirigente poi.

Adesso dobbiamo augurarci che i futuri beniamini abbiano più sete di vittorie che di soldi, per essere più forti dei milioni, della Juventus, del VAR e degli arbitri.

Solo così si può ambire al successo. Soltanto così Napoli può ritornare campione.

(Febbraio 2019)

CORI RAZZISTI IN TUTTI GLI STADI

 

di Luigi Rezzuti 

 

E’ da quando Aurelio De Laurentiis, acquistò il titolo del fallimento del calcio Napoli, che in tutti gli stadi di Serie C, poi della B e infine della Serie A ci sono stati cori razzisti come: “Vesuvio lavali col fuoco”, e non solo,  prima contro Napoli, poi contro il popolo napoletano e contro qualche giocatore di colore, specialmente sui campi di Juve, Verona, Atlanta, Lazio, Roma e Inter.

Le frasi, inqualificabili, razziste, discriminatorie  e l’ululato contro il calciatore senegalese, Kolidou Kulibaly,  durante l’incontro di calcio Inter – Napoli hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, superando ogni logica ed ogni accettabile decenza.

La partita Inter – Napoli doveva essere momentaneamente sospesa.

Per una volta sarebbe stato un esempio, ma evidentemente alla classe arbitrale manca il coraggio, nonostante Paolo Silvio Mazzoleni sia all’ultimo anno di lavoro. Egli, che avrebbe dovuto interrompere la partita, invece, alla prima occasione, ammoniva il calciatore Kulibaly  e poi lo espelleva insieme ad Insigne, che protestava contro la mancata applicazione delle regole. E le regole ci sono, ma  sono state ignorate dall’arbitro Mazzoleni e l’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, ne aveva chiesto per ben tre volte l’applicazione.

A fine partita si è alzato un gran polverone. Infatti, Ancelotti intervistato in televisione, ha detto: “Se l’arbitro, durante i cori razzisti non sospende la partita, la prossima volta ci fermeremo noi”.

Subito dopo è toccato a Kulibaly che ha dichiarato: “Sono orgoglioso del colore della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”.

I massimi vertici federali, almeno a parole, sembrerebbero essere allineati sulla politica della famosa “tolleranza zero”.

A tal proposito il presidente della Fgc, Gabriele Gravina, aveva detto che ci sarebbe stata l’esatta applicazione di quanto prevedono le norme che sono chiare. “ In caso di cori razzisti c’è il primo annuncio, nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo, se si continua, si va nello spogliatoio e poi si annuncia la sospensione.”

Marcello Nicchi, numero uno dell’Aia ha dichiarato: “La norma c’è ed è chiara, bisogna applicarla”.

Nella serata, dopo la partita Inter – Napoli, durante la trasmissione televisiva su “Sky Sport 24” si è parlato della partita, dei cori razzisti e del comportamento dell’arbitro Mazzoleni.

“Fermatevi e sedetevi in mezzo al campo – è stato detto dall’allenatore Fabio Capello – è necessario che i calciatori diano un segnale forte e questa protesta non comporterebbe nessuna sanzione”.

Anche il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris,  ha commentato i cori razzisti: “Nei confronti di Napoli c’è odio, forse “Vanno in freva” che la scorsa stagione abbiamo vinto lo scudetto dell’onestà e del bel gioco”.

(Gennaio 2019)

SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO

 

di Luigi Rezzuti

 

Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la Juventus.

Il Napoli si è classificato al secondo posto e subito dopo l’Inter, poi tutte le altre.

Purtroppo si è concluso tra polemiche e cori razzisti, agguato ai tifosi azzurri con quattro  feriti gravi e un morto.

Dopo i diversi precedenti incontri, diretti dall’arbitro Mazzoleni, Aurelio De Laurentiis come ha saputo della designazione per la gara Inter – Napoli ha dichiarato: “Mazzoleni mi preoccupa, con noi è stato sempre cattivo e imparziale. Mi raccomando, comportatevi bene”.

Purtroppo De Laurentiis aveva ragione- Come era possibile designare per un incontro di vertice un arbitro molto discusso per le sue decisioni antinapoli?

Il più eclatante episodio fu quello relativo alla finale di Supercoppa del 2012, Juve – Napoli, una sfida persa dagli azzurri per 4 a 2 tra infinite polemiche: tanti furono gli episodi dubbi, dal rigore concesso alla Juve, alle espulsioni di due calciatori del Napoli fino all’allenatore Mazzarri, allontanato per le  proteste.

La squadra, infuriata per il pessimo arbitraggio sfavorevole, disertò la premiazione.

Ancora contestazioni, in occasione dell’incontro perso contro l’Empoli (fallo di rigore ed espulsione di un giocatore del Napoli, per un fallo commesso fuori area).

E ancora in un match contro il Cagliari e in un Napoli-Brescia del 2011, con una rete regolarissima, non convalidata a Cavani, e un rigore non concesso ad un giocatore del Napoli.

Ma l’elenco non finisce qui, altre gare contestate in un  Parma-Lazio nel 2011 e 2012 e soprattutto nella partita Fiorentina-Napoli, dove gli azzurri persero la possibilità di vincere lo scudetto, grazie all’arbitro Mazzoleni.

Dopo questo lungo elenco di dubbi sull’arbitraggio di Mazzoleni, questi viene designato per arbitrare Inter – Napoli, una partita ad alta tensione.

E Mazzoleni non si smentisce nell’essere un arbitro antinapoli.

Per tutta la durata del primo e del secondo tempo, Koulibaly viene bersagliato da insulti e non solo. Si levano cori razzisti come: “Lavatevi con il fuoco”,  “Colera”, “Vesuvio pensaci tu” e quant’altro.

Da parte del Napoli viene chiesto, per ben tre volte, sia per gli insulti a Koulibaly che per i cori razzisti, di sospendere la partita, ma Mazzoleni fa orecchie da mercante.

Ecco quanto dichiarato dall’ex arbitro Bergonzi: “L’arbitro deve sospendere la gara quando ci sono cori e striscioni razzisti, deve fermare il gioco. Poi, tramite il quarto uomo, fa le comunicazioni e, in caso di ulteriori cori, il gioco deve essere sospeso in maniera temporanea. Quando si ritorna a giocare ed i cori ricominciano, d’intesa con il questore o vice questore, si decide di sospendere la partita in via definitiva. L’arbitro ha la facoltà di sospendere la partita”.

Mazzoleni, invece, faceva proseguire la gara perché, forse, attendeva che il nervosismo dei partenopei sfociasse in qualche fallo di gioco e, ingenuamente sia Koulibaly che Insigne ci cascavano e venivano subito espulsi e penalizzati per due gare.

Il cartellino rosso è sempre stato per Mazzoleni molto facile quando arbitra in una partita in cui gioca il Napoli.

A fine partita, Koulibaly ha dichiarato: “Mi dispiace per la sconfitta e soprattutto di aver lasciato i miei fratelli! Però sono orgoglioso della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo” .

A schierarsi con il difensore azzurro anche Cristiano Ronaldo: “Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione” .

In diretta su Radio CRC è intervenuto l’avvocato Angelo Pisani: “Il mio esposto alla Procura di Milano? Koulibaly in quel momento rappresentava una città intera. Non è solo un razzismo nei confronti di una persona, ma contro una città e va punito con pene più severe. Io ritengo che chi ha omesso di intervenire debba essere perseguito per le proprie responsabilità. Adesso lasciamo alla magistratura di valutare quali sono non solo i responsabili di queste violazioni, ma anche quanti, con le loro omissioni le hanno permesse. Annullamento della gara? Se quella gara andava sospesa, così come previsto dal regolamento, e ciò non è avvenuto, questo vuol dire che la gara, proseguendo, è stata falsata in quanto svoltasi in un clima  pericoloso per i giocatori. Ritengo che quella gara vada annullata e ripetuta. Se fossi stato un responsabile FIGC l’avrei annullata a tavolino. Il problema è l’esempio che bisogna dare nel mondo del calcio, altrimenti non si risolve nulla. Se non si dà  una punizione esemplare, nulla cambierà mai”.

Anche il Premier Giuseppe Conti,intervenendo sui cori razzisti a San Siro, ha detto: “Sono molto costernato nel rilevare che non è la prima volta che una manifestazione sportiva è occasione di cori razzisti”.

Forse tutto questo era poca cosa, non bastava. Dopo l’agguato ai tifosi del Napoli del 3 maggio del 2014, prima della finale della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli,  disputata a Roma, dove ci furono diversi tifosi feriti e uno ucciso, Ciro Esposito, tifoso napoletano di 31 anni, oggi un altro vile agguato prima di Inter-Napoli.

L’inferno, secondo testimonianze, si è scatenato intorno alle ore 19, a circa due chilometri dallo stadio San Siro, proprio mentre transitavano alcuni pulmini di supporter azzurri.

Tifosi interisti, circa un centinaio, tutti incappucciati e con il volto coperto, armati di spranghe, catene e coltelli, hanno aggredito i tifosi azzurri.

Gli interisti sapevano perfettamente dove e quando intervenire. Forse erano stati addirittura avvisati, da complici, del passaggio della carovana azzurra.

Quando i pulmini sono stati accerchiati, i tifosi azzurri, terrorizzati, sono usciti per difendersi, ma sono stati violentemente massacrati di botte.

Purtroppo un tifoso interista è stato travolto da un SUV, che cercava di scappare dalla guerriglia ed è morto mentre quattro tifosi napoletani sono stati feriti gravemente.

Adesso non si può più far finta di niente. Non ci possono più essere tolleranze né contro il razzismo né contro le discriminazioni.

Dirlo però non basta, è ora di  agire. In questi casi bisogna fermarsi sul campo, finché quelli non smettono e, se poi riprendono, fermarsi ancora, senza paura.

Questo è quasi un appello ai calciatori: loro lo possono fare, soltanto loro, visto che le autorità calcistiche non sono in grado o non vogliono intervenire.

(Gennaio 2019)

SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO

 

di Luigi Rezzuti

 

Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la Juventus.

Il Napoli si è classificato al secondo posto e subito dopo l’Inter, poi tutte le altre.

Purtroppo si è concluso tra polemiche e cori razzisti, agguato ai tifosi azzurri con quattro  feriti gravi e un morto.

Dopo i diversi precedenti incontri, diretti dall’arbitro Mazzoleni, Aurelio De Laurentiis come ha saputo della designazione per la gara Inter – Napoli ha dichiarato: “Mazzoleni mi preoccupa, con noi è stato sempre cattivo e imparziale. Mi raccomando, comportatevi bene”.

Purtroppo De Laurentiis aveva ragione- Come era possibile designare per un incontro di vertice un arbitro molto discusso per le sue decisioni antinapoli?

Il più eclatante episodio fu quello relativo alla finale di Supercoppa del 2012, Juve – Napoli, una sfida persa dagli azzurri per 4 a 2 tra infinite polemiche: tanti furono gli episodi dubbi, dal rigore concesso alla Juve, alle espulsioni di due calciatori del Napoli fino all’allenatore Mazzarri, allontanato per le  proteste.

La squadra, infuriata per il pessimo arbitraggio sfavorevole, disertò la premiazione.

Ancora contestazioni, in occasione dell’incontro perso contro l’Empoli (fallo di rigore ed espulsione di un giocatore del Napoli, per un fallo commesso fuori area).

E ancora in un match contro il Cagliari e in un Napoli-Brescia del 2011, con una rete regolarissima, non convalidata a Cavani, e un rigore non concesso ad un giocatore del Napoli.

Ma l’elenco non finisce qui, altre gare contestate in un  Parma-Lazio nel 2011 e 2012 e soprattutto nella partita Fiorentina-Napoli, dove gli azzurri persero la possibilità di vincere lo scudetto, grazie all’arbitro Mazzoleni.

Dopo questo lungo elenco di dubbi sull’arbitraggio di Mazzoleni, questi viene designato per arbitrare Inter – Napoli, una partita ad alta tensione.

E Mazzoleni non si smentisce nell’essere un arbitro antinapoli.

Per tutta la durata del primo e del secondo tempo, Koulibaly viene bersagliato da insulti e non solo. Si levano cori razzisti come: “Lavatevi con il fuoco”,  “Colera”, “Vesuvio pensaci tu” e quant’altro.

Da parte del Napoli viene chiesto, per ben tre volte, sia per gli insulti a Koulibaly che per i cori razzisti, di sospendere la partita, ma Mazzoleni fa orecchie da mercante.

Ecco quanto dichiarato dall’ex arbitro Bergonzi: “L’arbitro deve sospendere la gara quando ci sono cori e striscioni razzisti, deve fermare il gioco. Poi, tramite il quarto uomo, fa le comunicazioni e, in caso di ulteriori cori, il gioco deve essere sospeso in maniera temporanea. Quando si ritorna a giocare ed i cori ricominciano, d’intesa con il questore o vice questore, si decide di sospendere la partita in via definitiva. L’arbitro ha la facoltà di sospendere la partita”.

Mazzoleni, invece, faceva proseguire la gara perché, forse, attendeva che il nervosismo dei partenopei sfociasse in qualche fallo di gioco e, ingenuamente sia Koulibaly che Insigne ci cascavano e venivano subito espulsi e penalizzati per due gare.

Il cartellino rosso è sempre stato per Mazzoleni molto facile quando arbitra in una partita in cui gioca il Napoli.

A fine partita, Koulibaly ha dichiarato: “Mi dispiace per la sconfitta e soprattutto di aver lasciato i miei fratelli! Però sono orgoglioso della mia pelle. Sono orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo” .

A schierarsi con il difensore azzurro anche Cristiano Ronaldo: “Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione” .

In diretta su Radio CRC è intervenuto l’avvocato Angelo Pisani: “Il mio esposto alla Procura di Milano? Koulibaly in quel momento rappresentava una città intera. Non è solo un razzismo nei confronti di una persona, ma contro una città e va punito con pene più severe. Io ritengo che chi ha omesso di intervenire debba essere perseguito per le proprie responsabilità. Adesso lasciamo alla magistratura di valutare quali sono non solo i responsabili di queste violazioni, ma anche quanti, con le loro omissioni le hanno permesse. Annullamento della gara? Se quella gara andava sospesa, così come previsto dal regolamento, e ciò non è avvenuto, questo vuol dire che la gara, proseguendo, è stata falsata in quanto svoltasi in un clima  pericoloso per i giocatori. Ritengo che quella gara vada annullata e ripetuta. Se fossi stato un responsabile FIGC l’avrei annullata a tavolino. Il problema è l’esempio che bisogna dare nel mondo del calcio, altrimenti non si risolve nulla. Se non si dà  una punizione esemplare, nulla cambierà mai”.

Anche il Premier Giuseppe Conti,intervenendo sui cori razzisti a San Siro, ha detto: “Sono molto costernato nel rilevare che non è la prima volta che una manifestazione sportiva è occasione di cori razzisti”.

Forse tutto questo era poca cosa, non bastava. Dopo l’agguato ai tifosi del Napoli del 3 maggio del 2014, prima della finale della Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli,  disputata a Roma, dove ci furono diversi tifosi feriti e uno ucciso, Ciro Esposito, tifoso napoletano di 31 anni, oggi un altro vile agguato prima di Inter-Napoli.

L’inferno, secondo testimonianze, si è scatenato intorno alle ore 19, a circa due chilometri dallo stadio San Siro, proprio mentre transitavano alcuni pulmini di supporter azzurri.

Tifosi interisti, circa un centinaio, tutti incappucciati e con il volto coperto, armati di spranghe, catene e coltelli, hanno aggredito i tifosi azzurri.

Gli interisti sapevano perfettamente dove e quando intervenire. Forse erano stati addirittura avvisati, da complici, del passaggio della carovana azzurra.

Quando i pulmini sono stati accerchiati, i tifosi azzurri, terrorizzati, sono usciti per difendersi, ma sono stati violentemente massacrati di botte.

Purtroppo un tifoso interista è stato travolto da un SUV, che cercava di scappare dalla guerriglia ed è morto mentre quattro tifosi napoletani sono stati feriti gravemente.

Adesso non si può più far finta di niente. Non ci possono più essere tolleranze né contro il razzismo né contro le discriminazioni.

Dirlo però non basta, è ora di  agire. In questi casi bisogna fermarsi sul campo, finché quelli non smettono e, se poi riprendono, fermarsi ancora, senza paura.

Questo è quasi un appello ai calciatori: loro lo possono fare, soltanto loro, visto che le autorità calcistiche non sono in grado o non vogliono intervenire.

(Gennaio 2019)

Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine

 

di Gabriella Pagnotta

 

Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo investito perde la vita, risse e lesioni, tifosi accoltellati, pulmini assaliti, spranghe di ferro e bastoni, passamontagna, asce, fumogeni, attacchi organizzati, azioni squadriste…

Ma si può morire ancora per una partita di calcio? Si può creare un clima da guerra civile per spaventare e punire dei tifosi, che hanno l’unica colpa di essere avversari? Questo è quanto è accaduto ieri a Milano ancor prima del fischio d’inizio della partita.

All’ora prestabilita le squadre scendono in campo- Ad accogliere i partenopei insulti, offese, ingiurie. L’aria carica di voci becere è attraversata da ciò che in molti definiscono “goliardate che fanno parte del gioco”; Koulibaly, calciatore rispettoso, esempio di correttezza ed “orgoglioso del colore della sua pelle” è l’oggetto dei cori razzisti. Già, il razzismo sembra che in Italia faccia sempre meno scalpore, ci si sta abituando alle discriminazioni e al disprezzo verso la differenza; e le partite di calcio sono ciò che siamo diventati: l’esternazione di un’anima intollerante, che trova sfogo sugli spalti e che da lontano dirige i suoi insulti violenti. Le parole sprezzanti hanno il sopravvento, il calciatore ammonito applaude come a voler ironicamente complimentarsi con coloro che hanno condizionato il corso della gara con le parole ignobili e indegne. “Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze”.

Tanto tra poche ore quanto è accaduto sarà, come sempre, velocemente dimenticato e aspetteremo, inermi, l’imminente nuovo episodio, che terrà per qualche ora nuovamente impegnati i media.

Che amarezza e quanta tristezza!...

(Dicembre 2018)

LUNA ROSSA TORNA IN COPPA AMERICA

 

di Luigi Rezzuti

 

Alla 35a edizione dell’America’s Cup, disputatasi alle Bermuda, non gareggiò il team Luna Rossa che rinunciò per problematiche relativa al cambiamento dei regolamenti a favore dei detentori di Oracle.

Dopo la sconfitta ad opera del team New Zeland per la 36a America’s Cup le carte in tavola si sono state rimescolate per ridiscutere il regolamento senza favoritismi.

Il team di Patrizio Bertelli ha annunciato la partecipazione di Luna Rossa sottoscrivendo un accordo con Pirelli e Prada, sponsor dell’imbarcazione italiana.

La partecipazione covava da tempo e Patrizio Bertelli, con l’aiuto di Tronchetti  Provera e Pirelli, si è iscritto alla 36a America’s Cup.

Il progetto prevede, nel quadriennio 2018-2021, una serie di regate.

Nel 2019 si terranno nel Mediterraneo, le prime due regate dell’America’s Cup, mentre nel 2020 si svolgeranno altre tre regate tra Europa, Stati Uniti e Asia, che si concluderanno nel  dicembre del 2020.

Il team di Luna Rossa sarà composto, oltre che da Max Sirena, da Vasco Vascotto, Francesco Bruni, James Spithili, Gilberto Nobili, Shannan Falcone.

Una buona dose di giovani che vanta anche talenti olimpici.

Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa ha spiegato che Pirelli e Prada rappresentano due partner ideali per affrontare la nuova sfida di Coppa America.

Con la sua esperienza, di oltre mezzo secolo, ai massimi livelli mondiali negli sport ad alta tecnologia, Pirelli rappresenta un assist di rilievo in  seno al progetto.

Tronchetti Provera ha dichiarato: “La Coppa America è una manifestazione che esalterà la  tecnologia e Pirelli la porterà in tutto il mondo”.

La Coppa America, come la Formula 1, è il trofeo veliero più prestigioso, con una grande storia e tradizione.

Incarna valori e si rivolge a un pubblico di appassionati che coincidono con  quelli di Pirelli, che avrà modo di alimentare il proprio marchio, rafforzando il suo posizionamento nelle alte tecnologie con clienti in tutto il mondo, attraverso una fitta relazione con i consumatori, su tutte le nuove piattaforme digitali.

Una storia, quella della Coppa America, che dura da anni, fin  dal 1851,  quando tutto ha inizio per la conquista della Coppa delle cento ghinee, che prevedeva la circonvallazione dell’isola di Wight, con lunghe sfide che da sempre sono state trainate da uomini di grande passione e rilevante spessore economico.

Testimone eccellente, alla prima sfida, fu la regina Vittoria.

(Dicembre 2018)

CLAMOROSA INCHIESTA SULLA JUVENTUS

 

a cura di Luigi Rezzuti

 

Quando dai social si è saputo che il 22 ottobre 2018 la famosissima trasmissione “REPORT” di Rai 3, condotta da Sigfrido Ranucci, si sarebbe interessata ad una avvincente inchiesta sulla Juventus, la notizia si è sparsa a macchia d’olio.

Finalmente si sarebbero scoperti gli intrecci tra ultrà, spie, mafia, ‘ndrangheta e dirigenza Juventina, con documenti inediti e intercettazioni che pare abbiano coinvolto tutti i dirigenti della Juve e alcuni calciatori.

C’è stata grande attesa per la trasmissione e la notizia ha fatto molto scalpore. Ranucci ha rilasciato un’intervista ad una radio libera romana, che riportiamo quì di seguito: “Partiamo da una premessa, quello che emerge dall’inchiesta è un contatto diretto tra i manager bianconeri e i Dominiello, famiglia accusata di avere dei legami con la ‘ndrangheta. La questione del bagarinaggio e degli affari con i biglietti dello stadio presenta un connubio chiaro tra certi personaggi, tra persone indagate, dirigenti e anche calciatori della Juve. Da dove parte l’inchiesta? Secondo la Procura la data fondamentale è il 21 aprile del 2013: quel giorno si gioca Juve - Milan.  Nella curva juventina spunta uno striscione “I gobbi”.   dietro ci sono Saverio e Rocco Dominiello, padre e figlio. È il giorno in cui la ‘ndrangheta entra nella curva bianconera. Vi posso assicurare che da questa storia emerge un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con una parte di tifosi, un connubio spaventoso tra la società e una parte di supporter bianconeri. La vittima di questa storia è il calcio. Sono vittime anche i tifosi per bene. Non si tratta di un’inchiesta contro il calcio ma di un atto d’amore per questo fantastico sport e per i veri tifosi. Quello che emerge è un problema etico della gestione del calcio, al di là dell’aspetto giudiziario. Fa impressione il quadro complessivo che riguarda una società come la Juventus e che, dopo la messa in onda del 22 ottobre, potrebbe interessare la giustizia sportiva. Se le dimissioni di Marotta dipendono da questa storia? Non sono in grado di dire se siano legate alla vicenda. L’anomalia è il modo in cui sono arrivate queste dimissioni. Non è nello stile Juventus chiudere con un  dirigente così importante che ha contribuito a tanti successi. Nessuna conferenza e, a parte il diretto interessato, nessuno ha detto nulla in merito alla separazione dopo tante stagioni di vittorie. E’ strano che Marotta è andato via. Non è nello stile della Juve”.

L’inchiesta, portata avanti da Report, sul mondo ultras vicino alla Juventus e sulla vendita dei biglietti nelle mani di gruppi malavitosi organizzati, continua a far rumore.

Intanto, sul profilo twitter della trasmissione di Rai 3, è stato pubblicato un video con nuove anticipazioni della puntata del 22 ottobre.

A parlarne è Andrea Puntorno, leader del gruppo “Bravi ragazzi” e vicino anche al clan calabrese dei Macrì: “il business sui biglietti c’è, mi sono comprato due case e un panificio. Non lo nego perché non è un reato ciò che ho fatto, siamo un gruppo di 600-700 persone e non tutte di Torino. Forniamo noi i biglietti. Personalmente non ho mai fatto bagarinaggio, ma c’era chi lavorava per me per questo. I biglietti  li dava la Juventus, è normale. È  sempre stato così”.

Nel mirino del programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci c’è anche la morte misteriosa di Raffaello Bucci, tifoso ultras e consulente della società di Agnelli, avvenuta il 7 luglio del 2016.

Al centro i rapporti tra la Juve e i gruppi ultras e alcuni esponenti contigui al mondo della ‘ndrangheta, come emerso nei mesi  scorsi in un’inchiesta (Alto Piemonte) condotta dalla procura di Torino sulle infiltrazioni della criminalità calabrese nella curva bianconera e un’altra parallela, portata avanti dalla procura della Figc che il 25 settembre, di un anno fa. ha portato all’inibizione di Andrea Agnelli (12 mesi poi ridotti  a tre in cambio di una multa di 100mila euro) e di altri dirigenti del club per aver violato gli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi) del codice di giustizia sportiva, dopo l’accertamento di rapporti della società con i gruppi ultras, vendendo loro biglietti “oltre il limite normativo”, cioè di quattro a persona. Nell’ordinanza “Alto Piemonte” un’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Torino, coordinata dalla procura locale, sono emersi gli interessi della ‘ndrangheta nel bagarinaggio dei biglietti delle partite “casalinghe” della Juve.

I protagonisi assoluti sono Rocco e Saverio Dominiello di 42 e 63 anni, condannati in primo grado a 7 anni e nove mesi e 12 anni, un mese e dieci giorni per tentato omicidio, associazione  mafiosa ed estorsione, reati commessi per conto del clan Pesce di Rosarno (Reggio Calabria).

Report, oltre a tutte queste notizie, racconta, dunque, anche del suicidio misterioso di Raffaello Bucci, anello di congiunzione tra società, tifosi e forze dell’ordine.

Nelle ore precedenti al suicidio ci sono state dinamiche impressionanti che Report ha raccolto tramite testimonianze, mostrando documenti e intercettazioni che riguardavano i dirigenti della Juventus.

Bucci lavorava in una società che forniva consulenze alla Juve ma allo stesso tempo, usufruiva di alcuni vantaggi come quello di avere a disposizione un Suv della Juve.

Non si spiega perché ad un certo punto uno dei legali dello studio Chiusano, che rappresenta la Juve, va in ospedale, a poche ore dalla morte di Bucci, chiedendo di entrare in possesso del suo telefono e di altri effetti personali. E’ un particolare non trascurabile.

Dal telefonino del Bucci sono emerse cose molto interessanti: sms e foto riguardano il club e la curva, ma c’è anche una chat con un’utenza intestata alla presidenza del Consiglio e riferita ad un agente dei servizi di sicurezza.

Bucci era un informatore dei servizi? “Sono nella merda” e poi “la mia posizione è bruciata” sono alcuni messaggi dove manifestava la preoccupazione di andare a testimoniare in Procura, dopo la convocazione. Aveva avvisato anche la Juventus.

Report mostra  alcune foto tali da creare dubbi sulla vicenda. Bucci è morto per la caduta, ma in base a foto e a perizie sorge il sospetto che prima di lanciarsi nel vuoto sia stato vittima di un pestaggio.

Bucci era intercettato, ma il server in uso alla Procura tre ore prima del suicidio ha avuto un blackout.

Secondo gli atti quello sarebbe stato il momento in cui comunica con l’agente dei servizi segreti, e chissà con chi altro. Non si sa cosa sia avvenuto in quelle ore precedenti la morte.

Da questa storia emerge, come si è già detto, un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con i tifosi, un connubio spaventoso tra società e una parte di supporter bianconeri.

,Nei due video-promo lanciati da Report in queste settimane sono coinvolti prima Beppe Marotta, l’amministratore delegato dimissionario lo scorso 29 settembre, e Andrea Puntorno leader da 20 anni dei “Bravi ragazzi”, uno dei principali gruppi ultras della curva della Juventus, considerato dagli inquirenti vicino al clan mafioso Li Vecchi e uomo di fiducia della famiglia ‘ndranghetista dei Macrì.

Di Marotta vengono pubblicati alcuni messaggi via Whatsapp con intermediario di Rocco Dominiello per alcuni biglietti della gara di Champions del 2013 con il Real Madrid, poi sempre con Dominiello concorda il provino di un ragazzo figlio di Umberto Bellocco, esponente di spicco del clan di Rosarno.

La trasmissione è stata seguita da tutti gli sportivi italiani, e non, e in particolar modo dai tifosi napoletani che sperano di ottenere giustizia per il Campionato di calcio della scorsa stagione 2017-2018 dove si videro “scippati” dello scudetto a favore della Juve.

Chissà se l’inchiesta andrà avanti con la giustizia sportiva attraverso la Procura della Repubblica oppure, come tutti gli illeciti, veri o presunti tali, tutto finirà a “Tarallucci e vino”.

(Ottobre 2018)

CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A

 

di Luigi Rezzuti

 

Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora una volta la Juventus, sia perché si è rinforzata con l’acquisto di Christiano Ronaldo sia perché sarà aiutata per vincerlo.

Ai tifosi napoletani non resta che sognare o di accontentarsi di essere l’anti - Juve.

All’allenatore Sarri (quello della grande bellezza), in questa stagione è subentrato Carlo Ancelotti, un allenatore che nella sua carriera ha sempre vinto tanto anche se ha allenato squadre di grandi campioni.

Ancelotti a Napoli sta facendo il rivoluzionario: cambia, inventa, sostituisce, stringe, allarga, allunga, accorcia, cambia modulo in corso di partita, spiazzando, così, quelli che erano abituati al tiki-takei che imponeva Sarri.

Oggi col gioco di Ancelotti non ci sono più titolari e riserve, tutti giocano a rotazione.

“Se hai piedi buoni puoi esaltare qualunque modulo di gioco” è la trovata di Carlo Ancelotti, che  sfruttando i piedi buoni dei “piccoletti” Insigne, Mertens e Calleyon, e a centrocampo calciatori come: Hamsik, Zielinski e Allan e una difesa collaudata negli anni  come: Hysai, Albiol, Koulibaly e Mario Rui, in questo inizio di campionato, ha vinto cinque incontri su sei, impiegando tra gli altri giocatori come Luperto, Makimovic, Malcut, Milik, Rog , Ounas, Diawarà, Fabian Ruiz e Simone Verdi.

L’inizio sembra più che buono tenendo presente che si gioca ogni tre giorni tra campionato e Champions League e non sarà una passeggiata contro la Juve in campionato e il Liverpool in Champions League, in ogni caso sono partite da vincere per ben sperare.

Come andranno le cose lo vedremo dalle prossime battute col colesterolo a mille.

(Settembre 2018)

CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019

 

di Luigi Rezzuti

 


Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di Ancelotti?

Ad ogni sorteggio di Champions League, contro il Napoli capitano sempre super potenze calcistiche.

Anche per questa competizione il Napoli trova il Psg di Cavani, Neymar, Maappè e l’u ltimo acquisto, l’ex Juventino Buffon, poi il Liverpool di Salah, Keita e dell’ex portiere della Roma Alisson, allenati dall’allenatore Klopp e infine la Stella Rossa Belgrado di Savic e dell’ex Sampdoriano Kristicic.

Il Psg come il Liverpool sono due squadre attrezzate per vincere la Champions, i loro valori sono elevatissimi.

Ancelotti subito dopo lo sfavorevole sorteggio ha dichiarato che il girone del Napoli è sicuramente durissimo ma poi ha aggiunto che anche per i Psg e il Liverpool sarà difficile giocare contro il Napoli.

Per le altre tre squadre italiane (Juve, Inter e Roma) come al solito la Dea bendata ha favorito la Juventus che quest’anno ha acquistato Cristian Ronaldo per vincere la Champions e dovrà giocare contri il Mncester United, Valencia e Yong Bois.

L’Inter dovrà incontrare il Barcellona, Tottenam e Psv Endover.

Forse, dopo il Napoli à l’Inter la squadra italiana più sfortunata nel sorteggio, mentre è più semplice il girone della Roma perché l’unico ostacolo per il passaggio agli ottavi è rappresentato dall’incontro con il Real Madrid, poi tutto diventa più semplice contro il Cska Mosca e il Viktoria Piezen.

L’inizio della Champios League è per il 18 settembre 2018, il Napoli incontrerà in trasferta, la Stella Rossa Belgrado, il 3 ottobre  Napoli-Liverpool, il 24 ottobre il Psg-Napoli e infine l’11 dicembre Liverpool –Napoli.

(Settembre 2018)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen