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A Cetara lo spettacolo “A Christmas Carol”   di Claudia Bonasi   A Cetara un cartellone di Natale all’insegna della tradizione, destinato a tutte le...
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E’ morto Diego Armando Maradona   a cura di Luigi Rezzuti   È morto Diego Armando Maradona, leggenda assoluta del calcio mondiale. La notizia è...
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Miti napoletani di oggi.69 FANTASMI   di Sergio Zazzera   Sarò un illuso, ma credevo che, almeno ai giorni nostri, il mito del fantasma fosse...
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RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma...
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15 MAGGIO 2022: NAPOLI ACCLAMA SANTO DON GIUSTINO MARIA RUSSOLILLO  Basterebbe poco per rendersi santi.   di Luciana Alboreto   Una voce...
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IL TIFOSO NAPOLETANO

 

di Luigi Rezzuti

 

Il tifoso napoletano è diventato da un po' di tempo vago, evasivo, reticente. Una volta, più dei problemi della città, e discussioni, immancabilmente, rotolavano sul pallone. La valutazione di un gesto tecnico, la discussione di un modulo, il diverbio su un rigore. Ora, invece, niente. Quando si arriva al momento di parlare di calcio, sembra quasi che si mettano a fischiettare. In città armai è una moda, più sono appassionati e tifosi, e meno parlano di calcio. Si tratta con tutta evidenza di una ondata popolare e di massa di scaramanzia. La parola inventata da Gabriele D’Annunzio durante l’impresa di Fiume, e che allude a un triangolino tricolore, non può essere nemmeno pronunciata, pena clamorose manifestazioni di scongiuri. Ma io la interpreto invece come una forma di maturazione, di modernizzazione e di crescita del tifoso napoletano. Invece di una facile esaltazione, che un tempo avrebbe portato in piazza un’intera citta per un exploit con il Liverpool o per il primato in un girone Champions, ora una sobria e vibrante attesa. Finalmente si mette in primo piano il risultato, e non la festa: lo stile dei vincenti. Abbiamo più volte sostenuto che il Napoli calcio sotto la guida di De Laurentiis è diventato una delle cose migliori della città. Ha assunto i caratteri dell’impresa, ha scommesso sul rigore dei conti e sull’efficienza del management, e sulla chiarezza dei rapporti con i calciatori. Alla lunga questa “rivoluzione” non poteva che produrre anche risultati sportivi. Che infatti produce da anni, avendo portato il Napoli stabilmente nell’élite del calcio italiano, e ormai anche di quello europeo. Ciò nonostante il presidente è stato a lungo oggetto di contestazione da quella parte della tifoseria che, credendo ancora nei miracoli, del resto impossibili senza San Diego, gli imputava campagne acquisti micragnose e al risparmio, che avrebbero perciò precluso agli azzurri il vero grande, unico traguardo: quella parola che comincia con la “s” e finisce in “o”.

E invece proprio nell’anno in cui queste contestazioni erano state più vibranti, per la partenza di Insigne e Koulibaly, una società ben gestita ha saputo tirar fuori dal cilindro del mercato internazionale calciatori anche migliori, e a costi decisamente inferiori. E ha dato così vita a un team che se la può giocare fino all’ultimo, e anzi c’è da chiedersi chi altri se la possa giocare con lui fino all’ultimo. La maturazione dei tifosi è al tempo stesso una condizione e la prova di questo cambiamento. Siccome stavolta si avverte da parte di tutti che il sogno è realizzabile, si preferisce finalmente il risultato alla festa, e si riserva quest’ultima per il risultato. Come avviene nelle piazze abituate a vincere, dove nessun successo parziale può sostituire l’obiettivo finale. Così, come tante volte da noi auspicato, il cambiamento del Calcio Napoli sta producendo un cambiamento dell’intera Napoli. La semestrale del Napoli si è chiusa con la vittoria sull’Udinese e con un bilancio in attivo straordinario, impreziosito da undici vittorie di fila e ancor più dalla sensazione degli avversari di trovarsi di fronte a una squadra “ingiocabile”. È tutto così magnifico che sembra un vero peccato fermarsi proprio ora, fino al 4 gennaio. Ma d’altra parte in questa lunga pausa, che comprende Natale e Capodanno, possiamo sempre occuparci di calcio con i Mondiali di Calcio 2022, purtroppo senza la partecipazione della Nazionale Italiana.

(Dicembre 2022)

CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A E CHAMPIONS LEAGUE 2021-2022

 

di Luigi Rezzuti

 


Prendiamo come augurio la famosa frase del grande Nino Manfredi pronunciata durante la trasmissione televisiva “Canzonissima” di tanti anni fa:

                                         “Fusse che fusse la volta bona

Il Napoli nella stagione calcistica 2021-2022 e in Champions League è stata una vera macchina da gol che ha permesso di essere primi in classifica in campionato e primi nel girone di qualificazione alla Champions.

Ci piace ricordare i risultati più eclatanti in campionato come: Sampdoria–Napoli 0 – 4; Napoli–Lazio 4 -0; Napoli Sassuolo 4-0 e poi quelli della Champions: Napoli- Liverpool 4-1; Ranger-Napoli 0-3; Ajax-Napoli 1-6; Napoli-Ajax 4-2; Ranger-Napoli 0-3; e infine Liverpool-Napoli 2-0.

Avendo vinto il girone, la squadra di Spalletti pescherà nel doppio confronto (14-15-21-22) febbraio, ritorno il (8-7-8-14.15) marzo) una delle seconde degli altri gironi quali: Bruger, Dourtmund, Eintracht e ancora due squadre molto temuti quali Lipsia e Psg se il Benfica arrivasse primo.

Il Napoli riempie gli occhi di chi lo guarda ma non solo un bellissimo spettacolo.

I numeri parlano da soli: su 17 partite stagionali il bilancio è di 15 vittorie e 2 pareggi con 50 gol fatti e 15 subiti.

Spalletti si gode il meccanismo che ha creato dopo un’estate in cui in tanti prevedevano tempi duri per una squadra che aveva perso Koulibaly, Mertens, Insigne e Fabian Ruiz.

L’allenatore ci ha messo tanto di suo dopo il mercato geniale della coppia Giuntoli-De Laurentiis.

Si dice che gli azzurri giochino a memoria, in realtà c’è poco di codificato.

C’è soprattutto la capacità dei giocatori, allenati a riconoscere le situazioni durante la settimana, di liberare e occupare gli spazi secondo principi ormai interiorizzati dal gruppo.

Kvaratskhelia, per esempio, parte da sinistra ma si muove nelle zone di campo che ritiene più congeniali al momento.

Contro il Sassuolo era in piena area in occasione del primo gol e ha attaccato in verticale una porzione di campo libera da avversari nel secondo.

Raspadori fa più o meno la stessa cosa quando parte da sinistra e diventa invece un falso nueve con il compito di fare da raccordo con il centrocampo quando agisce in mezzo.

Spalletti lo ha detto in occasione della partita contro i Ranfer Glasgow: a parte Simeone (l’unico che in effetti ha caratteristiche così peculiari da non poter essere spostato dal ruolo classico di centravanti) tutto il resto della squadra non ha ruoli fissi ma deve muoversi valutando lo spazio.

Uno spazio da trovare non tra i reparti avversari ma tra i giocatori.

Ecco perché Mario Rui diventa rifinitore in posizione centrale, Di Lorenzo attacca la profondità, Anguissa fa l’incursore e Zielinski l’intermedio o la mezza punta.

Questo per quanto riguarda la fase offensiva, in quella difensiva grande importanza ha la riaggressione.

Una volta persa palla il Napoli va subito in pressione per il recupero immediato.

Un meccanismo quasi perfetto che, al momento, non ha trovato avversari in grado di bloccarlo.

Anche il giornalista sportivo Mimmo Malfitano, de “La Gazzetta dello Sport” ha dichiarato: “in questo momento il Napoli non ha rivali, lo seguo molto la Premier League, simpatizzo per il Reds e devo dire che in questo momento sono ai minimi termini. Ma soprattutto stiamo vedendo un grande Napoli.  E’ dall’inizio della stagione che dico che questo Napoli non ha avversari e continuerà a non averli se riuscirà a mantenere questi ritmi, questa serenità e la consapevolezza che quest’anno la squadra è davvero forte. Ma credo che questi ragazzi l’abbiano capito”.

(Novembre 2022)

IL CAMPIONATO DEL NAPOLI

 

di Luigi Rezzuti

 


Perdere Insigne, Koulibaly, Ospina, Mertens e Fabian Ruiz (tra gli altri) avrebbe fatto storcere il naso a qualsiasi club.

Ma il Napoli, con un lavoro certosino si è addirittura migliorato rispetto l’anno scorso.

E la sensazione che in pochi avevano colto lo scorso 31 agosto, oggi viene fuori palese quasi da parte di tutti.

I veri fiori all’occhiello non sono Kim e Kvaratskhelia, a Napoli Kim era chiamato a sostituire Koulibaly, e Kvaratskhelia a sostituire Insigne, un compito mica da poco, che però si sono imposti subito in campo e nei cuori dei tifosi.

Dallo scetticismo all’amore. In città sono tutti pazzi per loro, il centrale, che sradica palloni e Kvaratskhelia che segna gol e assist per i compagni

Lo ricordiamo tutti: quando arrivò la conferma della cessione improvvisa di Kalidou Koulibaly, in città e tra gli addetti ai lavori cominciò a serpeggiare la malinconia.

Per quanto positive possono essere le loro prestazioni, stanno sostituendo comunque due pezzi da novanta: un certo Koulibaly e un certo Insigne.

Lo stesso possiamo dire per Ndombele (al posto di Fabian Ruiz).

Ma oltre a questi le sorprese sono Raspadori e Simeone, con un appunto anche per Meret che nuovo non è, ma è come se lo fosse.

Ebbene è lì che il Napoli ha fatto il salto di qualità, diventando da squadra da Champions a squadra che può lottare per lo scudetto, perché calciatori così freschi, giovani, affamati, bravi il Napoli non li aveva e li ha trovati grazie a Giuntoli.

Raspadori e Simeone hanno sostituito in campo Mertens e Petagna, ma i risultati sono di tutt’altro spessore, il paragone con i nuovi non regge, ed è totalmente impari a favore di quest’ultimi come anche i numeri stanno dimostrando.

Il Napoli di Raspadori e Simeone, in questa prima parte di stagione, vola è stupisce sia la critica che gli addetti ai lavori e i tifosi.

Il Napoli, e non solo, si gode Giacomo Raspadori che in questo avvio di stagione, ha già messo a segno cinque reti con la maglia azzurra, due in campionato, una in Champions, alle quali si sono aggiunte le altre due segnate con l’Italia nelle gare di Nations League contro Inghilterra e Ungheria.

Raspadori è quarto in classifica nella graduatoria minuti necessari per segnare la quinta rete in Nazionale.

Inoltre meglio dell’attaccante del Napoli i ci sono Inzaghi, Riva e Toni.

Raspadori in questa speciale graduatoria precede gente come Vieri, Del Piero, Baggio e Paolo Rossi.

Se il Napoli è cambiato negli uomini non è cambiato nella sua filosofia, anche grazie a Spalletti e l’innesto di questi nuovi calciatori fa ben sperare nel successo finale: lo scudetto e chissà la Champions League.

(Ottobre 2022)

IL CAMPIONATO DEL NAPOLI

 

di Luigi Rezzuti

 


Perdere Insigne, Koulibaly, Ospina, Mertens e Fabian Ruiz (tra gli altri) avrebbe fatto storcere il naso a qualsiasi club.

Ma il Napoli, con un lavoro certosino si è addirittura migliorato rispetto l’anno scorso.

E la sensazione che in pochi avevano colto lo scorso 31 agosto, oggi viene fuori palese quasi da parte di tutti.

I veri fiori all’occhiello non sono Kim e Kvaratskhelia, a Napoli Kim era chiamato a sostituire Koulibaly, e Kvaratskhelia a sostituire Insigne, un compito mica da poco, che però si sono imposti subito in campo e nei cuori dei tifosi.

Dallo scetticismo all’amore. In città sono tutti pazzi per loro, il centrale, che sradica palloni e Kvaratskhelia che segna gol e assist per i compagni

Lo ricordiamo tutti: quando arrivò la conferma della cessione improvvisa di Kalidou Koulibaly, in città e tra gli addetti ai lavori cominciò a serpeggiare la malinconia.

Per quanto positive possono essere le loro prestazioni, stanno sostituendo comunque due pezzi da novanta: un certo Koulibaly e un certo Insigne.

Lo stesso possiamo dire per Ndombele (al posto di Fabian Ruiz).

Ma oltre a questi le sorprese sono Raspadori e Simeone, con un appunto anche per Meret che nuovo non è, ma è come se lo fosse.

Ebbene è lì che il Napoli ha fatto il salto di qualità, diventando da squadra da Champions a squadra che può lottare per lo scudetto, perché calciatori così freschi, giovani, affamati, bravi il Napoli non li aveva e li ha trovati grazie a Giuntoli.

Raspadori e Simeone hanno sostituito in campo Mertens e Petagna, ma i risultati sono di tutt’altro spessore, il paragone con i nuovi non regge, ed è totalmente impari a favore di quest’ultimi come anche i numeri stanno dimostrando.

Il Napoli di Raspadori e Simeone, in questa prima parte di stagione, vola è stupisce sia la critica che gli addetti ai lavori e i tifosi.

Il Napoli, e non solo, si gode Giacomo Raspadori che in questo avvio di stagione, ha già messo a segno cinque reti con la maglia azzurra, due in campionato, una in Champions, alle quali si sono aggiunte le altre due segnate con l’Italia nelle gare di Nations League contro Inghilterra e Ungheria.

Raspadori è quarto in classifica nella graduatoria minuti necessari per segnare la quinta rete in Nazionale.

Inoltre meglio dell’attaccante del Napoli i ci sono Inzaghi, Riva e Toni.

Raspadori in questa speciale graduatoria precede gente come Vieri, Del Piero, Baggio e Paolo Rossi.

Se il Napoli è cambiato negli uomini non è cambiato nella sua filosofia, anche grazie a Spalletti e l’innesto di questi nuovi calciatori fa ben sperare nel successo finale: lo scudetto e chissà la Champions League.

(Ottobre 2022)

SI E’ CONCLUSO IL CALCIOMERCATO ESTIVO 2022

 

di Luigi Rezzuti

 

Il 1° settembre 2022 si è conclusi il calcio mercato estivo, si riaprirà il 3 gennaio come mercato di riparazione.


Diversi movimenti tra acquisti e cessioni, tutte le squadre di calcio si sono rafforzate nei punti deboli riscontrati nella passata stagione agonistica.

Il presidente Aurelio De Laurentiis è riuscito   a tagliare circa trenta milioni di euro dagli ingaggi, anche grazie alle cessioni di Insigne, Ospina, Koulibaly, Mertens, Malcuit, Ghoulam, Petagna, Contini , Fabian Ruiz, Ounas al Lille e il giovane Ambrosino al Como.

Il direttore tecnico Giuntoli èm riuscito a colmare i vuoti con gli acquisti di Kvaratikelia dalla Dinamo Batumi, Olivera dal Cetafe, Kim dal Fenerbace, Ndombele dal Tottenam, Sirigu (portiere svincolato), Raspadori dal Sassuolo, Simeone dal Verona e Ostigard dal Genoa.


Sono rientrati Gaetano dalla Cremonese e Zerbin dal Frosinone giovanì promesse del Calcio Napoli.

Raspadori è costato 35 milioni complessivi, è il giocatore italiano più pagato nella storia del Napoli di De Laurentiis, un giocatore che tutti volevano, Spalletti compreso, scelto (anche ) per variare il modulo.

La società ha regalato al proprio allenatore un jolly che potrà ricoprire quattro ruoli (punta, mezzapunta, esterno a destra e a sinistra) pagato tanto per l’età 22 anni, e perché è stato protagonista al Sassuolo (10n gol in campionato) ha confermato il suo talento già ne campionato d’Europa con Mancini.

Anche Politano è costato abbastanza, tra prestito e obbligo, si è sistemato a destra nel 2020 e si è rivelato risorsa preziosa, un lusso nel ruolo che fu di Callejon.

Kvaratskelia, arrivato dalla Dinamo Betumi vale molto  più dei  dieci milioni investiti, il suo acquisto è stato da appalusi per la strategia adottata da Giuntoli, intanto il merito di averlo scovato ( e convinto) quando era al Rubin e poi la pazienza di aspettare il momento giusto per avvicinarsi fino a concludere l’operazione strappandolo alla concorrenza.


E’ costato poco anche Simeone, 3 milioni di prestito per il quarto marcatore dello scorso campionato con 17 gol senza rigori, 12 di riscatto a fine anno (obbligatorio al verificarsi di determinate condizioni).

Ci sarà da divertirsi con un attacco simile che assicura un discreto numero di gol.Il Napoli orfano di Mertens e Insigne è ripartito dea Raspadori e Kvaratsklelia, due poco più che ventenni, per completare un reparto che la società a costruito con investimenti mirati a lungo termine senza badare a spese.

Da Osimhen a Lozano, passando per gli ultimi arrivati per un attacco completo da far invidia a tutti.

Toccherà a Spalletti divertirsi e farci divertire avendo tra le mani, ad esempio, l’esplosività del nigeriano, la rapidità del messicano, ora anche il cinismo di Simeone e, nel complesso, un lungo elenco di calciatori duttili, di talento, che possono ricoprire più ruoli.

Dal 4-3-3 al 4-2-3-1, non esistono limiti tattici, si potranno schierare una o due punte, due esterni, il trequartista, ci sarà abbondante scorta di rifornimenti per Osimhen w i suoi alleati.

Per quanto riguarda lo scudetto la speranza è l’ultima a morire ma ilm tifoso partenopeo sarà comunque contento se la squadra del Napoli si classificherà tra le prime per poter partecipare alla Champions League.

Intanto mentre erano in corso trattative di acquisti e cessioni di calciatori, il 13 agosto 2022 partiva il Campionato di Calcio di Serie A per terminare il 4 giugno 2023.

Già dalle prime cinque giornate la classifica si è subito divisa in due parti, tra le prime 10 squadre la Roma, l’Inter, il Napoli, la Juve e il Milan occupavano le prime posizioni, la seconda parte terminava con il fanalino di coda, a zero punti, di Cremonese e Monza.

(Settembre 2022)

Il NAPOLI IN RITIRO A VAL DI SOLE

 

di Luigi Rezzuti

 


Siamo felici di tornare in Trentino, sarà un ritiro pieno di sorprese per i nostri tifosi” così il patron partenopeo Aurelio De Laurentiis ha presentato il ritiro del Napoli a Dimaro Folgarida dal 9 al 19 luglio.

Con il presidente De Laurentiis c’era il vicepresidente Edo De Laurentiis, il Tecnico azzurro Luciano Spalletti, Maurizio Rossini (Ceo Trentino Marketing), Marco Katzemberger (Vicepresidente APT Val di Sole ed Assessore al Turismo del Comune di Dimaro Folgarida) e Nadia Ramponi Assessore allo Sport e grandi eventi del Comune di Dimaro Folgarida.

Sarà un momento di incontro importante che si ripete da 12 anni in Trentino – ha detto Aurelio De Laurentiis – la scorsa stagione avemmo circa 70mila tifosi che hanno seguito il ritiro nonostante la pandemia. Quest’anno avremo finalmente la possibilità di ospitare oltre 1000 persone sulle tribune, in un clima finalmente normalizzato. Senza più limitazioni e distanziamenti organizzeremo anche un accurato programma di divertimento per i tanti appassionati che seguiranno la squadra. Torneranno gli appuntamenti con le serate di festa in piazza. Ci saranno due amichevoli estive, ma quest’anno al di là del ritiro dobbiamo anche pensare alla sosta invernale per i mondiali. Quindi organizzeremo qualcosa anche attraverso la Lega per poter tenerci in attività ed essere pronti per la ripresa del campionato”.


Subito dopo ha preso la parola Edo De Laurentiis: “La Val di Sole per noi è una grande famiglia e Dimaro ormai appartiene idealmente alla Regione Campania – oltre all’attività sportiva c’è una grande attrattiva per la gastronomia e il sano divertimento. Per noi è sempre un grande piacere trascorrere il ritiro in un posto che riteniamo ormai familiare e parte della nostra storia”.

La parola è passata a Maurizio Rossini: “Grazie per questa splendida ospitalità a nome del Trentino e della Val di Sole: è il dodicesimo anno con il Napoli in ritiro ed è un onore. Quest’anno ci sarà clima di maggior tranquillità dopo la scorsa esperienza della Pandemia. Abbiamo tante novità per i nostri turisti e pe accogliere tanti tifosi azzurri per riservare molte gradite sorprese e attività in modo che siano 10 giorni di serenità e salute. E ci sarà anche grande spazio per le famiglie e i bambini in assoluta sicurezza”.

E’ intervenuto anche Marco Katzemberger che ha detto: “Potremo finalmente organizzare attività ed eventi su tutto il territorio. In Val di Sole ci sono bellezze ed esperienze di trekking e bike uniche con un meraviglioso parco naturale. Ci saranno funivie e castelli legati a momenti ludici che stiamo organizzando in collaborazione con la SSC Napoli”.


Ha preso la parola Nadia Ramponi: “Avremo degli animatori sul territorio per sviluppare tante attività per i bambini che saranno seguiti continuatamente. Ci saranno anche piste di sci dedicate ai più piccoli e dei campi di calcio per i ragazzi”

Infine, è intervenuto alla presentazione del ritiro in Val di Sole l’allenatore Luciano Spalletti: “Fare la preparazione in Trentino ci permette di lavorare davanti un panorama mozzafiato. Le Dolomiti saranno la nostra colonna sonora con suoni e ambientazioni fantastiche. Troveremo una organizzazione accurata in oni piccolo particolare. Ci sono le condizioni climatiche ideali sia per allenarsi che per riposare bene la notte anche grazie al torrente Noce che aiuta il recupero fisico. Oltretutto l’albergo è molto vicino al campo di allenamento e questo è un aspetto molto importante. Il ritiro è molto importante per preparare la base atletica e rodare il motore psico-fisico della stagione, che poi va alimentato di volta in volta durante l’anno”.

Terminato il ritiro in Val di Sole il 19 luglio la squadra farà ritorno a Napoli per poi trasferirsi per il secondo ritiro dal 23 luglio al 6 agosto in Abruzzo e più precisamente a Castel di Sangro, dove la squadra del Napoli disputerà tre, quattro partite con squadre europee.

(Luglio 2022)

CALCIOMERCATO ESTIVO 2022

 

di Luigi Rezzuti

 


Il consiglio della Federcalcio ha votato all’unanimità  i termini di tesseramento per la prossima stagione agonistica, stabilendo le date della campagna trasferimenti.

Da venerdì 1° luglio i club avranno la possibilità di depositare i contratti di acquisti per la nuova stagione del Campionato di Serie A.si torna, quindi, a parlare di calciomercato, un periodo fondamentale per le squadre che hanno necessità di rinforzare la rosa e prepararsi nel migliore dei modi al campionato che verrà.

I club si muovono anche con qualche settimana di anticipo e ufficializzano l’affare solo successivamente.

Il termine ultimo per effettuare acquisti e cessioni è stati fissato per giovedì 1°settembre 2022.


Il Napoli, come altre società, si sono mosse in anticipo, la società partenopea si è già assicurata i primi tre colpi della stagione 2022/2023: Khivicha kvaratskhelia, anni 21, ala sinistra, per 10 milioni di euro.


 Ha riscattato Zambo Anguissa per 15 milioni e acquistato Mathias Olivera , terzino sinistro, ruolo che è stato da diverse stagioni il tormentone del calciomercato del Napoli, infatti la corsia mancina non ha quasi mai avuto pace.

Ad esempio Camillo Zuniga, durante la gestione Mazzarri aveva ottenuto ottimi risultati ma poi arrivò l’infortunio al ginocchio a rovinargli la carriera.

Prima ancora erano stati in tanti ad alternarsi in quella parte del campo e non tutti con ottimi risultati infatti pochi hanno lasciato una traccia a partire da Strinic, Dossena, Savini, Vitale e Mannini pur non convincendo appieno.

Alla fine, gli adattati Aronica e Hysaj per qualche tempo hanno tenuto fin quando, dopo l’infortunio di Ghoulam, è stato appunto Mario Rui a occupare quella posizione di campo.


Adesso, finalmente, la fascia sinistra ha Olivera pronto per dare il suo contributo essendo forte di gioventù ed esperienza in un campionato importante come la Liga.

Intanto sembra un calciomercato al risparmio, almeno per il momento.

Perché dopo una pandemia e i paletti del nuovo Financial Fair Play imposti dalla Fifa, pensare a campagne acquisti faraoniche è quasi impossibile.

Soprattutto in Italia, dove già diversi club hanno fatto di necessità virtù pescando dalla lista degli svincolati.

L’Inter ha già preso il portiere Onana e l’ex romanista Mkhitaryan, entrambi convinti dal progetto nerazzurro e dalla possibilità di giocare la Champions League.

Il Milan si è assicurato il belga Origi, attaccante ventisettenne in uscita dal Liverpool.

E ancora la Roma che ha regalato a Mourinho il serbo Matic, ormai alla fine dell’esperienza quinquennale al Manchester United.

Anche in Serie A sono tanti i giocatori liberi da vincoli contrattuali e alla ricerca di una squadra pronta a mettere sul piatto un ingaggio congruo (non essendoci costi di cartellino).

Ecco alcuni dei nomi più interessanti: Paulo Dybala, dopo aver detto addio alla Juventus, cerca l’ultimo contratto davvero importante della carriera e un club che lo metta al centro del progetto tecnico.

In Serie A la pista più calda porta all’Inter, in contatto con l’entourage del giocatore ormai da settimane.

Molto meno probabile invece l’ipotesi Roma: i giallorossi si stanno orientando su altri profili.

All’estero sulle tracce di Dybala c’è l’Atletico Madrid ma non è da escludere neanche la premier League.

Dries Mertens, il figlio adottivo di Napoli non ha trovato un accordo per il rinnovo e sembra destinati a lasciare gli azzurri dopo nove anni. il suo mentore Sarri è pronto ad accoglierlo a braccia aperte alla Lazio ma, anche in questo caso, la trattativa con Lolito non sarà delle più semplici.

Andrea Belotti. Quella appena conclusa potrebbe essere stata l’ultima stagione in granata. L’attaccante non ha ancora deciso se accettare la proposta di rinnovo avanzata dal Torino e sta aspettando la chiamata di un top club: preferibilmente Milan o Inter ma anche la Roma non è da escludere.

Alessio Romagnoli. Il difensore ha deciso di lasciare il Milan e sembra destinato a legarsi alla Lazio, un affare facilitato dalla fede biancoceleste del giocatore. A rallentare la trattativa però c’è la questione cessioni, che sta bloccando il club di Fornello: Lolito infatti non ha ancora chiuso con Romagnoli in attesa di cedere Acerbi, seguito da Inter e Juventus.

Federico Bernardeschi. L’esterno classe ’94 lascerà la Juventus e sta valutando il suo futuro. Se inizialmente le preferenze sembravano rivolte all’estero, l’offerta presentata dal Napoli ha fatto vacillare il giocatore che sta prendendo tempo.

Sul panorama europeo invece tra i profili più interessanti ci sono Pogba e Di Maria, entrambi in orbita Juventus.

Il ritorno del francese a Torino è praticamente certo mentre l’argentino, dopo aver salutato il Psg, sta valutando diverse opzioni tra cui un clamoroso ritorno in patria.

Cristensen lascerà il Chelsea ed è destinato al Barcellona: prima di tesserarlo devono risolvere alcune questioni finanziarie.

Una di queste riguarda Dembelé, che dalla catalogna dovrebbe trasferirsi proprio al Chelsea.

Lingard non proseguirà il suo percorso al Manchester United ed interessa a Milan e Roma.

Lacazette, invece, dopo aver chiuso con l’Arsenal, farà ritorno al Lione.

Possibile futuro in MLS per Luis Suarez: il Pistolero non vestirà più la maglia dell’Atletico Madrid ed è a caccia di in contratto importante.

Gareth Bale invece deve ancora decidere la sua prossima squadra, dopo aver ottenuto una storica qualificazione al mondiale in Qatar, il gallese sta valutando diverse offerte.

(Giugno 2022)

QUANTO GUADAGNA CHI VINCE LO SCUDETTO

 

di Luigi Rezzuti

 

Oltre al prestigio del trofeo, vincere la Serie A vale svariati milioni. Anche dal secondo posto in giù una posizione più alta porta ad un guadagno. Certo sollevare al cielo la coppa della serie A è un grande obiettivo dei club del massimo campionato italiano. Oltre alla coppa in bacheca da sfoggiare e contare come riconoscimento in più, c’è comunque oltre. Di fatto vincere il trofeo di una determinata stagione fa guadagnare oltre che prestigio, anche diversi milioni. Non c’è comunque una grossa differenza tra arrivare primo in Serie A e secondo, rispetto al “mero” guadagno monetario. Il vero punto forte è il proprio nome sull’albo d’oro e il trofeo da esporre nella bacheca fisica e virtuale, considerando come il divario sia di pochi milioni. Vincere la Serie A porta nelle casse del club Campione d’Italia poco più di 23 milioni di euro. Ventitre milioni e quattrocento mila euro provenienti dalla Lega per chi solleva il trofeo. Oltre a tale incasso, ci sono da considerare anche ulteriori ricavi per la qualificazione in Champions League. Questi derivano dal Market Pool, tesoretto messo a disposizione dall’Uefa: si tratta della prima parte fissa, mentre la seconda viene ripartita a seconda del piazzamento nella stagione di Champions in corso. Tra scudetto e qualificazione alla Champions, i Campioni d’Italia ottengono 33,4 milioni di euro.

La seconda in classifica non va così lontano: 26, di cui 19,4 relativamente al posizionamento in Serie A e 7,5 per il passaggio al massimo torneo europeo.

Più in basso la terza (è il caso del Napoli) 16,8 milioni dalla Lega e 5 dalla UEFA, con 21, 8 totali utili a costruire l’annata successiva.

(giugno 2022)

CALCIO NAPOLI: IL DOPO INSIGNE

 

di Luigi Rezzuti

 

Negli ultimi dieci anni la fascia sinistra ha avuto un solo ed unico padrone, Lorenzo Insigne. Il capitano del Napoli è sceso in campo per l’ultima volta davanti ai suoi tifosi nello Stadio Maradona. E’stata una giornata indimenticabile, tra la celebrazione, gli oltre 50 mila tifosi che cantavano tutti per lui, il giro dei campo post partita e le lacrime, le tante lacrime da parte dello stesso giocatore e dei supporters partenopei.

L’aspetto emotivo è fondamentale, allo stesso tempo però è importante guardare al futuro, al Napoli che verrà senza Insigne. Perché bisognerà voltare pagina, progettare e farsi trovare pronti per la nuova stagione. Qualche idea in casa Napoli c’è già per come dovrà essere occupato l’out mancino.

La soluzione più immediata e pronta è quella che porta a Hirving Lozano. Al messicano piace partire da sinistra, è un ruolo che conosce molto bene soprattutto con la nazionale e quando c’è stata la possibilità lo ha ricoperto anche con la maglia del Napoli.

Spalletti potrebbe lavorare su questa opzione, in attesa che si muova qualcosa sul mercato. A proposito di mercato, la speranza è che il primo acquisto possa esplodere fin da subito. Khvicha Kvaratskhelia, esterno difensivo classe 2001, è il primo colpo già comunicato dal presidente De Laurentiis che potrebbe ufficializzare anche Mathias Olivera ma c’è da colmare una differenza tra richiesta ed offerta. La dirigenza azzurra ha la necessità di acquistare un nuovo terzino sinistro, dopo anche l’addio di Ghoulam ormai a fine contratto. La fascia sinistra rappresenta un tabù per il Napoli, che dall’infortunio dell’algerino non è più riuscito a rafforzare il reparto. A tal proposito sono emersi numerosi nomi, oltre a quello di Olivera, anche quello di Fabiano Parisi, un giovane talento emerso nell’Empoli in questa stagione, con il quale ha collezionato 24 presenze. Classe 2000 con nazionalità italiana, si tratta di un terzino con buone prospettive di crescita che stuzzica da tempo la dirigenza. Ci sarà tanto da lavorare per Giuntoli tra cessioni ed acquisti. Giocatori in scadenza che andranno via, altri in bilico il cui contratto terminerà tra un anno e soprattutto i rinforzi da acquistare. Il Napoli che verrà dovrà essere giovane ma pronto e senza colpi di testa sotto il punto di vista economico, con un tetto ingaggi fissato a 3,5 milioni di euro. Con gli incassi per il terzo posto e Champions ritrovata la società può tirare il fiato e vedere al mercato con maggiore tranquillità. Ai tifosi non basta il solo Kvaratskhelia come innesto lì davanti. Per sostituire uno come Insigne servirà di più, qualche colpo importante. Si seguono ormai da un po' in casa Sassuolo le due opzioni Traoré e Raspadori, il club nero verde non farà sconti e per un’offerta al di sotto di 30-40 milioni non si siederà a trattare. Restando in Italia piace anche Deulofeu dell’Udinese, che sembrerebbe stuzzicato dall’idea napoletana. In Olanda c’è Luis Siniterra, sul quale però è forte l’interesse anche del Bayer Leverkusen. Per il momento solo idee e sondaggi, nessun affondo da parte del Napoli che avrà da sistemare prima altri reparti, come quello difensivo (serviranno almeno un terzino sinistro e un difensore centrale), la mediana, vista l’incognita legata soprattutto a Fabian Ruiz. In attesa di capire cosa ne sarà di Osimhen e se arriverà la famosa offerta da almeno 100 milioni di euro.

(Giugno 2022)

CAMPIONATO DI CALCIO 2021-2022

IL NAPOLI DELUDE CLAMOROSAMENTE

 

di Luigi Rezzuti

 

Per il Calcio Napoli la speranza di vincere lo scudetto e miseramente fallita.

Ha sbagliato Spalletti con i cambi effettuati nelle ultime partite, hanno sbagliato i calciatori sottovalutando gli avversari, ha sbagliato il presidente, Aurelio De Laurentiis, nel gestire questa stagione?

Certo è e rimane un mistero, sono ormai diversi anni che la squadra perde l’occasione sia di vincere lo scudetto che classificarsi per la Champions League.

Finalmente, quest’anno, almeno questo traguardo è stato conquistato, ma la mancata conquista dello scudetto è stata una grossa delusione per i tifosi napoletani e non solo.

Adesso Spalletti e la squadra potranno gustarsi il ritorno in Champions League, mentre il presidente con i soldi che incasserà risistema i conti societari.

Aurelio De Laurentiis ha dichiarato che quest’anno tutti i calciatori sono cedibili se arrivano delle offerte, infatti si punta di incassare 200/250 milioni di euro con le eventuali cessioni di Osimhen, Fabian Ruiz, Zenlinski e Koulibaly.

Il Barcellona ha ricontattato l’agente di Koulibaly perché vuole il difensore centrale del Napoli.

La società blaugrana avrebbe chiesto al suo procuratore di temporeggiare sull’offerta.

Si parla di un nuovo contatto che ci sarebbe stato tra il Barcellona e l’agente di Kalidou Koulibaly.

Il club blaugrana avrebbe chiesto al procuratore un po' di pazienza e d non muoversi ancora con il Napoli in merito all’offerta di rinnovo che ha sul tavolo.

I catalani sarebbero infatti sempre interessati al difensore africano, il cui contratto scade nel 2023.

L’allenatore del Barcellona considererebbe Koulibaly il rinforzo ideale per la squadra.

Sono molto apprezzate alcune sue qualità: la velocità, la capacità di anticipare l’avversario diretto e la partenza.

Sarebbe insomma il sostituto perfetto per Gerard Piquè che dovrebbe giocare al più un’altra sola stagione.

Al Barcellona si starebbero sfregando le mani all’idea di un tandem offensivo formato da Araujo e Koulibaly, inj grado di fare da titolari per i prossimi cinque anni.

L’allenatore verrebbe così accontentato in questo reparto, con due coppie di qualità.

Nonostante tra un anno Koulibaly vada in scadenza, il Napoli di De Laurentiis non sarebbe disposto a scendere sotto i 40 milioni di euro per il giocatore, e non vorrebbe contropartite tecniche per rendere più conveniente l’operazione.

Il Napoli della prossima stagione (2022-2023) avrà sicuramente dei volti nuovi e nel frattempo ha riscattato Anguissa per 15 milioni di euro dal Fulham e acquistato Kvara Kvaratskhelia.

E’stato lo stesso presidente, Aurelio De Laurentiis, a ufficializzare il suo acquisto: “Spero di aver fatto un colpaccio, è un calciatore del Napoli a tutti gli effetti”

Viene soprannominato il Messi georgiano, ecco tutti i numeri e le curiosità del primo rinforzo del mercato azzurro e futura stella del Napoli “022-2023.

Per chi lo conosce bene, il repertorio di Kvara sembra non avere fine: tra finte, tunnel, colpi di tacco, acrobazie, conclusioni a giro e di grande potenza, può giocare sia da trequartista che da attaccante esterno, un 21 enne che ha stregato tutti.

Dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, si è svincolato dal Rubi Kazan, come permesso dalla Fifa, per tornare temporaneamente nella sua Georgia.

Kvaratsheliasua è un attaccante esterno, si sposerebbe bene con il 4-2-3-1 e il 4-3-3 di Spalletti.

Salta il terzino e sterza verso l’area di rigore, sfrutta rapidità e agilità, difende bene il pallone, ha muscoli e resistenza.

Non è un fantasista che si accende solo quando entra nel vivo dell’azione.

E’ un destro naturale, ma preferisce muoversi sulla fascia sinistra con cambi di direzione e scatto, è abituato a sacrificarsi, a fare pressing sui difensori.

Il Napoli lo ha pagato per una cifra che si aggira intorno ai dieci milioni di euro (con un milione di bonus), guadagnerà un milione e mezzo per il prossimo quinquennale.

Il dettaglio più complicato senza dubbio è il cognome: la pronuncia corretta è “Cuarascelia”.

Ha cominciato a giocare nel vivaio della Dinamo Tbilisi: quattro partite e un gol nel 2017.

Una crescita costante che aveva richiamato anche l’interesse del Liverpool e del Siviglia.

Nel 2018, poi, il passaggio al Rustavi: tre gol e tre assist nella serie B georgiana.

All’inizio di febbraio del 2019 firma con la Lokomotiv Mosca, in estate, però, cambia ancora e approda al Rubin Kazan di Roman Sharonov e Leonid Slutski: nove gol e diciotto assiste in due anni e mezzo.

Nel 2021 è stato eletto miglior giovane del campionato russo della Premier-liga.

Intanto Cristiano Giuntoli addetto agli acquisti e cessioni dei calciatori del Napoli è sempre in cerca di un terzino sinistro e si è catapultato sul giocatore del Bologna, Hickey, classe 2002.

Secondo lo Scottish Daily Express, la trattativa tra i due club sarebbe aperta.

Tutti vogliono Hickey, il giovane terzino sinistro scozzese del Bologna, il Napoli ha offerto 21 milioni di euro ma è anche nelle mire di Juventus, Milan e fiorentina in Italia (con ammiratori anche in Premier League, Newcastle e Brentford su tutte).

Lo scozzese andrebbe a prendere il posto di Mario Rui, destinato a lasciare Napoli al termine della stagione.

(Maggio 2022)

CHI VINCERA’ LO SCUDETTO?

 

dI Luigi Rezzuti

 

Questa domanda l’abbiamo posta ad alcuni opinionisti sportivi e addetti ai lavori che ci hanno risposto: “Questo Napoli fa paura – dice Gianni Improta ex calciatore del Napoli – secondo me è da scudetto. Non dobbiamo nasconderci dietro un dito, bisogna essere consci della forza della nostra squadra. Spalletti sta lavorando sulla testa dei ragazzi che stanno diventando consapevoli della loro forza trasmettendo in gol le azioni, aiutati magari anche dagli errori degli avversari”

Gianfranco Zola, ex calciatore ed ex allenatore oggi diventato un quotato opinionista televisivo ha dichiarato: “Osimhen è il nuovo Lukaku, il Napoli può vincere lo scudetto anche perché ha un signor allenatore.”

Fabio Capello, ora opinionista sportivo per le principali emittenti televisive italiane ha detto: “Il Napoli di Spalletti è la principale antagonista dell’Inter, il vero rivale per la vittoria dello scudetto. E’ l’anno buono per la squadra di Luciano Spalletti perché il Napoli sta dando segnali di grande forza e qualità. Un altro elemento a suo favore è la completezza dell’organico. Il Napoli è forte in tutti i reparti. Ha un attacco di alto livello con Osimhen, Insigne e Politano. Il centrocampo ha la qualità e la potenza atletica di Zielinski, Fabian Ruiz e Anguissa. La difesa è solida e Koulibaly aumenta da solo lo spessore della retroguardia. Ospina e Meret sono portieri affidabili. Non riesco a trovare punti deboli. Osimhen è partito fortissimo, quando arrivò in Italia due anni fa, non lo conoscevo bene e mi documentai. Scoprii un giocatore bravissimo nei movimenti. Con la sua forza atletica può essere devastante. E’ l’erede di Lukaku. E’ giovane e ha enormi margini di miglioramento”

Luca Toni, diventato uno degli opinionisti di Prime Video, ha parlato sia di Osimhen che del Napoli: “Nella squadra di Spalletti, Osimhen mi sembra quello che fa la differenza più di tutti. Spacca le difese perché ha profondità e gambe. E poi fisicamente è molto forte e nell’area avversaria sa farsi rispettare. E’ un campionato molto aperto, credo che si deciderà tutto all’ultimo mese e a quel punto vincerà la squadra mentalmente più pronta e questa potrebbe essere il Napoli di Spalletti che ha dato forza e consapevolezza, oggi se la giocano per vincere lo scudetto”.

Alessandro Costacurta ha parlato del Napoli che quest’anno sta convincendo tutti: “la cosa che mi piace di più della squadra è la difesa. Koulinaly e Rrahmani hanno trovato la quadra perfetta. Perché è sicuramente vero che qualsiasi difensore accanto a Koulibaly farebbe bella figura, ma con Rrahmani si compensano alla grande. Mi piace la coppia perché si aiutano. Si vede che adesso che i due centrali del Napoli si muovono in sintonia. Il Napoli sta dimostrando di avere un’organizzazione difensiva molto buona e in più in generale la migliore organizzazione di squadra del campionato. Stimo Luciano Spalletti da anni. quando giocavo contro le sue squadre ci sembrava sempre di essere circondati dagli indiani perché ti potevano far male da ogni posizione. E’ vero che ora con Osinhen ha un punto di riferimento, ma le frecce nel suo arco sono infinite.”

Marco Azzi, giornalista di Repubblica evidenzia i dati di Napoli e Milan e dice: “Lo scudetto di quest’anno lo meriterebbe il Milan, ma è il Napoli la squadra con più numero”.

Beppe Bergomi, ex capitano dell’Inter e oggi opinionista Sky detto ai microfoni dell’emittente satellitare riguardo la possibilità per il Napoli di vincere lo scudetto: “Ho sempre pronosticato Napoli per lo scudetto perché mi piace come è stata costruita la squadra, perché ha giocatori funzionali, perché ha due giocatori per ruolo e soprattutto in mezzo al campo ha qualità e forza. Il Napoli può anche alternare sistemi di gioco. Poi è vero: averlo o non averlo, Osimhen fa tutta la differenza. Penso dall’inizio dell’anno che il Napoli possa vincere lo scudetto, poi se non vince, il mio resterà solo un pronostico”.

Alla domanda “Chi vincerà lo scudetto?” un tifoso del Napolici ha risposto: “Fino alla fine del campionato saranno quattro le squadre a competere: Milan, Inter, Napoli e Juventus ma alla fine vincerà sempre la Juventus…”

(Aprile 2022)

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