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UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
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GIUSTIZIA E POLITICA   di Sergio Zazzera   Il sistema statunitense di amministrazione della giustizia – che non saprei dire se possa essere definito...
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OPERAZIONE SAN GENNARO   di Sergio Zazzera     Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del...
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GLI ESAMI DI MATURITA’*   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo prossimi agli esami di maturità che inizieranno, con la prima prova, il 22 giugno e...
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XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa  Il riconoscimento a Massimo Gramellini     Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI...
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’O guappo ’e cartone   di Luigi Rezzuti     ’O guappo ’e cartone è una commedia in tre atti, scritta da Raffaele Viviani. La prima rappresentazione...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano

a cura di Antonio Manfredi

 


Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la cerimonia per intitolare a Roberto Saviano una sala del Museo di Casoria. Alla presenza dello scrittore è stata presentata la selezione, a cura di Antonio Manfredi, di opere di artisti napoletani, sul tema della Camorra.

In occasione della cerimonia è stato assegnato a Roberto Saviano il Premio CAM-ON, realizzato da Luciano Campitelli. Alla sua prima edizione, il premio è stato istituito dal museo CAM, sotto l’egida del Comune di Casoria, quale riconoscimento a personalità, la cui attività si sia distinta per il valore sociale, civile  o artistico.

Gli artisti le cui opere sono state esposte nella “Sala permanente Roberto Saviano” sono: Lello Lopez, Sergio Fermariello, Luciano Ferrara, Giuseppe Di Guida, Sebastiano Deva, Giorgio Scotti, Monica Biancardi, Giuseppe De Marco, Walter Picardi, Mario La Porta, Michele Attianese, Fulvio Di Napoli, Oreste Pipolo.

Durante la serata si sono svolte la performance di Laura Niola La consegna” e la performance musicale di Stella ManfrediIn memoria di Gelsomina Verde”. 

In allestimento, nella Sala Saviano, anche l’opera di Antonio Manfredi , presentata alla  54 Biennale di Venezia, dal titolo “May be. They could live here. International warrant_Work in regress 2011.

(Dicembre 2016)

LUCI D’ARTISTA A NATALE

 

di Luigi Rezzuti

 


Benvenuti all’evento più atteso dell’anno: “Luci d’artista”, la più spettacolare e suggestiva esposizione luminosa di opere d’arte.

La manifestazione culturale fu avviata dal Comune di Torino nel lontano 1998 e successivamente anche dal Comune di Salerno, in occasione del periodo natalizio e va oltre le consuete luminarie di fino anno.

È rappresentata da opere concepite da artisti contemporanei, selezionati attraverso un concorso.

L’evento riscosse grande successo e attirò numerosi turisti, italiani e stranieri.

Dall’anno 2006 la stessa iniziativa è stata adottata anche dalla città di Salerno.

Nel 2009 – 2010  avvenne un gemellaggio ideale tra le due città di Torino e Salerno. Infatti, nel periodo della manifestazione, parte delle luci adottate l’anno precedente dal capoluogo piemontese fu esposta a Salerno, oltre ad altre opere inedite, appositamente commissionate.

Nel 2009  la città di Torino adottò diverse opere del comune campano, iniziando così un “gemellaggio” vero e proprio con scambio di  opere da entrambe le città.

La manifestazione salernitana ogni anno attira migliaia di turisti da tutta Italia, ma anche dal resto d’Europa.

Di particolare successo il giardino incantato, che avvolge di luci variopinte e, sempre diverse, il centro storico cittadino, rendendo la villa comunale di Salerno un autentico giardino fiabesco, con maghi, stregoni, tunnel luminosi e figure d’incanto. Peraltro, la medesima ditta dall’anno scorso cura anche l’illuminazione natalizia del centro di San Lorenzello (Alta Valle Telesina), con modalità identiche a quelle di Salerno.

L’anno scorso anche al Vomero, quartiere collinare di Napoli, furono esposte con grande successo le luci d’artista, quest’anno si ripete l’evento con luci che faranno da cornice alle due strade più affollate e preferite per lo shopping, via Luca Giordano e via Scarlatti, volute dal progetto a cura di Simona Perchiazzi, promosso dall’associazione “Vomero commercio e cultura”, luci progettate  da Riccardo Dalisi e Sergio Fermariello, realizzate con un sistema di illuminazione a risparmio energetico.

Non si tratta di luminarie sparse semplicemente per arricchire le strade in prossimità del Natale, ma di un dialogo tra l’arte e i passanti, con maschere  ed effetti di luce.

Da sabato 5 novembre 2016 al 16 gennaio 2017 si illumina anche Gaeta con Favole di luce.

La calda atmosfera di Natale accompagnerà cittadini e visitatori in un percorso

tra sogno e realtà, attraverso i luoghi, la storia, la cultura e l’arte di Gaeta.

Dall’albero delle meraviglie in piazza XIX Maggio ai fiocchi di neve in via della Indipendenza; in Piazza Vincenzo Capodanno un villaggio polare con igloo, eschimesi, pinguini, foche e orsi polari ed ancora la Gaeta medievale fra scintille dorate in una passeggiata tra storia, tradizione e palazzi antichi.

Inoltre le luminarie di Natale saranno accompagnate da una serie di eventi ed iniziative a partire dal 12 novembre 2016 fino al 15 gennaio 2017. Nel corso di tutti i week end, alle ore 18,30, in Piazza della Libertà, si potrà ammirare l’incanto dello spettacolo della Fontana artistica con i suoi giochi d’acqua, luci e suoni.

(Dicembre 2016)

CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO

ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI

 


Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali di Roma e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali e, dopo il grosso successo di critica e di pubblico per la nostra al Palazzo delle Arti (PAN) di via Dei Mille,  i due artisti, che da decenni lavorano insieme, oggi propongono, sia al Museo Archeologico di Napoli  che alla Certosa di San Giacomo a Capri, in una collaborazione tra il Museo Archeologico di Napoli, il Polo Museale della Campania,  con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Il catalogo contiene testi di Paolo Giulierini, (direttore del Museo Archeologico), Anna Imponente, (Polo museale Campania), Marco De Gemmis, (Sopraintendenza Archeologica della Campania), Patrizia Di Maggio, (Direttore di villa Tiberio e villa Jones – Capri),  un intervento poetico di Eugenio Lucrezi, (giornalista, scrittore, poeta) e il  “Trialogo” di Achille Bonito Oliva, (critico d’arte, accademico, saggista, curatore e scrittore)  con Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino.

Nel Giardino delle Camelie del Museo Archeologico di Napoli (dal 20 ottobre al 7 gennaio 2017) e nel Chiostro della Certosa di Capri (dal 10 dicembre al 29 gennaio 2017) Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino propongono i loro nuovi “pronti interventi estetici”, che condividono ancora una volta mettendo a dialogare, come da lungo tempo avviene, le proprie voci soliste, le quali possono essere in contrasto per sonorità ed espressione, ma accomunate dai colori vibranti, dal gusto del gioco e dell’ironia e da una fantasia capace di produrre immagini sorprendenti. Va in scena, dunque, tra archi, chiostri e aiuole, il loro ennesimo “duello” senza un vinto né un vincitore, che questa volta,  per ora unico caso, ha luogo anche in una stessa opera, firmata a quattro mani. Fulcro della mostra, in entrambe le sedi, è l’arco, forma canonica e familiare, solida e leggera a un tempo, che delimita in alto uno spazio che la linea curva rende accogliente e armonioso: gli archi diventano il luogo poetico e l’aereo supporto su cui si inscrivono le citazioni classiche, le allusioni al mito, le lettere d’alfabeto o i fantastici animali del “sintetico” Rezzuti e dell’ “analitico” Scolavino.

Carmine Rezzuti è nato a Napoli nel 1944. E’  tra i fondatori dell’Asocial-Group e del gruppo Orologio ad Acqua. Le sue prime ricerche artistiche e tecniche risalgono agli anni Sessanta. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2006, su invito di Achille Bonito Oliva, gli viene commissionato un mosaico (“Guardiano del fuoco”) per la metropolitana dell’Arte di Napoli (Linea 6, Stazione Augusto). Nel 2007 viene invitato a partecipare agli Incontri Internazionali d’Arte di Roma, alla mostra Arte Contemporanea  a Capodimonte e realizza un’installazione permanente di grandi dimensioni.

Quintino Scolavino è nato a Bagnoli Irpino nel 1945. E’ tra i fondatori del Gruppo Studio P:66 e del gruppo Orologio ad Acqua, è produttore versatile di oggetti in “forma d’arte”, tra cui macchine per giocare, servomeccanismi, falsi antichi. Protagonista della Nuova Scultura Internazionale, è tra gli artisti invitati da Achille Bonito Oliva a realizzare opere per le “Stazioni dell’Arte” della metropolitana di Napoli (Linea 1, stazione Salvator Rosa), per la quale progetta l’opera “Strabico” (2001). Ha partecipato, tra le altre mostre,  a Beelden-Sculpture 1993, Rotterdam, Raj Hughes Gallery 1995, Brisbane, e ha esposto al Museo d’Arte Contemporaneo di Caracas (Venezuela), al Museo Carrillo di Città del Messico, al Japan National Committee di Tokio (Giappone).

All’inaugurazione erano presenti, oltre a vari giornalisti, personaggi della cultura e dell’arte,  il critico d’arte Achille Bonito Oliva, i pittori Armando De Stefano, lo scultore Gerardo Di Fiore e tanti altri.

(Novembre 2016)

"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"

 


“SWINGING”: ENZA MONETTI AL PAN

 

di Sergio Zazzera

 

In principio era l’albero. Che sia quello “della conoscenza del bene e del male” della tradizione giudaico-cristiana, o quello che, insieme con una miriade di suoi simili, popola il Paradiso dell’Islām, o ancora quello “della vita” delle religioni orientali, a esso è sempre associato il mito dell’origine. E intorno all’albero ruota il ciclo artistico che, sotto il titolo “Swinging”, Enza Monetti propone ora al PAN.

Peraltro, anche in questo ciclo “in principio era l’albero”, nel senso che tutte le opere esposte prendono l’avvio da un prototipo arboreo, pure presente in mostra, che l’artista mi dice di avere disegnato alcuni anni fa. E questo disegno (più propriamente, di-segno) costituisce il prototipo di tutte le opere esposte, che lo riproducono nei più diversi materiali, dal legno (talora con evanescenti inserti di garza), alla carta (anche con un suggestivo effetto di addizione-sottrazione), alla ceramica, allo specchio, ai materiali plastici (pvc, plexiglas).

A sua volta, anche l’allestimento dell’esposizione riporta la mente a una forma di simbolismo religioso, con la parte inferiore della sala principale divisa dagli alberelli di legno in due navate, che arieggiano la struttura del fiorentino Orsanmichele, mentre nella parte alta l’albero-specchio funge da monumentale pala d’altare.

La mostra, allestita al piano terra del PAN (via dei Mille, 60), è visitabile fino al 23 maggio prossimo, nei giorni feriali (escluso il martedì), dalle ore 9.30 alle 19.30, e la domenica, dalle ore 9.30 alle 14.30.

(Maggio 2016)

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