NEWS

Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
continua...
IO, ROBINSON CRUSOE’   di Luigi Rezzuti   Il naufrago più famoso di tutti i tempi è senza dubbio Robinson Crusoè, che fece naufragio con una nave...
continua...
Ma a me, lei ci pensa ancora?   di Luigi Rezzuti   Francesco aveva quindici anni. Erano gli anni dei primi innamoramenti, amori teneri di un ragazzo...
continua...
LUCI D’ARTISTA A NATALE   di Luigi Rezzuti   Benvenuti all’evento più atteso dell’anno: “Luci d’artista”, la più spettacolare e suggestiva...
continua...
Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Ma Vespa non è poi così insostituibile Parla a vanvera chi della Rai ha percezione, dal divano di casa,...
continua...
Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
continua...
UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
continua...
Un uomo pigro   di Luigi Rezzuti   Sono stanco, tanto stanco, sono stanco di essere stanco, non amo passeggiare, non amo fare shopping, mi annoio...
continua...

Articoli

Parlando di chi è poeta

Parlando di chi è poeta

 

di Romano Rizzo (13)

 

Spesso mi sono chiesto che cosa ha di diverso dagli altri chi scrive poesie o ama profondamente questa arte.

Secondo me, in primo luogo, ha - o dovrebbe avere - una spiccata sensibilità e una grande capacità di cogliere e fare propri tutti i messaggi che la vita e il mondo gli propongono. Certo dovrebbe anche avere la capacità di trasmettere agli altri quello che sente, senza  dilungarsi troppo,  anche con pochi suggestivi e significativi accenni, nonché di saper immaginare tutto quello che un altro sentirebbe nelle situazioni da lui immaginate o tratteggiate.

Questo può essere considerato un primo punto…Però è ovvio che non può bastare. A parer mio, il poeta, o anche soltanto chi ama la poesia, deve avere l’animo di un sognatore e può spesso essere un uomo che non poco ha sofferto, che non si trova a proprio agio nel mondo attuale e cerca di crearsene uno diverso e migliore, lasciando volare la fantasia.

Se vogliamo, sia pure in modi diversi, il poeta è sempre un ribelle…uno che non è capace di accettare il tran-tran quotidiano, vi si oppone, lo rifiuta e cerca di combatterlo o apertamente con scritti di protesta o rintanandosi, in silenzio, nel suo studiolo, per lasciarsi cullare da un sogno magnifico, quale quello che può offrirci la vera Poesia. A questo va aggiunto che, per fare una disamina un po’ più completa, bisogna sicuramente tenere ben distinti, tra i poeti,  coloro che amano sempre e soltanto le loro opere e quelli, invece, che amano  profondamente e sanno apprezzare la vera Poesia, da chiunque sia stata scritta.

I primi, in genere, sono degli autodidatt, che leggono o hanno letto poco (Tra loro c’è anche chi si vanta di non aver mai letto i classici e dichiara di non volerli leggere perché non vuole che influenzino l’originalità del suo dire !!!).

In verità, anche nell’ambito della seconda categoria, una distinzione andrebbe fatta tra quanti operano o hanno operato per favorire la diffusione della poesia e quanti nulla fanno, ma si limitano o si sono limitati a sfruttare i canali di diffusione esistenti e a goderne i vantaggi..

In altre parole c’è chi organizza incontri poetici, riunioni, antologie, ricerca ed incoraggia nuovi autori e chi, invece, pur amando molto la Poesia, estrinseca il suo amore solo arricchendo sempre più la sua biblioteca. Non v’è dubbio che, guardando i classici del passato, dobbiamo ritenere meritevole di ammirazione il comportamento di Rocco, De Mura, E. A. Mario, Tolino, Cerino e pochi altri, mentre tanti altri, troppi, anche di gran nome, come Viviani, Di Giacomo, Russo, nulla hanno fatto perché, forse, non hanno potuto o perché non lo hanno ritenuto proficuo o necessario.

È da segnalare che alcuni, tra i primi citati, hanno anche provveduto a curare la stampa di raccolte di poesie di colleghi e discepoli, prematuramente scomparsi.

Non ci resta che sperare che, in futuro, il gruppo di cultori di questa nobile arte, votati al mecenatismo, non si estingua del tutto e che fioriscano, invece, sempre più quelle iniziative che valgano ad avvicinare i giovani di oggi alla grande Poesia e alla tradizione.

Solo così questo nostro amore potrà rifiorire, non morire mai ma, al contrario, rinascere ogni giorno a nuova vita.

(Marzo 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen